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Ant, nasce nuovo charity shop. I pensierini di Natale che scaldano il cuore

Venerdì l’inaugurazione ufficiale del punto vendita temporaneo aperto per le festività natalizie. Tante le iniziative dell’associazione no profit che, tra originali idee regalo e il sostegno della gente, assicura maggior dignità e presenza costante a domicilio ai malati oncologici

LECCE– Perché non fare un regalo che, oltre a quello intrinseco, non venale, contenga un valore aggiunto che sfiora le corde della sensibilità sociale e della solidarietà? Non è soltanto possibile ma è anche facile a realizzarsi. Basta recarsi nel nuovo charity-shop della fondazione onlus, Ant, situato in via 47° Regimento Fanteria a Lecce, nelle adiacenze di piazza Mazzini, per compiere un gesto di grande significato.

Bellissimi alberelli nani, panettoni e pandori artigianali, giocattoli, abiti, oggettistica e, perché no?, vere e proprie opere d’arte, diventano originali idee regalo da mettere sotto l’albero per una festa che scalderà il cuore sia di chi il regalo lo ha fatto, sia di chi lo riceverà. Sono davvero tante le soprese del nuovo mercatino della solidarietà dell’Ant, che inaugurerà ufficialmente il prossimo venerdì 12 dicembre, dove si potrà acquistare e offrire i propri all’associazione che provvederà a confezionarli. Il tutto, naturalmente, sarà devoluto alle attività proprie della Fondazione.

Come tutti i momenti di festa, Natale è il momento in cui, oltre alla propria serenità e ai sempre più rari attimi di quiete familiare, sarebbe il caso di riflettere su coloro i quali questa possibilità non la possono neanche prendere in considerazione.

E non s’intende qui parlare esclusivamente delle possibilità economiche, che pure in determinate circostanze rasentano situazioni d’indigenza, ma di quella qualità della vita che necessità di aspetti peculiari per poter sussistere: l’affetto e la presenza dei propri familiari e la disponibilità mentale a goderne. Proprio questo è uno dei punti che Ant, nata nel 1978 a Bologna per iniziativa del professor Franco Pannuti, ritiene fondamentali affinché i pazienti oncologici non vivano il disagio derivante dalle croniche carenze delle strutture sanitarie, perché ci sono anche queste ultime, e dell’impossibilità per i propri cari ad accudire a garantire prestazioni e supporto medico e psicologico a domicilio, per i motivi più disparati.

Per questo Ant persegue e promuove l’Eubiosia, – dal greco “eu”, bene, e “bios”, vita – in breve, l’esatto contrario di eutanasia, il cui fine ultimo è quello di assicurare una vita in dignità, intesa come l’insieme degli elementi che la caratterizzano e ne conferiscono le migliori condizioni, fino all’ultimo anelito. E il progetto assume maggior valenza se tiene in considerazione che in Italia il concetto di eutanasia, a differenza di altri Paesi, è avversato sia dalla Chiesa che dallo Stato. Dunque occorre puntare, al di là delle disquisizioni meramente etiche, sulla qualità e dignità di esistenze già portate allo stremo e provate da sofferenze inimmaginabili.

Una importante novità a tal proposito è costituita dagli innesti permanenti, meglio noti come accessi venosi, che vanno sotto il nome di Picc e Midline, che Ant provvede a impiantare a domicilio con un piccolo intervento che fino a poco tempo addietro era possibile solo in ospedale. Grazie alla dottoressa Rita Mellone, coordinatrice dello staff medico di Ant Lecce, gli speciali cateteri inseriti nel sistema venoso centrale per il tramite di vene periferiche migliorano notevolmente la qualità della vita dei pazienti che potranno giovarsi di accessi durevoli e sicuri per alcuni mesi invece che ricorrere ad interventi frequenti, con tutte i disagi che ne conseguono.

Ant, a tal proposito, organizza numerose e interessanti iniziative legate alla propria mission che, lo ribadiamo, è legata all’assistenza domiciliare gratuita. Tra esse prevenzione attraverso l’istituzione di progetti di informazione e divulgazione delle attività su tutto il territorio nazionale, diagnosi precoce dei melanomi, tumori tiroidei, neoplasie ginecologiche e mammarie e campagne volte alla sensibilizzazione e alla consapevolezza nelle scuole. Inoltre la formazione, in linea con il programma di educazione continua in medicina, che si prefigge di aggiornare gli operatori sanitari mediante corsi ed eventi scientifici. Senza tralasciare il settore della ricerca.

IMG_0542-3Ciò nonostante l’associazione, che svolge la propria attività tutti i giorni dell’anno e in tutta Italia nelle varie sedi locali – a Lecce quella in via Orsini del Balzo. La Onlus peraltro è presente già da dieci anni nel distretto sanitario di Nardò, Campi e Martano e conta 60 volontari tra Lecce e Nardò (Amici associazione Ant), 3 medici e 3 infermieri che portano il proprio contributo, a vario titolo, a ben 100 pazienti in assistenza domiciliare gratuita. A vario titolo, si diceva, perché come ha avuto modo di spiegarci Emanuela De Pascalis, promoter della Fondazione Ant per Lecce e provincia, la figura professionale dei medici è garantita nella propria attività mediante un contratto che prevede una corresponsione economica.

Ciò perché non sia messa in discussione, e/o pregiudicata, con l’attività di volontariato la costanza e la qualità della prestazione offerta ai pazienti. Non che i volontari non svolgano egregiamente i propri compiti, ben inteso, ma questa è la prassi consolidata e queste sono le regole vigenti nel Belpaese. Ad ogni modo mentre i medici sono retribuiti al loro fianco opera una rete di persone che dedica i propri sforzi e il proprio tempo per apportare benefici ai malati oncologici. Ognino di loro, sul territorio, si occupa di varie attività, nonché di organizzare insieme ai referenti le manifestazioni sociali di promozione come le biciclettate ottobrine o le collette alimentari presso i supermercati Conad, che sostengono Ant in tutto il Paese.

Chiunque fosse interessato a ottenere informazioni o a dare il proprio contributo, personale e/o economico, potrà farlo visitando il sito www.ant.it o scrivendo a info@ant.it

Ant, infatti, è attualmente alla ricerca di volontari, per la raccolta fondi, e medici e, come si vede, è in piena attività, anche se, come tengono a sottolineare i referenti leccesi della Onlus, alcuni la darebbero insistentemente per chiusa. Il motivo, per ora, non è noto, ma le maglie attorno ai detrattori dell’organizzazione no profit si stringeranno presto.

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