Associazione Astrea: mettiamoci la faccia

Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

Il 25 novembre ricorre la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.

Questa data dovrebbe rimanere impressa nella mente di tutti, come la festa della liberazione del 25 giugno o la festa del primo maggio.

Non serve che una data sia segnata in rosso sul calendario per ricordarne l'importanza.

Per rendersi conto di quanto la violenza sulle donne sia tragicamente diffusa basta sapere che, in Italia, ogni tre giorni una donna viene uccisa da un marito, da un fidanzato, o da un ex compagno.

" METTIAMOCI LA FACCIA" è l' iniziativa di sensibilizzazione promossa dall' Associazione ASTREA in occasione del 25 novembre 2014. Un progetto di condivisione e di riflessione sul tema della violenza. Bambini, giovani e adulti leccesi , in prima persona, con i loro volti hanno voluto denunciare gli atti di violenza, ma soprattutto incoraggiare chi, pur avendo la voce, oggi non parla, non denuncia. Per paura, per una idea falsata di amore, per sottomissione economica o psicologica, per cultura deviata.

Troppo diffusa la convinzione che questi orribili fatti di violenza in danno a donne e bambini accadano lontani da noi, in un altro "mondo", in una realtà che non ci tocca , spaventati forse di accettare che la violenza da un momento all' altro può invadere le nostre vite.

A volte preferiamo la strada più facile, quella di voltarci dall' altra parte e far finta di niente, abbiamo paura di sentirci toccati da qualcosa che ci sconvolge profondamente e ci fa paura.

La "Giornata mondiale contro la violenza sulle donne" diventa così l'occasione per tornare sul tema e sensibilizzare tutti i cittadini

La violenza sulle donne non è un problema solo delle donne. Ogni persona che si ritiene civile deve farsi carico della risoluzione di tale dramma che sta registrando giorno dopo giorno dati allarmanti. Dai 124 femminicidi del 2012 si è passati a quasi 177 casi nel 2013. Secondo il telefono rosa l' 87% delle donne che chiedono aiuto in Italia subiscono violenza in famiglia. Ed è proprio all'interno delle mura domestiche che si consuma il maggior numero di delitti

Veronica Valenti, assassinata a fine ottobre con 60 colpi dall'ex fidanzato, Sonia Trimboli, di Milano, strangolata con un laccio dal fidanzato, Angelina Butera e la figlia Concetta Traina di San Giovanni Gemini, assassinate con colpi di arma da taglio dal fidanzato, solo gli ultimi casi di femminicidio , casi di violenza maschile contro le donne.

Le donne, spesso, negano agli altri, e prima ancora a loro stesse, di essere vittime di violenza, giustificando il comportamento del compagno con scuse quali "è tutta colpa mia..se non avessi fatto questo...se non avessi fatto quello..." Non possono certo ammettere che l'uomo che hanno scelto come compagno della loro vita, l'uomo che amano più di loro stesse, il padre dei loro figli sia un VIOLENTO!!

È difficile per qualsiasi donna denunciare la vergogna della violenza casalinga. La difficoltà è ancor maggiore se vivono in un piccolo paese del sud Italia, dove il valore della famiglia e il sacramento del matrimonio sono sacri e inviolabili.

Donne vittime dell'indifferenza e omertà di un paese privo di solidarietà civile e rispetto per la figura femminile.

Paesi ancora oggi patriarcali in cui le Donne sono sole, sole contro tutti, sole contro un marito violento. Sole subiscono maltrattamenti fisici e mentali all'interno delle mura domestiche, violenze che corrodono l'anima portandole alla morte psichica e, nei casi più gravi, alla morte fisica per mano di chi, più di altri, avrebbe dovuto amarle e proteggerle.

Donne figlie di chi, invece di strapparle dalle mani di un uomo violento, invece di aiutarle ad uscire dal buio della loro vita le preferisce, vigliaccamente, PICCHIATE ma non SEPARATE:che disonore sarebbe per la famiglia!!! Quanti, troppi padri ancora oggi sentiamo dire "l'ha scelto e ora se lo tiene". Padri??!

Uomini violenti figli di padri violenti. Come possono, i figli, crescere amando e rispettando le donne se giornalmente la madre è picchiata, maltrattata e umiliata dal padre? Seguiranno il loro esempio, lo imiteranno in tutto e per tutto: un cerchio che non si chiuderà mai e ci porterà ad avere un'altra donna vittima di violenza proprio per mano di quel figlio "emulatore"!

La violenza sulla donne è purtroppo un fenomeno strutturale della nostra cultura, da ricondurre ad uno storico squilibrio di potere tra uomini e donne che nega alla donna il diritto all'autodeterminazione per il quale un rifiuto femminile o una presa di posizione da parte della donna rappresenta una ferita alla propria individualità maschile.

Proprio perché alla base della violenza di genere ci sono delle complesse dinamiche sociali e culturali, non è sufficiente intervenire con provvedimenti legislativi che mirino alla repressione e all'inasprimento delle pene; sono, invece, necessarie azioni prevenzione a partire dalla sensibilizzazione e formazione dei giovani a favore di una cultura del rispetto reciproco tra i sessi.

La tragicità del fenomeno della violenza sulle donne coinvolge tutti , ciascuno nel proprio ruolo di studente, insegnante, lavoratore, giornalista, politico e professionista. Tutti insieme in una rete di collaborazione al fine di promuovere un concreto cambiamento culturale che possa contribuire all'avanzamento dei diritti delle donne.

Tutti dobbiamo impegnarci per fermare questa STRAGE DI DONNE, per salvaguardare il diritto di ogni donna a non essere più VITTIMA DI NESSUNO

avv. Valentina Presicce (Presidente Associazione ASTREA)

ASTREA CONTRO LA VIOLENZA via Nicola Ferramosca 113, Maglie

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