rotate-mobile
Economia Racale

Xylella, riuniti in 600 per dare voce agli ulivi. "Otto punti irrinunciabili"

Oggi a Racale si è raccolto un piccolo e combattivo "esercito" di associazioni, produttori, frantoiani, cooperative, tutti raccolti sotto un comitato spontaneo che chiede di verificare i risultati delle attività e come commissario per l'emergenza un tecnico di comprovata esperienza

RACALE – Un piccolo esercito, visti i numeri, e come un vero esercito più combattivo che mai. In circa 600 si sono raccolti oggi presso la cooperativa agricola Acli di Racale. C’erano rappresentanti delle associazioni sindacali, i produttori, i frantoiani, le cooperative, tutti raccolti sotto un nome, “Voce dell’ulivo”, un comitato spontaneo sorto in questi giorni per portare avanti la battaglia contro il male che affligge gli ulivi, quel batterio xylella fastidiosa che sta affossando chi di olio e olive vive.

Una fetta importante, vitale, dell’economia pugliese in generale e salentina in particolare. Oggi hanno ringraziato tutti coloro che hanno manifestato vicinanza e solidarietà, pur sottolineando, in una nota, che “non è più tempo di dichiarazioni, ma di decisioni, rapide, immediate e soprattutto verificabili”. Una nota a firma del portavoce, Giovanni Melcarne, che riassume tutto il malcontento di chi si sente quasi abbandonato a se stesso, nonostante ulivi e oro verde siano beni collettivi e non certo dei singoli produttori e coltivatori.

Eppure finora, a livello istituzionale le iniziative sono arrivate a singhiozzo, confuse, inefficaci, e già nella riunione dei sindaci presso la Provincia di Lecce del 6 febbraio scorso, rabbia e sconforto sono letteralmente sgorgati. Il movimento “Voce dell’ulivo”, che tiene in maniera particolare alla propria autonomia, “pur confermando il massimo della fiducia nelle istituzioni” “chiede di poter verificare e comunicare, con cadenza almeno mensile, i risultati di tutte le attività sia dei gruppi di ricerca, sia dei soggetti preposti”.

Otto sono i punti programmatici elaborati che il comitato ritiene irrinunciabili. Innanzitutto, “che l'immediata nomina del commissario ricada su un tecnico del territorio di comprovata esperienza”. E ancora: una “deroga sul divieto di reimpianto”, “fondi adeguati e immediatamente esigibili per la ricerca scientifica e il coinvolgimento delle aziende agricole del territorio nella sperimentazione in loco”, “monitoraggio continuo del territorio ed elaborazione dati in forma pubblica”, “individuazione nel Prs (programma di sviluppo rurale) regionale di un sottoprogramma specifico per il comparto olivicolo salentino”, “moratoria dei mutui”, “moratoria Imu” e una “campagna promozionale a sostegno del settore oleicolo salentino”.

“Le risorse da impegnare in questa grande battaglia – aggiungono - non vanno commisurate esclusivamente al danno agricolo, ma al valore intrinseco e indotto che i boschi di ulivo inducono sul territorio. E che Gesù non venga di nuovo tradito nel bosco degli ulivi”, concludono con una battuta amara.

“Condivido completamente l’estrema preoccupazione che anche oggi, a Racale, è emersa nel corso dell’assemblea promossa dal comitato spontaneo”. A parlare è il parlamentare del Pd, Salvatore Capone, a margine della riunione che due giorni addietro spiega di aver scritto al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e al sottosegretario Graziano Delrio “per sollecitare la dichiarazione dello stato di calamità naturale da parte del Consiglio dei Ministri, dopo aver appreso dal ministro Maurizio Martina della conclusione dell’istruttoria”.

Capone invita anche alla calma. Nell’aria monta agitazione e fra le possibili iniziative da intraprendere, ci potrebbe anche essere quella di recarsi direttamente a Roma per una clamorosa protesta. “Le prossime due settimane – dice – saranno decisive in attesa delle risposte istituzionali prima di intraprendere le eventuali azioni di protesta che, mi auguro, non saranno necessarie”.

“In questo momento è quanto mai importante che l’intero territorio, senza divisioni e senza demagogia, condivida obiettivi e strategie – prosegue - perché la questione della xylella riguarda tutti e non può e non deve essere considerato un problema esclusivo delle aziende olivicole o di un segmento economico”.

“D’altronde – aggiunge Capone - buona parte degli obiettivi presenti nella piattaforma definita da Coldiretti e, più complessivamente, le rivendicazioni sostenute soprattutto in questi ultimi giorni da tutte le associazioni di categoria sono già stati pienamente assunti dall’azione parlamentare, come testimonia la risoluzione votata all’unanimità in Commissione agricoltura”. “Si tratta dunque – secondo Capone - di proseguire il lavoro già avviato nella consapevolezza che, come ho già avuto modo di dire, anche i minuti possono essere preziosi”.

“Per questo ritengo possa divenire parte integrante del confronto sul da farsi anche la cifra recentemente riconosciuta dal ministero dello Sviluppo economico alla Provincia di Lecce come quota parte non spesa riveniente dal patto territoriale per l’agricoltura. Conosco bene quel programma territoriale – aggiunge - e dunque anche il vincolo di spesa per interventi infrastrutturali”.

“Ritengo però – conclude - che in un momento così drammatico lo stesso ministero potrebbe non avere nulla da ridire se dovesse giungere dalla Provincia di Lecce una richiesta di rimodulazione del programma, per interventi urgenti, anche dal punto di vista infrastrutturale, legati all’emergenza xylella”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Xylella, riuniti in 600 per dare voce agli ulivi. "Otto punti irrinunciabili"

LeccePrima è in caricamento