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Giovedì, 2 Febbraio 2023
Il programma completo

A Lecce le migliori produzioni del cinema francese contemporaneo

È stata presentata la settima edizione di “Vive le cinéma” che si terrà nel capoluogo salentino dall’8 all’11 dicembre. Focus sui diritti umani in Iran con l’attrice e attivista Mina Kavani

LECCE - Torna a Lecce dall’8 all’11 dicembre “Vive le cinéma”, unico festival del cinema francese del Sud Italia, diretto da Angelo Laudisa, Alessandro Valenti e Brizia Minerva, promosso da Apulia Film Commission e Regione Puglia - Assessorato alla Cultura e Turismo con risorse di bilancio autonomo della Fondazione AFC, prodotto nell’ambito dell’intervento Apulia Cinefestival Network, con l’ideazione e organizzazione di Scirocco Films, in collaborazione con Polo BilioMuseale di Lecce e Museo Castromediano, Provincia di Lecce, Comune di Lecce, Università del Salento, Accademia di Belle arti di Lecce.

Negli spazi del Teatro Apollo, al Museo Sigismondo Castromediano e alla Libreria Liberrima, un viaggio appassionato lungo il fil rouge del cinema prodotto in Francia: film, documentari, cortometraggi che accendono luci sul presente, ma anche incontri con artisti e produttori, talk di approfondimento sui temi di maggiore attualità, percorsi di formazione sul campo per studenti universitari e delle scuole superiori, presentazioni di libri, intersezioni con le altre arti visive.

Nella mattinata si è svolta la conferenza stampa di presentazione, alla presenza della presidente del Consiglio regionale pugliese, Loredana Capone, del direttore generale di Apulia Film Commission, Antonio Parente, dell’assessore alla Cultura del Comune di Lecce, Fabiana Cicirillo, del direttore del Polo bibliomuseale di Lecce, Luigi De Luca, del rettore dell’Università del Salento, Fabio Pollice, dei direttori artistici Angelo Laudisa, Alessandro Valenti e Brizia Minerva; e ancora di Luca Bandirali, curatore della nuova sezione dedicata agli studi sul cinema, e di Paola Rizzo, mediatrice interculturale della Casa della Carità di Lecce. Ospite speciale, in collegamento, l’attrice e attivista politica Mina Kavani.

“Sono certa che questa edizione sarà particolarmente straordinaria e toccante – ha detto la presidente Capone - la partecipazione dell’attrice pluripremiata e attivista iraniana Mina Kavani è, infatti, un’occasione imperdibile per chiederci se stiamo facendo abbastanza per i diritti umani, ciascuna e ciascuno nel proprio ruolo”.

“Una delle azioni fondamentali per far tornare al pubblico il ‘vizio del cinema’ è sicuramente la costruzione di un festival di qualità – ha detto il direttore di Afc Parente - Vive le cinéma, nel lungo weekend che inizia l’8 dicembre, ci dà l’opportunità di riportare tanti cinefili e curiosi a fruire di cinema nei luoghi del festival, tre luoghi simbolo della cultura della città di Lecce”.

“Siamo molto felici di tornare a ospitare questo festival – ha detto l’assessore Cicirillo – peraltro, averlo a dicembre contribuisce agli sforzi di destagionalizzare l’offerta culturale, permettendo al Capoluogo barocco di mostrarsi al meglio, durante il ponte lungo della Festa dell’Immacolata, ai turisti che verranno a trovarci ma naturalmente anche agli stessi leccesi”.

“La collaborazione del Polo Bibliomuseale e del Museo Castromediano con Vive le cinéma nasce su di un terreno comune – ha detto il direttore De Luca - quello della ricerca per un cinema d’autore e di contenuti, dell’immagine in movimento come pensiero visivo che lega il cinema ai linguaggi artistici della contemporaneità”.

“È importante un festival di cinema francese a Lecce – ha commentato il rettore Pollice – perché contribuisce a sviluppare un dialogo tra aree diverse dell’Europa”.

I direttori artistici Angelo Laudisa (in collegamento da Parigi), Alessandro Valenti e Brizia Minerva hanno sottolineato l’importanza del legame non solo culturale ma anche “operativo” con la Francia: “Negli anni, con gli ospiti venuti a trovarci dalla Francia siamo riusciti a stabilire una relazione feconda, che ha portato diversi di loro a tornare in Puglia per girare film”.

Mina Kavani, in collegamento da Abu Dhabi dove è in questi giorni impegnata sul set di un film, ha portato al festival il suo saluto: “L’Italia mi ha sempre ispirato perché è un Paese di cinema, da Fellini a Visconti, ad Antonioni – ha detto – sono felice di poter essere con voi nei prossimi giorni a Lecce”.

Dentro e fuori dagli schermi: temi e ospiti dell’edizione 2022

Tra i temi centrali della settima edizione del festival, la battaglia per i diritti umani. In un momento di grande rilevanza per storia dell’Iran, attraversato ovunque da una nuova rivoluzione contro la repressione del regime di Teheran, Vive le cinéma tributa un doveroso omaggio a tutti coloro che sono in prima linea nel lungo e faticoso percorso verso la libertà, tra i quali molti artisti. Portavoce e simbolo di questa battaglia è Mina Kavani, ospite internazionale del festival. Attrice pluripremiata e attivista, Kavani da quasi un decennio vive in Francia e non può tornare nel suo Paese, perseguitata a seguito della partecipazione al film “Red Roses” di Sepideh Farsi, ambientato nei moti di protesta dell'Onda verde del 2009. È protagonista dell’ultimo film di Jafar Panahi, “Gli orsi non esistono”, che ha ottenuto il premio speciale della giuria al Festival di Venezia 2022 in assenza del regista, nel frattempo arrestato e messo in carcere.

Sabato 10 dicembre alle ore 11.30 presso l’Auditorium del Museo Castromediano di Lecce Mina Kavani sarà protagonista di un incontro di approfondimento su “Cinema e diritti”, nel quale, dialogando con la giornalista Antonella Gaeta, racconterà la sua vita di attrice e attivista e l’incredibile esperienza di questo film, una produzione non autorizzata dal regime, girata in Turchia in totale segretezza.

Fin dalla sua nascita, Vive le cinéma è anche una fucina creativa per il nuovo cinema europeo. Tra gli ospiti di quest’anno Christophe Mazodier, produttore di Polaris Films, una delle più importanti case di produzione francesi. Mazodier, in dialogo con Luca Bandirali, docente di UniSalento, sarà al centro dell’incontro “Fare cinema. Nuove sfide europee” in programma domenica 11 dicembre alle 11, presso l’Auditorium del Museo Castromediano. Gli altri ospiti internazionali di quest’anno sono Florent Gouëlou, regista di “Trois nuits par semaine”, e gli attori Dimitri Doré (“Bruno Reidal”) e Timothée Robart (“Les magnétiques”).

Il programma cinematografico

Tra i temi centrali di questa edizione, la parità di genere e la lotta per i diritti della comunità lgbtq+, l’ambiente, la crisi economica, i cambiamenti della società del presente, le periferie, i legami e i nuovi equilibri della famiglia contemporanea. Di seguito i film in programma.

“Trois nuits par semaine” di Florent Gouëlou, (alla presenza del regista) presentato alla Settimana internazionale della critica a Venezia 2022, è viaggio nella comunità drag della scena parigina, tra show, confessioni e battaglie per la libertà d’espressione; per la loro interpretazione nel film, i due attori Romain Eck (Cookie Kunty) e Pablo Pauly sono candidati ai Premi César 2023 nella categoria rivelazioni maschili. Baptiste ha una relazione con Samia, quando incontra Cookie Kunty, giovane drag queen della movida parigina. Spinto dall'idea di un progetto fotografico con lei, si immerge in un universo di cui non sa nulla e scopre Quentin, il giovane dietro la drag queen.

“Onoda” di Arthur Harari, presentato al Festival di Cannes 2021, premiato ai César 2022, è ambientato in Giappone sul finire della seconda guerra mondiale, il quale segue il giovane soldato Hiroo Onoda, addestrato a sopravvivere qualunque cosa accada. Inviato a Lubang, isolotto delle Filippine dove è previsto l'arrivo degli americani, Onoda avrà il compito di scatenare la guerriglia fino al ritorno delle truppe giapponesi. L'Impero si arrenderà poco dopo, Onoda invece diecimila giorni dopo.

“Le sixtieme enfant” di Léopold Legrand, tratto dal romanzo “Pleurer des rivières” di Alain Jaspard, racconta l’accordo impensabile tra due genitori che vivono nella periferia parigina – Franck, un commerciante di rottami, e Mériem - con cinque figli a carico, un sesto in arrivo, e una coppia di avvocati che non può avere figli.

"La vraie famille" di Fabien Gorgeart è la storia di un bambino conteso tra la famiglia adottiva con la quale è cresciuto e il padre naturale, tornato a rivendicarlo dopo un passato doloroso. L’intero equilibrio della famiglia entra così in gioco, intorno a questo incontro-scontro tra affetti profondi.

“Les magnétiques” di Vincent Maël Cardona (alla presenza dell'attore Timothée Robart) ha per protagonisti due fratelli e una radio libera nella provincia francese dei primi anni ‘80. L'arrivo di Marianne, una giovane ragazza madre, attrae l'attenzione di entrambi ma ben presto Philippe dovrà partire per il servizio militare lasciando il paese per la grande Berlino divisa ancora in settori. Tra sogni e ideali il racconto di un mondo in via di estinzione.

“Bruno Reidal” di Vincent Le Port (alla presenza dell’attore Dimitri Doré) tratto da un vero episodio di cronaca, entra nella mente di un assassino quindicenne colpevole di un efferato delitto nella Francia rurale dei primi del Novecento. In carcere un gruppo di tre medici ordina al seminarista Bruno di ripercorrere il suo passato, mentre cercano di identificare gli eventi o l'anomalia che potrebbe aver portato a tale atrocità.

Tre i documentari presentati: “Polaris” della regista spagnola Ainara Vera, è la storia di un legame profondo tra due sorelle con l'Artico. Hayat è un'abile donna di mare che naviga lontano dalle persone e dalla sua giovinezza travagliata in Francia, ma quando la sua sorellina Leila dà alla luce una bambina, i mondi delle sorelle vengono capovolti.

“Et j’aime à la fureur” di André Bonzel, è un autoritratto romanzato, stravagante e barocco costruito per frammenti di girati amatoriali, immagini fragili, divertenti e commoventi, con i loro frammenti di storie ed emozioni passate, attraverso i quali il regista esamina la sua storia e quella della sua famiglia, in un vibrante inno al cinema e alla vita.

“Allons enfants” di Thierry Demaizière e Alban Teurlai: la scommessa, giocata di un liceo della periferia parigina, di integare gli studenti dei quartieri popolari e fargli spezzare il cerchio dell'insuccesso scolastico attraverso la danza hip hop.

La rassegna presenta anche una rosa di cortometraggi selezionati tra i più promettenti giovani registi francesi: "Rouge Gorge” di Claire Doyon, “FairPlay” di Zoel Aeschbacher, “Le roi David” di Lila Pinell, “Maalbeck” di Ismaël Joffroy-Chandoutis, “Folie douce folie dure” di Marine Laclotte, “Les Mauvais Garçons” di Eli Girard - gli ultimi tre, premiati ai Cézar 2022. 

Mina Kavani

Spazi Aperti della Visione

All’interno del programma di Spazi aperti della Visione, previsto al mattino presso la sala proiezioni del Museo Castromediano, verrà presentato il video “Moonbird” di Rä Di Martino (da cui si sviluppa la performance “Moonbird variations”), seguito al talk a cui partecipano anche Remiddi e Alessandrini. Moonbird, figura antropomorfa, metà donna e metà uccello, simboleggia “il messaggio”, la più alta influenza spirituale che non riesce a penetrare nel mondo dell’uomo.

Tra le altre proposte della sezione, il video “Obscuro Barroco” dell’artista greca Evangelia Kranioti. Seguendo il percorso dell'iconica figura transgender Luana Muniz (1961-2017), il film esplora diverse ricerche del sé, attraverso il travestitismo, il carnevale e la lotta politica, ponendo domande sul desiderio di trasformazione del corpo, sia intimo che sociale.

Mentre le nuove ibridazioni della danza contemporanea e il valore politico e sociale che queste acquisiscono sono protagoniste di “Indes Galantes” di Philippe Béziat.

“La Plaza del Chafleo” di Iván Argote presenta una piazza immaginaria, interrogandosi su come utilizziamo gli spazi pubblici, fisicamente e simbolicamente.

“Off power” di Théodora Barat indaga sugli “ambienti mutevoli”, lungo il confine estremo tra paesaggio artificiale e segno. Esamina le figure della modernità, seziona le sue chimere per mettere in discussione il nostro/i nostro/i futuro/i.

Dallo schermo alla pagina

All’interno del programma di quest’anno, per la prima volta il festival propone anche la presentazione di libri – importanti ricerche di recente pubblicazione - nella sezione “Dallo schermo alla pagina” a cura di Luca Bandirali docente di Cinema fotografia televisione presso l’Università del Salento. L’appuntamento è alla libreria Liberrima di Lecce.

Tre le presentazioni in programma. “Critica del visuale” di Roberto De Gaetano (Orthotes Editrice): l’eclissi del pensiero critico è stata anticipata dalla crisi della critica in ambito artistico e cinematografico; il presente volume indica i segni e gli atti per una possibile inversione di tendenza, e per ricollocare il pensiero e la pratica della critica al centro della riflessione teorica, della discussione pubblica e dell’operato culturale.

“Werner Herzog” di Daniele Dottorini (Luigi Pellegrini Editore): «Ci servono immagini che siano conformi alla nostra civiltà e ai nostri condizionamenti più intimi. Dobbiamo scavare come archeologi ed esplorare i nostri paesaggi violati in cerca di qualcosa di nuovo». È questa frase di Werner Herzog uno dei punti di partenza del percorso del volume. Un percorso che riattraversa il cinema del regista tedesco come ricerca incessante di immagini nuove, che attingono però la loro potenza dal passato, che sono spesso nascoste, invisibili, che necessitano di un lavoro di scavo per venire alla luce.

“Comunità seriali: mondi narrati ed esperienze mediali nelle serie televisive” di Massimiliano Coviello: il formato seriale è diventato un vasto serbatoio di racconti che hanno alimentato il bisogno di comunità e ne hanno ridefinito i significati. Ripercorrendo alcuni momenti salienti del nuovo millennio, dall'attacco terroristico dell'11 settembre 2001 alla pandemia di Covid- 19, questo volume costruisce una mappatura delle modalità con cui le comunità si trovano rappresentate all'interno delle narrazioni seriali e interagiscono con esse.

Premi e non solo

Anche quest’anno si confermano le due giurie speciali, composte rispettivamente dagli studenti dei corsi di laurea triennali in Dams (Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo) e Beni culturali e dei corsi magistrali in Scienze dello spettacolo e della produzione audiovisiva e in Storia dell'arte dell’Università del Salento, dagli studenti dell’Accademia di Belle arti di Lecce e da studenti delle scuole superiori. Obiettivo fondamentale di Vive le cinéma è infatti quello di coinvolgere e appassionare in primis le giovani generazioni, con la formazione di un pubblico più consapevole, contribuendo inoltre a sviluppare nuove competenze, utili a lavorare all’interno di un festival cinematografico.

Inoltre, Vive le cinéma rinnova la collaborazione con la Casa della carità di Lecce, che consentirà agli ospiti della Casa, ex senza fissa dimora, di poter seguire le iniziative del festival.

Ingresso a pagamento. Biglietti 5 euro singolo ingresso, 10 euro giornaliero, 30 euro abbonamento. Sono previsti sconti su abbonamenti e biglietti ridotti per under 30 e over 65: singolo 3 euro, giornaliero 6 euro, abbonamento 18 euro. Prevendite su OOOH.Events. Info www.vivelecinema-festival.com

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