"Canto e controcanto": cortometraggio di Bruna Rotunno

Presentazione del cortometraggio ‘Canto e Controcanto’ in anteprima sulle pagine facebook Manu Manu Riforesta, Fa la Cosa Giusta e Italia che Cambia, martedì 15 dicembre alle ore 19.00
• presentazione di Manu Manu Riforesta!
• proiezione del cortometraggio (10 min.)
• breve talk con
Bruna Rotunno (regista)
Gabriele Corrado (ballerino solista della Scala di Milano) Redi Hasa (musicista)
Rachele Andrioli (cantante) Fabrizio Saccomanno (attore) attivisti di Manu Manu Riforesta!

Canto e Controcanto è il primo cortometraggio prodotto da ‘Manu Manu Riforesta!’, l’associazione che ha come scopo quello di riforestare l’antico Bosco Belvedere (la zona conosciuta come Paduli, Sud Salento).

Scritto e diretto dalla fotografa e regista Bruna Rotunno, Canto e Controcanto ha due interpreti: Gabriele Corrado - ballerino solista della Scala di Milano - e l’apocalisse degli ulivi in Salento. L’idea è nata in estate, quando l’associazione ha iniziato a presentarsi durante una serie di eventi in vari luoghi del Salento, scatenando una reazione impensata per la stessa associazione. Come l’effetto ‘Pronto, Manu Manu Riforesta?’, ossia centinaia di telefonate e di messaggi sulla pagina facebook molto attiva. “Come fossimo diventati un elemento attrattore di tutte le speranze di verde che nessuno ha mai raccolto – raccontano i soci di Manu Manu Riforesta! - perché questa apocalisse che stiamo vivendo - naturale e sociale – è qualcosa di mai visto, mai vissuto, che ha portato alla luce mille dubbi, mille domande: cosa si può fare, come? E un’unica grande certezza: dobbiamo fare, adesso. Riforestare!”

Questo richiamo ancestrale è arrivato tra le persone (non solo salentine), che in tante si sono offerte per donare piante, terreni, braccia per piantare, soldi. ‘Il richiamo per la Foresta’ è stato raccolto anche dai visionari per eccellenza, i creativi (fotografi, videomaker, artisti, fumettari, musicisti, attori, ballerini, giornalisti-scrittori) che hanno condiviso l’urgenza di raccontare, testimoniare, offrire la propria forza immaginativa al progetto di ricreare la biodiversità. “Perché Manu Manu Riforesta! è un atto creativo - rivoluzionario – risponde all’istinto di sopravvivenza nel pieno di una catastrofe. Come non sentirlo?”.

Tra questi, Gabriele Corrado, il ballerino di origine salentina ma di casa a Milano (La Scala) che si è offerto come testimonial. Offerta questa, raccolta da Bruna Rotunno che ha scritto e diretto Canto e Controcanto.
“Gli occhi e i movimenti di Gabriele – spiega la regista - ci conducono attraverso la desolazione dei territori dove gli olivi sono seccati, eradicati, carbonizzati, per arrivare alla verde rinascita della zona Viva, nella quale si sta attuando il progetto di Manu Manu Riforesta!.

Ombra e luce, distruzione e rinascita, morte e vita. Canto e Controcanto.

“Con il cortometraggio, si vuole mostrare la realtà dell’annullamento quasi totale del patrimonio storico degli ulivi – continua la regista - ma anche la possibilità di evolvere da una situazione drammatica attraverso la creatività e l’azione mirata alla rinascita delle antiche foreste preesistenti.”
Altri artisti hanno abbracciato il progetto Manu Manu Riforesta!, offrendo il proprio talento per il cortometraggio. Le musiche, infatti, sono di Redi Hasa, i canti di Rachele Andrioli e la voce narrante di Fabrizio Saccomanno.

L’apocalissi degli ulivi salentini e il progetto Manu Manu Riforesta!

La strage degli ulivi sono gli anodi (elementi sacrificatori) di un Salento che, negli ultimi 40 anni, ha martoriato la propria terra con pesticidi, diserbanti, discariche abusive, falde acquifere prosciugate con centinaia di pozzi abusivi, etc. etc. - una catastrofe che è un problema complesso per cui non c’è una sola risposta. Concentrare tutta l’attenzione solo sul problema dell’economia dell’olio collassato – puntando sulla cultura intensiva con specie come la Favolosa F17, bocciate da molti agronomi e contadini che l’hanno sperimentata - significa non aver imparato nulla dagli errori commessi in passato. La risposta-proposta di Manu Manu Riforesta! punta all’ossigeno che non c’è più - perché non ci sono più le chiome degli ulivi - alla biodiversità annullata dalla monocoltura, ad una nuova forma di economia agricola-forestale-pastorale.

“I salentini hanno perso l’abitudine di piantare alberi, da generazioni, perché si sono trovati con un patrimonio di ulivi centenari, perché la mania della monocoltura è entrata nel DNA. Servirebbe un antropologo!”
www.manumanuriforesta.org

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