Cultura

"Attentato al Papa": trent'anni di intrigo senza verità

È uscito per Chiarelettere un testo a firma del giudice Imposimato e del giornalista Provvisionato, che cerca di ricostruire una storia controversa che ha segnato il secolo scorso: non senza sorprese

MILANO - Una vicenda che ha segnato la storia dell'ultimo secolo, ma che raccoglie un vero e proprio intrigo internazionale, consumato tra le mura vaticane. C'è questo e molto altro ancora in "Attentato al Papa. Il mistero Ali Agca, la scomparsa di Emanuela Orlandi, la strage delle guardie svizzere". Una storia, che vale la pena provare a ricostruire interamente: vi sono coinvolti ben sei paesi (Francia, Bulgaria, Russia, Germania,Turchia, Polonia), un killer, Ali Agca, l'attentatore del papa (altri suoi obiettivi Bourguiba,Walesa, Dom Mintoff, Khomeini) che dice di essere Gesù Cristo.

Ed ancora un bel gruppo di spie (monsignori, cardinali e persino guardie svizzere), che s'infiltrano nelle stanze del papa, due giudici bulgari che giudici non sono e anzi sono ritenuti i due organizzatori del sequestro nel 1983 di Emanuela Orlandi, strumento inconsapevole del terrorismo internazionale. E non è finita: un morto che in realtà non è morto (il presunto organizzatore dell'attentato al papa), due italiani trattati come spie dal governo bulgaro per ritorsione nei confronti di quello italiano ma che spie non sono, un sindacalista incarcerato e poi scagionato vent'anni dopo, senza nemmeno ricevere le scuse.

Omicidi, sequestri, furti, ricatti, minacce (anche ai giudici); spie, terroristi, servizi segreti al gran completo, criminalità organizzata: come in una vera spy story entrano ed escono personaggi di ogni tipo (anche un monaco benedettino con Maserati Biturbo color giallo oro, spia della Stasi); e non mancano le sorprese. A firmare questo testo, edito da Chiarelettere, due autori conosciuti, ossia un noto giornalista, Sandro Provvisionato, ed un noto magistrato che ha seguito un filone dell'inchiesta sull'attentato ed è avvocato della famiglia Orlandi, hanno lavorato su documenti e testimonianze, contro silenzi e omertà. Il loro libro entra nel cuore del Novecento, tra equilibri politici mondiali e storie personali.

A distanza di trent'anni da quel giorno (13 maggio 1981), la verità deve ancora essere chiarita del tutto, anche perché il giallo non finisce mai: ancora nel 1998 l'omicidio del comandante delle guardie svizzere (con sua moglie e il vice caporale) e il furto dei documenti che aveva con sé mandano un messaggio molto chiaro: guai a chi vuole parlare, alle spie non si fanno sconti. Mai. E questo è un monito che vale per tutti, anche per il papa.

Ferdinando Imposimato è uno dei magistrati che hanno lavorato di più sul caso Moro. Si è occupato anche della lotta ai sequestri di persona e di terrorismo, di mafia e di camorra, oltre che dell'attentato al papa. Ha lavorato per conto dell'Unione europea e dell'Onu. Parlamentare della sinistra indipendente per tre legislature, docente universitario, ha scritto per diversi quotidiani e settimanali. Attualmente è avvocato penalista.

Sandro Provvisionato, giornalista professionista, già direttore di Radio Città Futura, ha lavorato per dodici anni all'Ansa (da praticante a capo della redazione politica), per poi passare come inviato speciale al settimanale "L'Europeo" e diventare in seguito capo della cronaca del Tg5. Per questa testata ha lavorato anche nella redazione inchieste, è stato conduttore del tg della notte e inviato di guerra (in Kosovo e in Iraq). Dal 2000 è curatore del settimanale "Terra!" di cui è anche conduttore. Dirige il sito www.misteriditalia.it.


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