Economia

Vertenza Filanto, il ministero del Lavoro grande assente. Incertezza sulla cassa

Ennesima riunione presso il Mise cui hanno partecipato Regione, sindacati e amministratori del cluster calzaturiero. Confermato l'impegno alle assunzioni dia parte di Leo Shoes, rimane il nodo della cassa integrazione per le 5 mensilità arretrate

Lavoratori Filanto in protesta.

ROMA – Prosegue, a rilento, l’esame ministeriale della vertenza Filanto. Oggi, infatti, si è tenuto un nuovo vertice presso il ministero dello Sviluppo economico, presieduto da Gianpiero Castano, responsabile dell’unità gestione vertenze del Mise, cui hanno partecipato tutti gli attori coinvolti nell’annosa questione degli ammortizzatori sociali destinati ai 370 lavoratori del cluster.

E quindi: le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil e le categorie Filctem, Femca e Uiltec, l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Loredana Capone, l’assessore alle politiche del Lavoro, Leo Caroli, i rappresentanti delle aziende, Filograna, Previtero e Preite e il presidente di Confindustria Lecce, Angelo Costantini.

La verifica sullo stato dell’arte della vertenza è partito dalla premessa delle assunzioni nella società Leo Shoes che ha integrato il suo organico di 32 unità, per un totale di 147 dipendenti. In più l’azienda ha confermato la volontà di assumere altre 20 persone attingendo dal medesimo bacino di lavoratori.

Per quanto riguarda la posizione debitoria maturata dai lavoratori, relativa al periodo di cessazione della cassa straordinaria fino al luglio 2013, i sindacati hanno confermato l’accordo transattivo preso con le società del gruppo: quell’impegno economico, fissato a mille euro per ciascun dipendente, è stato completamente onorato e dichiarato “chiuso”.

La questione rimane del tutto aperta, invece, per quanto riguarda la copertura economica del periodo successivo, e quindi dei cinque mesi di “vuoto salariale” che vanno dall’agosto 2013 al dicembre dello stesso anno. Sia gli amministratori aziendali che le organizzazioni sindacali hanno ribadito la volontà di trovare una soluzione per l’attivazione degli ammortizzatori sociali. Se non fosse che il ministero deputato a ciò, quindi il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, non ha presieduto la riunione odierna. E la sua assenza non è certamente passata inosservata: “Sbagliare è umano, perseverare è diabolico: secondo incontro romano senza la presenza del ministero del Lavoro, unico soggetto preposto alla concessione della cassa integrazione – ha evidenziato con amarezza Sergio Calò, segretario Femca Cisl di Lecce - . Il fatto si commenta da solo. Non è bastata neanche l'accorata esposizione della vicenda da parte di Gigi Prete, responsabile delle risorse umane per il gruppo calzaturiero di Casarano, per rimettere sul proficuo sentiero l'incontro e far finire questi viaggi della speranza".

Le parti hanno comunque deciso di verificare l’accoglimento delle istanze per la cassa straordinaria, valida per le tre aziende Tecnosuole, Zodiaco e Labor, presentate da un pezzo. E non hanno escluso l’ipotesi di trasformare la cassa straordinaria in ammortizzatori in deroga ministeriale, come previsto dall’attuale normativa.

"Quella dei lavoratori delle aziende Filanto è una situazione molto difficile - ha commentato a margine l’assessore Loredana Capone - ma ci siamo impegnati perché potesse essere valorizzato un piano industriale di una nuova azienda, la Leo Shoes, che ha riassorbito 147 lavoratori e presenta prospettive di crescita ulteriore. I sindacati hanno confermato che l'impegno economico previsto negli accordi transattivi è stato rispettato da tutte le parti. Ora attendiamo risposta dal ministero del Lavoro sull'istanza di cassa integrazione straordinaria per i cinque mesi arretrati".

Una certa soddisfazione per gli impegni mantenuti da Leo Shoes è stata espressa anche da Salvatore Giannetto e Franco Nastrini, rispettivamente segretario generale di Uil e Uiltec. Per quanto riguarda la questione degli ammortizzatori sociali, "il Mise ha sostanzialmente rimandato il problema al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, quindi al momento non vi è alcuna certezza per i lavoratori interessati”.

Per queste ragioni i due sindacati, insieme ai segretari di Cgil e Filctem Cgil, chiedono che sia convocato, il prima possibile, un incontro tecnico presso il ministero del Lavoro per verificare l’accoglimento delle istanze: “Per farla breve - chiosano - non lo chiamiamo gatto, finché non ce l'abbiamo nel sacco".

Secondo il segretario Calò, invece, solo la politica “può imprimere una svolta alla vertenza, così come del resto si era già impegnata a fare, al fine di mutare la vicenda dal grottesco al tollerabile e tutelare realmente i lavoratori”. Le speranze sono quindi riposte nel prossimo incontro ministeriale che sarà convocato solo su richiesta delle parti.  

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