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"All'Arena di Verona esordimmo con Ciao beddhri"

Giuliano Sangiorgi, leader dei Negramaro, sarà ospite domani sera a Melpignano per la decima edizione della Notte della Taranta. Riportiamo il suo intervento tenuto durante la conferenza stampa

La piazza del Convento degli Agostiniani è assolata e lì sul grande palco che domani sera ospiterà l'Orchestra della Notte della Taranta, i tecnici continuano senza sosta a provare i suoni, tirare cavi, posizionare microfoni, allargare le braccia per il caldo afoso che rende difficile il lavoro. Dall'altra parte del convento, nella sala stampa, i giornalisti, molti dei quali inviati per seguire la Notte dalle testate nazionali, si accalcano per strappare battute al presidente della Regione Nichi Vendola, al sindaco di Melpignano Sergio Blasi, al maestro concertatore dell'Orchestra Mauro Pagani, ex violinista della storica Pfm e con Fabrizio D'Andrè.

C'è anche Giuliano Sangiorgi, leader dei Negramaro, di Copertino. Ha tenuto a precisare le sue origini in apertura dell'intervento nell'ambito della conferenza stampa sulla decima edizione della Notte della Taranta di Melpigano. "Non ci interessa essere belli, non ci interessa fare bei dischi, perché forse non li abbiamo ancora fatti, ma ci interessa fare dei dischi che scuotano la pancia delle persone", dice. "Per noi è stato incredibile suonare all'Arena di Verona - ricorda - ma soprattutto aprire il concerto dicendo ai veronesi 'Ciao beddhri'. Questo per dire che ci sforziamo di portare avanti quello che siamo sempre stati, quello che la nostra musica ci ha insegnato, la pizzica che ci portiamo dentro".


Ed ora non resta che attendere. Tutto è quasi pronto. Domani si alzerà il sipario sulla decima edizione della Notte della Taranta, "la cui sfida prioritaria - come ha detto Sergio Blasi - resta sempre quella di essere ponte tra la memoria e il nuovo".

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