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La biblioteca Bernardini ospita la mostra fotografica "Gli autori cari al Pensionante de'Saraceni"

L'evento prevede l'esposizione delle fotografie di Fernando Bevilacqua, e fa parte del nuovo segmento dell’allestimento “Documentaria. Un atto collettivo per la costituzione di un archivio d’autore dedicato ad Antonio Leonardo Verri e alla sua stupenda generazione”

LECCE - Si terrà sabato 5 febbraio 2022, dalle ore 18.30, nella sala lettura della Biblioteca Bernardini, l’inaugurazione della mostra “Gli autori cari al Pensionante de’ Saraceni nelle fotografie di Fernando Bevilacqua”, nuovo segmento dell’allestimento “Documentaria. Un atto collettivo per la
costituzione di un archivio d’autore dedicato ad Antonio Leonardo Verri e alla sua Stupenda Generazione”.

Nella serata la presentazione della nuova edizione del libro “Il pane sotto la neve” di Antonio L. Verri, nella collana Declaro, dalle Edizioni Kurumuny.
Intervengono: Luigi De Luca (direttore del PoloBiblioMuseale), Fernando Bevilacqua, Antonio Melcore (Sindaco di Cursi), Ada Donno, Maurizio Nocera, Luciano Pagano. Letture a cura di Piero Rapanà e Simone Franco.

La fotografia è stata strumento e arte importante nella pratica culturale di Antonio L. Verri, lo è stata perché, “scudiero”, al suo fianco, c’è stato Fernando Bevilacqua, fotografo appassionato e militante, formatosi a Londra negli anni Settanta. Veri complici, i due, in un vagabondare che li ha visti partecipi di una ricerca che ha interessato la materia culturale del territorio, nell’idea, sempre viva e accesa, di valicarne i confini. Un uso della fotografia, documentario, teso a narrare le strategie del loro appassionato legame. Lo sguardo rivolto da Bevilacqua a Verri ha dato corpo ad un immaginario - che con la prematura scomparsa del poeta, nel 1993 - si è rivelato essenziale nella socializzazione e divulgazione dell’opera del poeta, in una chiave di lettura che supera il recinto letterario per svelare la caratura performativa del suo instancabile operare. Uno sguardo sempre largo, attento a tessere e a confermare relazioni, occasioni, complicità, gli “altri” cari al Pensionante de’Saraceni, il mondo artistico, intellettuale e letterario che i due hanno incontrato, indagato e documentato con il loro fare.

Questa mostra, nuovo segmento di Documentaria è atto essenziale nel confermare la complessità di una storia che si fonda sulla coralità. Ponte che attraversa l’intero novecento consegnando a noi il dovere di dare continuità ad un’esperienza che ha ancora voglia di incontri. Fernando Bevilacqua nasce nel 1957 a Muro Leccese. Dopo la maturità si trasferisce a Londra, dove nel 1981 consegue il Diploma di Tecniche Fotografiche presso la School of Comunication – Polytecnic of Central London. Tornato in Italia, inizia la propria carriera come fotografo professionista. È autore di numerosi cortometraggi e mostre fotografiche.

L'eclettico poeta di Caprarica aveva dato vita al Fondo col fine di riunire, in quella sede, i lavori e le produzioni del panorama artistico e letterario a lui contemporaneo, non esclusivamente di matrice salentina. I volti dei sodali e dei compagni d'avventura, fermati su pellicola da Fernando Bevilacqua, ci restituiscono il clima e la realtà delle relazioni che Verri, con straordinaria costanza, tesseva con il suo lavoro.

La serie di ritratti - stampati a mano in bianco e nero su carta fotografica baritata - sono delle istantanee che colgono i soggetti nel vivo delle loro azioni. Le foto hanno origine dall'assidua frequentazione tra Verri e Bevilacqua, nel periodo che va dal 1987 al 1993. Il fotografo racconta che l'occasione dello scatto veniva offerta da Verri, sempre pronto - per sua indole e desiderio - all’incontro e allo scambio intellettuale. Alcune di queste fotografie sono state scattate nel Salento, ma la maggior parte appartiene ai viaggi che il binomio Verri-Bevilacqua compiva frequentemente verso Milano, o Torino per il Salone del Libro, o verso la Svizzera per gli incontri internazionali di poesia che si tenevano a Yverdon-Les Bains o Neuchâtel, o verso la Francia dove erano ospiti del poeta e commediografo romeno naturalizzato francese Georges Astalos. Oltre alla mostra, per il Fondo Contemporanea Pensionante de' Saraceni, era in cantiere la pubblicazione di un catalogo della raccolta, sfortunatamente impedita dalla prematura scomparsa del poeta.

Tra le tante foto in mostra, Bevilacqua ricorda in particolare un aneddoto riguardante il ritratto dell'amico poeta da scegliere in occasione dell’inaugurazione del Fondo a Cursi. In origine, la scelta del fotografo, cadde su di un'istantanea in cui Verri si avvicinava commosso alla salma dell'amico
pittore Edoardo De Candia nell'obitorio del Vito Fazzi di Lecce. Tuttavia, nel giorno stabilito, il poeta arrivò con una foto che egli stesso aveva scelto come sua rappresentazione ideale, vale a dire quella che lo coglie nell'attraversamento della “Porta Spazio-Tempo” di Umberto Palamà con in mano - tesa verso l'amico fotografo - una copia del suo «Quotidiano dei poeti». Una foto fatalmente divenuta iconica!

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