Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cultura

A Cutrofiano, terzultima tappa del festival itinerante Notte della Taranta

A meno di una settimana dal mega concerto di Melpignano, altro appuntamento in giro per il Salento: in piazza Municipio, a partire dalle 22, sono di scena i suoni dei murgesi Etnikàntaro. Poi gli Alla Bua e i Mascarimirì

CUTROFIANO - Terzultimo appuntamento con il festival itinerante La Notte della Taranta, questa sera, a Cutorfiano, a partire dalle 22, in piazza Municipio.

Ad aprire saranno gli Etnikàntaro, formazione nata nelle Murge con l’esigenza di ripercorrere, attraverso la musica etnica, le tradizioni di un popolo e di alcune civiltà appartenenti al bacino del Mediterraneo. Il gruppo, composto da nove musicisti, trae ispirazione dalla musica popolare coi suoi testi ricchi di storie e tradizioni, uniti a suggestioni timbriche di terre lontane, cercando di raggiungere un linguaggio nuovo e originale.

Secondo gruppo in scaletta sono gli Alla Bua, gruppo nato nel 1990 dalle esperienze più tradizionali della cultura musicale salentina, dalle ronde della festa di San Rocco di Torrepaduli alle notti itineranti del canto di Santu Lazzaru, fino alle tipiche feste nelle corti. Alla Bua, che in griko significa “altra cura”, ispira l’animo e il suono del gruppo.

La cura, quella che nel passato si usava contro il morso velenoso del ragno, oggi è rivolta contro la mediocrità della società moderna. Negli ultimi anni il repertorio del gruppo si è arricchito di brani originali composti dagli stessi autori. All’attivo hanno cinque dischi, realizzati tra il ’99 e il 2010, l’ultimo dei quali “Scattuni”, alterna brani di forte carica etno-popolare a brani più ricercati e innovativi. Insieme al cd è stato inoltre prodotto il videoclip Lucernaru, per la regia di Luciano Schito.

A chiudere la serata sarà la musica dei Mascarimirì, formazione che prende corpo nel 1998 dai fratelli di origine rom Claudio “Cavallo” Giagnotti e Cosimo Giagnotti. Negli anni successivi, il progetto musicale si allarga e consolida fino alla formazione attuale che vede accanto ai fratelli Giagnotti il mandolino di Vito Giannone e l’elettronica di Alessio Amato. “Punk-Dub-Tarantolato Salentino” è la definizione usata per sottolineare la sperimentazione del gruppo, pioniere dell’innesto nella musica tradizionale di tecniche estranee alle sonorità della musica popolare.

 

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