I martedì della Taranta al Castello di Gallipoli

  • Dove
    Castello
    Indirizzo non disponibile
    Gallipoli
  • Quando
    Dal 25/06/2019 al 25/06/2019
    20:00
  • Prezzo
    Prezzo non disponibile
  • Altre Informazioni

Mentre prosegue la mostra “Lampante. Gallipoli, città dell’olio”, nel Castello di Gallipoli prendono il via alcuni appuntamenti fissi che accompagneranno l'estate di turisti, appassionati e curiosi.

Da martedì 25 giugno dalle 20 si parte con "I martedì della Taranta". Canti e pizziche riservate ai visitatori per ballare e ascoltare la musica popolare salentina. Nell'atrio si esibiranno i Niurimari, gruppo composto da Marco D'Amico (tamburello e voce), Cristian Manuel Del Gottardo (fisarmonica e voce) e Mino Busti (chitarra ritmica). Giovedì 27 giugno, novità di quest'anno strettamente legata alla mostra Lampante, appuntamento con una degustazione di olio a cura di Jolanda De Nola di Tenuta Bianco.

Una serata speciale (ingresso 15 euro) pensata per scoprire il Castello, visitare la mostra e seguire un breve corso di assaggio per degustare olio, prodotti tipici e un bicchiere di vino (info e prenotazioni 0833262775 - info@castellogallipoli.it). Dal 30 giugno, per una remise en forme  estiva completa, il Castello proporrà Meditazione mediterranea, un percorso che unisce la tradizione dello yoga con le riflessioni della filosofia della Magna Grecia.

Una sessione di esercizi, respirazione, meditazione che diventa il miglior viatico per tonificare  corpo e spirito e focalizzare gli obiettivi. Ogni domenica alle 10 e ogni mercoledì alle 19 (info e prenotazioni 0833262775) il Castello aprirà i suoi spazi. "Si tratta di un percorso semplice, adatto a tutti", dice Ilaria Mancino,  che conduce il percorso, "durante il quale approfondiremo respirazione, equilibrio e voce". Nel corso dell'estate non mancheranno altri appuntamenti dedicati alla danza, alla musica, all'astronomia e all'arte.

Sino al 3 novembre sarà visitabile la mostra
Lampante. Gallipoli, città dell’olio, un racconto che celebra “l’oro liquido” che, dall’inizio del XVI secolo, permise a Gallipoli di divenire la maggiore piazza europea per la produzione e la commercializzazione di olio lampante, “illuminando” le grandi Capitali europee come Parigi, Londra, Berlino, Vienna, Stoccolma, Oslo, Amsterdam e intrattenendo, con le stesse, ricchi commerci e scambi culturali. Nel XVIII secolo la produzione e l’esportazione di olio dalla Puglia e in particolare dalla Terra d’Otranto raggiunsero l’apice.

Il 90% dell’olio che si esportava dalla Puglia nel 1700 era olio lampante, olio chiaro e grasso, acquistato specie dagli Stati esteri per l’illuminazione, per la lavorazione della lana e per fabbricare il sapone. Lampante” è la messa in scena di un territorio e del suo bene più prezioso: l’olio, le sue eccellenze, le tante storie, le mille rotte e le preziose tracce. “Una mostra parlante, in grado, ci auguriamo, di ristabilire delle relazioni, delle consuetudini percettive con l’olio, la sua importanza produttiva ma soprattutto identitaria” sottolineano i curatori.

"C’era un tempo in cui l’olio lampante era considerato come oro e le cisterne di Gallipoli ne erano piene. La sua trasparenza permetteva un particolare bagliore tendente al bianco che lo rendeva più gradevole, profumato, lucente e puro di ogni altro olio sul mercato. Dallo scalo gallipolino le botti di olio raggiungevano il Nord Europa e da lì le steppe della Russia. Grazie alla sua purezza era utilizzato per bruciare l’incenso davanti le statue ortodosse ed illuminava le stanze della zarina. Con l'olio a Gallipoli si fabbricava anche il sapone preferito dalle gran dame parigine".

La  storia è raccontata attraverso un percorso sull'archeologia dell'olio con i reperti provenienti dal Museo Sigismondo Castromediano di Lecce a cura di Anna Lucia Tempesta; una selezione della preziosa collezione di lucerne storiche e rare del Museo dell'olivo e dell'olio della Fondazione Lungarotti di Torgiano in Umbria; una originale raccolta dei contenitori di olio provenienti da Casa Vestita di Grottaglie; una selezione di cimeli del saponificio storico L'abbate; un’inedita collezione privata dei maestri bottai Tarantino; un lampione originale della seconda metà dell’800 proveniente da una strada del centro storico di Dublino grazie alla collaborazione con la Fondazione Neri - Museo italiano della ghisa di Longiano. Non mancheranno le contaminazioni con l’arte e il contemporaneo grazie a “Cavalieri ardenti” l’antologica di Armando Marrocco a cura di Toti Carpentieri che vede una sequenza di opere storiche nelle quali, tra antropologia e sacralità, si riconosce al lampante l’inequivocabile status di materia creativa; una installazione site specific "Un mare di luce” e una mostra fotografica degli ulivi secolari di Puglia di Giovanni Resta. Infine, sarà possibile immergersi in un frantoio grazie alla realtà virtuale a cura di Francesco Gabellone (architetto - Cnr / Istituto per i beni archeologici e monumentali  di Lecce) coadiuvato da Maria Chiffi.

La mostra è realizzata in sinergia con l’Amministrazione Comunale di Gallipoli in collaborazione con Polo BiblioMuseale e Museo Sigismondo Castromediano di Lecce, Teatro Pubblico Pugliese - Consorzio regionale per le arti e la cultura, Fondazione Lungarotti di Torgiano, Archivio Armando Marrocco di Milano, Casa Vestita di Grottaglie, Museo Italiano della Ghisa di Longiano, Festival Olioofficina di Milano, Ceramiche Fratelli Colì di Cutrofiano, Archivio dell’oleificio e saponificio L'Abbate e collezione Gualtiero Tarantino con il patrocino di Mibac, Regione Puglia, Provincia di Lecce, CNR, Università del Salento, Associazione Italiana per il Patrimonio Archelogico Industriale, Associazione Italiana Amici dei Mulini Storici, Gal Terra d’Arneo.

Il Castello di Gallipoli - gestito dall’Agenzia di Comunicazione Orione di Maglie, con la direzione di Luigi Orione Amato e la curatela dell’architetto Raffaela Zizzari - dopo decenni di chiusura e incuria, da luglio 2014 accoglie turisti provenienti da tutto il mondo, dalla Puglia e dal Salento ma soprattutto i cittadini della città bella che da troppo tempo vedevano negata la possibilità di apprezzare sale, torrioni, gallerie, corridoi, di ammirare la bellezza della luce del sole sulle pareti dell'atrio e il panorama mozzafiato che regalano le terrazze circondate dal mare Jonio. Tra le mostre ospitate la personale di e con Michelangelo Pistoletto nell'estate 2015, “I porti del Re, Jakob Philipp Hackert dalla Reggia di Caserta al Castello di Gallipoli”, che nel 2017 ha consentito di esporre preziosissime tele settecentesche che rappresentano il passato e la storia del nostro territorio, oltre a numerose collettive di artisti e fotografi pugliesi e non, concerti, spettacoli, presentazioni, visite teatralizzate e eventi privati. Il Castello è diventato un polo di attrazione aperto e funzionante nell’arco di tutto l’anno e grazie ai risultati economici dell’attuale gestione, dal 14 aprile 2016, è stato acquisito al Demanio del Comune di Gallipoli, permettendo una disponibilità completa e indipendente del bene dal Demanio Statale.

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