Sabato, 20 Luglio 2024
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A Castrignano de’ Greci Oblio/Channo, l’azione performativa dell’artista Muna Mussie

È la terza senior artist del programma di residenze Ogni casa è un Villaggio, proposto all’interno del progetto Borgo del Contemporaneo

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

CASTRIGNANO DE' GRECI - È l’artista Muna Mussie a chiudere il primo anno di residenze senior del progetto “Ogni casa è un Villaggio” e lo fa con Oblio/Channo, a cura di Claudio Zecchi, opera che l’artista ha realizzato per allargare le maglie del centro del contemporaneo Kora, a Castrignano de’Greci nel Salento. Venerdì 28 giugno, a partire dalle 10, Mussie darà vita a una nuova tappa del progetto Oblio iniziato nel 2021 a Torino e dedicato a una riflessione sul concetto dei vuoti e rimossi della memoria storica collettiva e personale. La parola scelta dall’artista per l’azione performativa che si terrà sotto il porticato dell’ex scuola Don Gnocchi è Channo, che significa io perdo, una parola dai molteplici, potenziali riferimenti come quello legato al contesto locale e alla perdita della lingua grika. Oblio/Channo è un anti-monumento temporaneo risultato di una performance collettiva che si svolge nell’arco della giornata. L’azione è accompagnata da un suono realizzato del sound designer Massimo Carozzi che, per l’occasione, ha elaborato una partitura attraversata dalle registrazioni vocali di parole lette in griko da Francesco Avantaggiato, su uno sfondo sonoro creato a partire dall’elaborazione dei tradizionali Canti di Passione quali linguaggi espressivi che rimandano ai secoli passati, ai rituali dell'area grika. Ed è così che la performance e il suono disegnano, insieme, un atto che trova la sua sintesi, come dice l’artista, nel rituale meditativo del ricamo. Un rituale lento e lontano dall’efficientismo del presente, la trasformazione di un gesto intimo in un gesto collettivo di coesione ed empatia. Un gesto di riattivazione e riemersione della storia e della memoria collettiva. Quello che resta alla fine della performance è un’installazione che scardina alcuni dei concetti alla base della definizione classica di monumento: è il risultato di un’azione collettiva, non è dedicato a qualcuno di particolarmente importante o ad un episodio significativo della storia, non è realizzato con un materiale duraturo, “scende” dal piedistallo, utilizza un materiale leggero ed è destinato ad essere rimosso nel tempo. L’azione performativa è all’interno del progetto “Borgo del Contemporaneo”, finanziato dall'Unione europea – NextGenerationEU, in linea con quella che è la visione di Kora che si conferma luogo di produzione e ricerca multidisciplinare sul contemporaneo, tra i più importanti del sud d’Italia.

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