Ognuno ha l'infinito che si merita

OGNUNO HA L'INFINITO CHE SI MERITA

voce Salvatore Della Villa
pianoforte Valeria Vetruccio
architetture e dipinti sonori Gianluigi Antonaci
performer Elena Costa

12 agosto 2018 ore 21.00
Piazza San Giovanni GIULIANO DI LECCE

L'infinito è un parto della nostra immaginazione, della nostra piccolezza ad un tempo e della nostra superbia (…),
l'infinito è un'idea, un sogno, non una realtà'.
(Giacomo Leopardi)

Protagonista dello spettacolo è il senso dell’infinito che si sprigiona mirando l’“oltre”, ossia lo spazio che si apre dietro i limiti di quanto l’occhio fisicamente riesce a vedere e verso quanto lo sguardo, come capacità immaginativa, riesce a intuire.
Dai versi leopardiani, in cui lo spazio limitato visivamente da quanto l’occhio riesce a vedere, appare al protagonista infinito, in virtù dell’immaginazione che lo porta a illudere i limiti del panorama che gli si apre di fronte, tanto che alla sua vista si concedono «interminati spazi». Ai tormentati personaggi pirandelliani, perché sanno che oltre i limiti, di là dalle forme e dai falsi idoli, esiste un’altra realtà. Loro sanno che la loro vita potrebbe essere diversa, ma lo sanno fino a quando possono ancora immaginarla diversa, ossia fino a quando è rimasta in loro ancora un po’ di quella fantasia, di quella magia, che ci consente di formulare un’immagine su quel che è stato e che, nostro malgrado, non è più.

La partitura tessuta sull'intreccio dei linguaggi si apre a ventaglio, senza forma né tempo, e si sviluppa tra pagine di poesia, teatro e musica. La forza dello spettacolo è tutta nell'integrazione dei linguaggi (teatrale, musicale, poetico, coreutico) che si intrecciano in un gioco vocale e strumentale, si amalgamano ininterrottamente, creando suggestione e riflessione. L'idea di fondo è tendere verso l'infinito, in un continuo gioco di pulsioni ricercate nei testi, nella timbrica, nelle armonie e nelle sonorità del corpo, che diventa sublime ed estatica cassa di risonanza.
Una lettura registico - interpretativa non si muove,sul distacco, la divisione o la separazione tra il testo e l’attore, ma qui ne diventa corpo timbro essenza del dire, dell’essere detto. Le suggestive musiche e sonorizzazioni di Gianluigi Antonaci che creano luoghi e ambienti consonanti, si intersecano visivamente ai dipinti sonori creati dalle danzatrici per mezzo di sofisticate tecnologie, quali video mapping, gestural control e sensori interattivi kinect.

Lo spettacolo rientra all'interno degli appuntamenti "Leuca per Te" ed è promosso dal Comune di Castrignano del Capo

INGRESSO GRATUITO

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