Martedì, 15 Giugno 2021
Cinema

Il "Lecce Film Fest" si chiude con i premi a Selim Gribaa e Sebastiano Riso

Cinema, fumetto, musica, Africa. Con questi ultimi tasselli si è chiusa mercoledì 23 dicembre, la decima edizione dell'evento organizzato dal cineclub “Fiori di fuoco” per la direzione artistica di Nicola Neto e Ornella Striani. Diversi i riconoscimenti assegnati

LECCE - Cinema, fumetto, musica, Africa. Con questi ultimi tasselli si è chiusa mercoledì 23 dicembre, la decima edizione del "Lecce Film Fest - Cinema Invisibile dal Mondo”, evento organizzato dal cineclub “Fiori di fuoco” per la direzione artistica di Nicola Neto e Ornella Striani.

La giornata finale è stata caratterizzata dalle ultime proiezioni in concorso di lungometraggi e corti internazionali che hanno offerto, ancora una volta, un ampio panorama di sguardi e spunti di riflessione sull’attuale contesto politico-culturale.

In quest’edizione è stata inclusa una retrospettiva sul cinema di Djibril Diop Mambety il più originale regista africano di tutti i tempi, accompagnata da un incontro introduttivo con il critico e giornalista Roberto Silvestri.

“Le franc” e “La petite vendeuse de Soleil”, sono gli ultimi due racconti della trilogia incompiuta sulla gente di Dakar, proiettati mercoledì: un testamento d’autore per saggezza, poesia e visionarietà. Alla cerimonia di premiazione e alla seguente proiezione speciale ha partecipato il sindaco Paolo Perrone che ha consegnato il premio “Città di Lecce” (una riproduzione in cartapesta del Rosone di Santa Croce realizzato da Carmen Rampino) al documentario “Dignity” di Monica Mazzitelli, girato in Mozambico e dedicato alla tutela dei diritti e della vita delle donne.

I premi principali di questa decima edizione sono andati a: “The purple house” commedia agro-dolce sul potere, del tunisino Selim Gribaa, vincitore come miglior film e a “Più buio di mezzanotte” lungometraggio premiato per la miglior regia, grazie allo stile sensibile e misurato dell’autore, Sebastiano Riso.

Gli altri riconoscimenti sono stati assegnati alla sceneggiatura del kosovaro “Balcony” di Lendita Zeqirahi –apologo icastico sull’istinto umano al conflitto-; al montaggio de “Il nemico –Un breviario partigiano“ documentario di Federico Spinetti che segue i passi, i ricordi e le note di Massimo Zamboni e dei post-Csi in terra emiliana; alla fotografia de “I resti di Bisanzio” di Carlo Michele Schirinzi noto autore salentino al suo primo apprezzato lungometraggio; all’attore protagonista di “Noi siamo Francesco” di Guendalina Zampagni, alla cui proiezione ha presenziato il vero Francesco ispiratore della storia.

I giurati di quest’anno, avvicendatisi sul palco, da Ippolito Chiarello e Matteo Greco (attore e autori del film “Ogni volta che parlo con me”) ad Alessandra Strano, costumista ed esperta di cinema, hanno avuto come presidente di giuria Demetrio Salvi, film maker, docente e critico della scuola “Sentieri selvaggi,” ospite a Lecce per il workshop d’apertura del Festival. Giurate d’eccezione, infine, le giovanissime Jossie Tejeda e Mandeep Kaur, studentesse dell’Istituto “Galvani-Iodi” di Reggio Emilia, selezionate nel corso del Progetto Formazione “Pia Soncini” e coordinate dal presidente della Uicc, Daniele Clementi.

Dopo la cerimonia di premiazione, per la sezione “Cinema e musica”, il "Lecce Film Fest" ha salutato il pubblico con uno dei migliori film visti quest’anno al Festival di Venezia: “Janis, little blue girl” della regista Amy J. Berg. Un documentario senza retorica, graffiante e sensibile come la voce della protagonista, che ha fatto rivivere per un po’, il cuore pulsante e la musica dell’indimenticata cantante americana Janis Joplin.

L’iniziativa è stata realizzata dal cineclub “Fiori di fuoco” e dall’Unione italiana circoli del cinema, con il patrocinio e il contributo del ministero per i Beni e per le Attività culturali e del Turismo, Direzione generale cinema e del Comune di Lecce; media-partner Affaritaliani.it.

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