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Cineforum su Rivoluzioni e popolo. In onda “I piccoli maestri” di Daniele Lucchetti

Appuntamento venerdì, 19 aprile, a Nardò, presso il centro studi “Casalino”- Spi Cgil, di via Fratelli Gabellone, alle 19:30

NARDO’ -  Appuntamento venerdì, 19 aprile, a Nardò, presso il centro studi “Casalino”- Spi Cgil, di via Fratelli Gabellone, alle 19:30, con la seconda tappa del Cineforum su “Rivoluzioni e popolo”, un percorso che incrocia il cinema con la lettura di “Rivoluzioni e popolo nell’immaginario letterario ed europeo” di Stefano Brugnolo.

Dopo “Il resto di niente” della regista Antonietta De Lillo, tocca adesso, nell’approssimarsi del 25 aprile, a “I piccoli maestri”, con la regia di Daniele Lucchetti, ispirato all’omonimo libro di Luigi Meneghello, pubblicato nel 1964, una delle opere più rilevanti della letteratura resistenziale.

Luigi Meneghello narra a distanza di anni la sua esperienza e quella di un gruppo di suoi compagni, studenti vicentini, nella lotta di liberazione nazionale: giovani che si sono formati sotto il fascismo e che vivono la Resistenza come riscatto, come prezzo da pagare per essere stati fascisti. Si tratta di un racconto volutamente anti-eroico e antiretorico, che, come afferma lo stesso autore, tiene a bada la commozione.

Piccoli maestri, esperti nel parlare, inesperti su come combattere e condurre la lotta partigiana. Da intellettuali ricercano un rapporto con la componente popolare che partecipa alla Resistenza e sperimentano l’insufficienza di ciò che è scritto sui libri rispetto alla necessità di agire. Si presenta, quindi, il tema della relazione tra élite e popolo, uno dei  fili conduttori del saggio di Brugnolo.

D’altro canto, secondo la prospettiva dell’autore di “Rivoluzioni e popolo, in un paese di rivoluzioni mancate, la lotta di liberazione è stata“una straordinaria occasione di modificare i rapporti sociali e morali della nostra nazione”. Si spiega così l’analisi accurata che Brugnolo dedica all’opera di Meneghello.

Il film di Daniele Lucchetti, uscito nel 1997, ci presenta i giovani protagonisti che, dopo l’8 settembre del 1943, inventano un loro modo di opporsi al nazifascismo e costituiscono una banda che opera inizialmente tra i monti bellunesi, poi sull’Altipiano di Asiago e infine tenta anche azioni in città.

“Un racconto colorito anche da qualche sfumatura umoristica (proprio per certe ingenuità dei personaggi, sottolineate dalle musiche), terso, però, senza mai sbavature. Luchetti, rappresentandolo, si è tenuto a modi asciutti, guidato da un'ispirazione realista che, senza farsi influenzare per temi analoghi dalla lezione del Neorealismo, è riuscita a equilibrare la cronaca e il romanzo con vigore e calore, aiutato in questo da immagini capaci di rivisitare la realtà con colte e meditate intenzioni figurative. E con i sapori di una verità filtrata quasi soltanto attraverso la memoria. (Gian Luigi Rondi, Il Tempo, 8 settembre 1998).

Il Cineforum è organizzato dal Gruppo lettura su “Rivoluzioni e popolo nell’immaginario letterario italiano ed europeo” e dal Cinit di Lecce. Ingresso libero

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