Sabato, 19 Giugno 2021
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All'Archivio di Stato in mostra pergamene del XII secolo e il Codice di Maria d'Enghien

Apertura straordinaria, sabato e domenica, in occasione delle "Giornate Europee del Patrimonio". Allestita la mostra "Scrigno degli dei": documenti e immagini legati ai prodotti alimentari tipici, grano, olio e vite, per i quali il Salento era considerato il regno dell'abbondanza

Un antico disegno di un torchio, presso l'Archivio di Stato.

LECCE – Anche l’Archivio di Stato di Lecce aderisce alle Giornate Europee del Patrimonio, in programma oggi e domani (19 e 20 settembre). In linea con il tema scelto quest’anno dal ministero dei beni culturali, l’alimentazione, è stata allestita la mostra “Scrigno degli dei”.

Il percorso espositivo nella sede di via Sozy Carafa si snoda tra documenti, immagini e fonti letterarie che offrono un campionario delle attività legate ai prodotti alimentari tipici del territorio, colti non solo nei loro aspetti materiali, storicamente determinati, ma anche nei riflessi esercitati sul patrimonio della cultura immateriale. Il visitatore potrà apprezzare alcune tra le più antiche testimonianze locali dell’olivicoltura e della viticoltura, attraverso due pergamene del monastero di San Giovanni Evangelista di Lecce datate rispettivamente 1152 e 1181, e conoscere attraverso il Codice di Maria d’Enghien la regolamentazione delle attività produttive e della vendita dei generi alimentari nella Lecce del XV secolo. Una ricca selezione di planimetrie acquerellate, che disegnano con estrema perizia il territorio, arricchisce l’esposizione.

Celebrato dai letterati e dagli eruditi del Rinascimento e dell’età barocca come regno dell’abbondanza dominato da Cerere, Minerva e Bacco, divinità latine protettrici della triade mediterranea di grano, olivo e vite, il Salento tra Quattro e Cinquecento aveva visto effettivamente accrescersi le proprie capacità produttive nel campo dell’agricoltura e la prosperità dei commerci.

Al contrario, le risorse rivenienti dall’esercizio della pesca ebbero per secoli un ruolo secondario nella composizione del reddito, anche a causa delle ricorrenti incursioni turche e barbaresche lungo il pur notevole sviluppo costiero del territorio. Olio e vino, grano e formaggio,  miele e zafferano, furono destinati per lungo tempo all’esportazione lungo le direttrici mercantili euro-mediterranee, determinando un forte processo di accumulazione della ricchezza.

Nelle forme artistiche di auto-rappresentazione del territorio salentino, il mito della fertilità giocò un ruolo decisivo, come si può rilevare dall’opulenza spettacolarmente ostentata nella decorazione esterna delle fabbriche religiose barocche, dove melagrane e frutta, con la benedizione divina, fioriscono e maturano, intrecciandosi con il rigoglioso fogliame, sotto il propizio

Orario di visita e contatti.

19 settembre: ore 9.00-13.00; 20 settembre: ore 9.00-13.00/15.00-19.00

mail: as-lecce@beniculturali.it; Sito web: archiviodistatolecce.beniculturali.it

facebook: Archivio di Stato -Lecce

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