Economia

Vertenza Omfesa, dagli istituti di credito segnali di apertura

Nell’incontro odierno in Prefettura sulle sorti dell’azienda e dei lavoratori, raggiunto un accordo con le banche per trovare una soluzione. I parlamentari salentini esprimono “cauta soddisfazione” per questa prima svolta

TREPUZZI – Un incontro in Prefettura, per affrontare la delicata vertenza della ditta Omfesa, che assicura lavoro ad oltre 150 persone, ma che, a causa della crisi, sta affrontando problemi di liquidità, che rendono difficoltosi i pagamenti dei contratti e hanno messo in agitazioni i lavoratori.

A tal fine nella mattinata si è svolto un vertice, presieduto dal Prefetto della Provincia di Lecce, Giuliana Perrotta, con il titolare e dirigente dell’azienda, Ennio De Leo, i rappresentanti della delegazione parlamentare salentina, Alfredo Mantovano, Teresa Bellanova ed Ugo Lisi, ed alcune banche convocate.

Dopo un’ampia ed approfondita analisi sull’attuale stato dell’azienda, è emersa la disponibilità da parte degli istituti di credito ad analizzare compiutamente i possibili supporti economici finanziari in un apposito tavolo tecnico con sede bancaria, che dovrebbe consentire sia l’ordinario pagamento delle dovute retribuzioni ai lavoratori, sia la concreta possibilità di onorare le commesse già ricevute da parte di Trenitalia.

L’ex sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano, esprimo gratitudine al Prefetto di Lecce ed una “prudente soddisfazione” per l'esito dell’incontro: “L'azienda, come è noto – spiega -, ha vinto commesse per circa 30 milioni di euro e ha un momentaneo e limitato problema di liquidità”.

“L'incontro di oggi – prosegue -, che ha visto coinvolti, oltre alla proprietà, a un gruppo di parlamentari, alla vice presidente della provincia, anche i rappresentanti dei principali istituti di credito operanti sul territorio, ha fatto registrare la positiva disponibilità da parte di costoro a prendere in esame le esigenze di credito della Omfesa e a dare a esse seguito concreto, a seguito di un tavolo tecnico interbarcario, che sarà avviato subito, nel quale ciascuno darà pro quota una risposta: in tal modo si perverrebbe alla somma complessiva necessaria”.

“Se, come mi auguro – ribadisce -, l'esperimento andrà in porto, costituirà un esempio virtuoso di collaborazione fra istituzioni, imprese e mondo del credito, senza forzature per nessuno: il che è particolarmente significativo in un momento finanziario così critico. Superare oggi le difficoltà dell'Omfesa col contributo dei vari soggetti coinvolti ha il senso che, perfino in questo momento, si possono mantenere 170 posti di lavoro, e magari crearne altri 50: il che non è poco, soprattutto al Sud”.

“Esprimo gratitudine al prefetto di Lecce Giuliana Perrotta per la prosecuzione del suo impegno nella risoluzione della vertenza Omfesa e accolgo con favore la disponibilità degli istituti di credito”. Con queste parole, la vicepresidente della Provincia di Lecce, Simona Manca, a proposito della ricerca di una soluzione alla grave crisi che l’azienda di Trepuzzi vive ormai da tempo.

“E’ di pochi giorni fa – prosegue la Manca - il mio nuovo e accorato appello alle banche per andare  incontro alle esigenze di liquidità di un’azienda con 170 lavoratori e commesse per circa 30 milioni di euro”. “Oggi ho registrato con soddisfazione la positiva disponibilità da parte degli istituti a prendere in esame, dopo aver esaminato la situazione economica e finanziaria dell’azienda, le esigenze di credito della Omfesa, anche grazie all’insediamento di un tavolo tecnico interbancario. Credo sia un esempio importante e significativo di collaborazione fra istituzioni e forze del territorio che, ci auguriamo, possa dare al più presto i suoi frutti”.

Ugo Lisi parla di “autentico paradosso” a cui “siamo costretti ad assistere in ordine alla vicenda Omfesa, dal momento che, a fronte di commesse già sottoscritte o in fase di chiusura da parte dell’azienda, con una domanda esterna che evidentemente riconosce la professionalità del management e dei lavoratori, ci si trova di fronte ad una carenza di liquidità che non consente l’acquisto delle materie prime per far fronte proprio a quegli incarichi”.

“L’incontro avvenuto oggi in Prefettura – spiega il parlamentare -, grazie alla preziosa intermediazione del Prefetto, è stato finalizzato proprio alla costituzione di un pool di banche radicate sul territorio che siano disposte ad investire sulla nostra azienda, garantendo la necessaria liquidità economica che risolverebbe tanti problemi, soprattutto occupazionali. È come se avessimo una fuoriserie bloccata nel pantano della carenza di liquidità. Un territorio come il nostro non può permettersi questo stop e deve adoperarsi, facendo leva su tutte le sue risorse sociali, economiche ed istituzionali, per trovare la chiave di volta che scongiuri i pericoli nei quali tutt’ora si è immersi.

 

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