Venerdì, 30 Luglio 2021
Cultura

Abbazia Casole: “Provincia e Comune di Otranto a lavoro per la sua rinascita”

La vicepresidente Simona Manca va oltre l'appello del senatore Stefàno e la disponibilità del Ministro Bray, annunciando che, insieme a Palazzo Celestini, il sindaco Cariddi sta organizzando un tavolo di confronto tra istituzioni

LECCE - “Per il monastero di San Nicola di Casole è arrivato il momento della concretezza. Se vogliamo salvare davvero ciò che resta di questa testimonianza storica unica al mondo, riuniamo subito un tavolo interistituzionale per decidere come e quando intervenire nel più breve tempo possibile”. È questo il parere della vicepresidente della Provincia di Lecce con delega alla cultura, Simona Manca, sul futuro dell’antica abbazia idruntina, uno dei luoghi più importanti del Salento, a livello storico, artistico e culturale, tornata in queste ore al centro dell’attenzione politica e mediatica.

La numero due di Palazzo dei Celestini va oltre l’appello del senatore Dario Stefàno e la risposta del ministro dei Beni culturali Massimo Bray e rilancia: “Ringraziamo il senatore Stefàno per la sua presa di posizione e accogliamo con grande entusiasmo l’interesse immediato e l’impegno del ministro Bray. Ma su Casole è arrivato il momento di fare un ulteriore passo in avanti”.

“Il sindaco di Otranto Luciano Cariddi, che era stato già contattato qualche giorno fa dallo staff dal ministro Bray, proprio in questi giorni sta organizzando insieme con la Provincia - prosegue Simona Manca - un tavolo con tutti i rappresentanti istituzionali coinvolti, compresa anche la delegazione parlamentare salentina, della quale fanno parte i senatori idruntini Francesco Bruni e Dario Stefano. Solo insieme possiamo pianificare in che modo salvare ciò che resta di questo luogo, fondato nel lontanissimo 1098, crocevia di monaci, studiosi, poeti di lingua greca e artisti, che ha ospitato nel 1400 una delle biblioteche più ricche d’Europa”.

La vicepresidente della Provincia di Lecce ricorda che due anni fa con l’organizzazione internazionale Bridging Ages, si era fatta rivivere la storia con un time travel intitolato “Una giornata nel monastero di San Nicola di Casole”, durante il quale alcuni studenti, insieme a Giorgio Forattini, scelto come testimonial d’eccezione,  avevano rivissuto attraverso i cinque sensi tutto ciò che si faceva nell’antico monastero nel lontanissimo 1163.

“Ciò che resta – conclude - di questo monumento unico deve essere valorizzato, perché queste rovine, da sole, sono sufficienti a rievocare un passato dalla grandezza straordinaria e che oggi vale la pena di riscoprire e rilanciare quale immenso patrimonio culturale immateriale che appartiene a tutti”.  

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