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Venerdì, 19 Agosto 2022
Il reimpianto / Carpignano Salentino

Imprese pugliesi riforestano il Salento: 5mila nuovi alberi in cinque mesi

L’iniziativa promossa dall’associazione Olivami sta riscontrando successo e sta permettendo di ripiantare ulivi sul territorio martoriato da xylella. Intanto, arrivano 20 milioni di euro per la ricerca e sperimentazione per contrastare il batterio

CARPIGNANO SALENTINO - Le imprese di Puglia riforestano il Salento colpito dalla Xylella: sono 5000 gli alberi di ulivo piantati a Carpignano salentino dall’associazione “Olivami” attraverso l’adozione degli alberi. Alcune aziende (Take Off S.p.a. - P&S People Solutions - La Brasiliana del Caffè - Linfa - Paral e Salento Droni), le prime che volontariamente hanno deciso di creare il proprio “giardino di ulivi”, hanno adottato dai 10 ai 100 piccoli alberi, per contribuire al ripristino del paesaggio salentino e alla ripresa dell’economia agricola locale.

Attraverso l’adozione di 100 ulivi, Take off s.p.a., società attiva nel retail trade di abbigliamento e accessori per adulto e bambino, ha realizzato il primo giardino visitabile in qualsiasi momento dell’anno, e facilmente riconoscibile grazie all’insegna e alle targhette nominative appese sugli alberi. Questa iniziativa si pone l’obiettivo di contribuire nel lungo periodo alla compensazione delle emissioni di CO2, sostenendo la riforestazione del territorio salentino, dei suoi ulivi duramente attaccati dal batterio killer.

“Come Gruppo riconosciamo l’importanza della tutela e salvaguardia dell’ambiente quale bene primario e assumiamo l’impegno a promuovere, nell’ambito delle nostre attività, la ricerca di un equilibrio tra iniziative economiche ed esigenze ambientali”, spiega Aldo Piccarreta, presidente e amministratore delegato. “Per questo motivo – prosegue - abbiamo deciso di aderire con entusiasmo all’iniziativa di Olivami”.

L’associazione, attiva da meno di 5 mesi e iscritta al registro unico nazionale del terzo settore, supera dunque la quota di 1.500 ulivi adottati che hanno consentito la piantumazione di oltre 5.000 nuovi piccoli ulivi: “Ringraziamo tutte le aziende – dichiara il presidente Alessandro Coricciati - che hanno dimostrato una grande attenzione verso il Salento e una profonda sensibilità sulle tematiche ambientali e agricole. La creazione di questo giardino è per tutta l’associazione e tutti gli agricoltori un’iniezione di coraggio e fiducia che ci fa capire che non siamo soli”.

È possibile effettuare l’adozione direttamente dal sito web dell’associazione www.olivami.com, selezionando la quantità e la specie di alberi che si vuole adottare. Aderendo all’iniziativa si riceverà un’e-mail di conferma riportante tutte le caratteristiche dell’ordine e il certificato di adozione.

E sempre sul fronte xylella, arrivano 20 milioni di euro per la ricerca e le sperimentazioni: sono, infatti, stati resi noti i criteri e le procedure per la concessione dei contributi per la sola ricerca e sperimentazione di contrasto al batterio con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale della nota del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali.

Il decreto avvia il procedimento finalizzato alla concessione di contributi pari a venti milioni di euro per potenziare le azioni di ricerca e sperimentazione dirette alla lotta e al contenimento della diffusione della Xylella. "Siamo in parte soddisfatti perché c'è molto ancora da fare", commenta Gennaro Sicolo, presidente CIA-Agricoltori Italiani Puglia.

"La questione Xylella resta centrale. Da anni il territorio salentino è letteralmente devastato dalle conseguenze dell'avanzata del batterio. Inoltre - aggiunge Sicolo - le imprese che hanno proceduto al reimpianto dovranno affrontare anni difficili, a causa della mancata produzione e del relativo mancato guadagno. È necessario, pertanto, che tutti, ognuno per le sue competenze, diano una mano a mantenere in piedi un settore vitale - quello olivicolo salentino - che sarebbe destinato a scomparire senza il necessario sostegno. Servono maggiori risorse e aiuti alle imprese per impedire una catastrofe ambientale e sociale".

Intanto l'obiettivo di questi primi contributi che si inseriscono nel piano Pnrr, di cui si dà notizia in Gazzetta ufficiale, sarebbe quello di potenziare le azioni di ricerca e sperimentazione dirette alla lotta e al contenimento della diffusione del batterio.

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