Arte tra gli ulivi con Michele Sambin

La salvaguardia del paesaggio al centro del prossimo appuntamento artistico del Parco senza Confini, una performance tra gli ulivi, prezioso patrimonio naturale che arricchisce e rende unico il territorio salentino.

Il 9 settembre alle 20.00, all’interno del Parco degli Ulivi Secolari, in Contrada San Nicola a Palmariggi, si terrà la suggestiva presentazione del lavoro scenico, pittorico e musicale dell’artista Michele Sambin dal titolo “In una notte senza luna”. 

Un lavoro realizzato dall’artista, nel e per il Salento, diretto da Pierangela Allegro, dedicato alla salvaguardia del paesaggio: «questa performance è un distillato del mio percorso, - dichiara l’artista –che nasce dalla pittura e la musica passando per il teatro, mantenendo fede alla mia originaria ricerca di dialogo tra visivo e sonoro. Ora ritorno alle origini, dove il segno pittorico si incontra nel segno sonoro per dar vita alla performance». “In una notte senza luna” è un’esperienza emozionale che invita lo spettatore ad entrare tra gli ulivi, elemento imprescindibile del paesaggio salentino.

L'opera di Michele Sambin, rappresenta il suo percorso nelle arti, segnato dal desiderio di comunicare mettendo in dialogo diversi linguaggi, la pittura e la musica innanzitutto, poi corpo, gesto, spazio.

Nell'opera "In una notte senza luna” tutti questi elementi sono messi in gioco per dare sostanza ad una performance che sfugge alle definizioni: lo strumento protagonista è la pittura di luce, un dispositivo tecnologico che consente all’artista di dipingere dal vivo in presenza degli spettatori; il supporto della pittura è dato dal paesaggio, la profondità determinata da migliaia di foglie che formano le chiome degli alberi.

I segni di luce colpiscono questa materia e il pennello digitale fa emergere dal buio immagini immateriali che si materializzano sulla superficie viva degli ulivi. Il lavoro di Sambin accende i riflettori sul paesaggio oggi posto sotto minaccia offrendo spunti per la salvaguardia.

La particolarità dell'opera è infatti, data dall'attenzione al territorio, dato che di tutta questa esperienza non resterà traccia. Il supporto di questa particolare forma di pittura infatti è la memoria degli spettatori che l’hanno vissuta: gradualmente la pittura bidimensionale si trasforma in spazio tridimensionale che gli spettatori sono invitati a percorre, diventando così parte di un paesaggio vivo in movimento.

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