Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cultura

Un'antica filanda salentina "protagonista" di un singolare concorso di idee

La struttura di proprietà di un architetto locale protagonista di un progetto che si basa su un principio: recuperare un sistema di arredo completo e coordinato che ricordi la storia di una sede, dove si allevava il baco da seta

Castello Casamassella (repertorio)

UGGIANO LA CHIESA - Un'antica filanda salentina al centro di un concorso di idee per architetti e progettisti innovativi: accade a Casamassella, frazione di Uggiano La Chiesa, dove la struttura di proprietà dell'architetto, Roberto Campa (nei bienni 1992/94 e 1994/96 consigliere dell’ordine degli architetti della Provincia di Lecce), diventa protagonista di un progetto per la categoria professionale, che si basa su un principio semplice ma ambizioso, quello di recuperare un sistema di arredo completo e coordinato che ricordi come, in quella sede, in anni non molto lontani si allevava il baco da seta e ne veniva prodotto il prezioso filato.

Un concorso, se non unico, certamente tra i pochissimi indetti in Italia da un privato (per giunta architetto), che decide di dare spazio a idee fresche, a progettisti capaci di cogliere in questa provocazione un piccolo slancio per dimostrare, ancora una volta, che cosa significhi fare questa determinata professione.

L’edificio in cui sarà ambientato l’arredo oggetto del concorso nasce intorno alla prima metà dell'Ottocento (piano terra) e ai primi anni del Novecento (piano primo), per accogliere una filanda di seta appartenente alla famiglia dei De Viti De Marco, già proprietaria del palazzo nobiliare di Casamassella. La struttura mantiene la sua funzione originaria almeno fino al 1924 per poi essere destinata a tabacchificio, deposito di derrate alimentari , scuola elementare ed in parte, fino al 1968, anche come laboratorio per la tessitura al telaio.

Durante gli anni della prima guerra mondiale, una parte dell’edificio viene utilizzata dagli Inglesi come base di appoggio ai campi militari di Otranto. Evidentissima traccia di questo “passaggio” militare è la struttura della volta a padiglione (tipicamente anglosassone nella sua tecnica di realizzazione) presente al piano primo, realizzata con piccoli mattoni rossi e lasciata a vista dopo la recente ristrutturazione.

Attualmente l’edificio è nella sua interezza di proprietà dell’architetto Campa che ha destinato il piano terra in parte alla sua abitazione privata e, in parte, al suo studio professionale. Così al piano primo, appena ristrutturato, il proprietario ha deciso di insediare un affittacamere: in tal modo vorrebbe denominarlo nell’esercizio funzionale recuperando anche nel nome “L’affittacamere della filanda”, un forte richiamo alla tradizione del luogo e della originaria destinazione.

La creatività nella progettazione del sistema di arredi oggetto del concorso deve essere finalizzata al raggiungimento dei seguenti obiettivi: qualità nel design e originalità del sistema nell'uso dei materiali, delle forme e dei colori; coerenza con gli ambienti in cui il sistema d'arredo andrà ad inserirsi, quindi il rispetto del contesto in cui i mobili saranno inseriti; evocazione della cultura salentina nell’uso di materiali piuttosto che nelle tecniche costruttive; uso di sistemi innovativi e di facile realizzazione; fattibilità economica e tecnologica del sistema stesso.

Parallelamente al design degli arredi, il bando chiede anche lo studio di un logo (immagine coordinata) relativo all’attività proposta all’interno della filanda. Il logo dovrà essere compatibile con la linea e il design sviluppato per l’arredamento dell’affittacamere secondo un linguaggio ed una estetica omogenea. Per info

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