Al Castello di Gallipoli il congresso internazionale di programmazione neuro linguistica

  • Dove
    Castello
    Indirizzo non disponibile
    Gallipoli
  • Quando
    Dal 11/05/2020 al 20/06/2020
    Orario non disponibile
  • Prezzo
    Prezzo non disponibile
  • Altre Informazioni

Dopo Medellin, Londra, Madrid, Barcellona, Siviglia, Lisbona, Porto e altre città europee, il Congresso internazionale di PNL - Programmazione Neuro Linguistica approda al Castello di Gallipoli, in provincia di Lecce.

Circa 700 partecipanti arriveranno da tutto il mondo per partecipare ai sette seminari  che da lunedì 11 maggio a giovedì 18 giugno 2020 occuperanno le sale dell'antico maniero per 40 giorni di programmazione intensiva, con la partecipazione del cofondatore della disciplina John Grinder.

Un'occasione unica per la città di Gallipoli che è stata scelta dopo un'attenta selezione per ospitare questo importante evento grazie all'impegno dell'Agenzia di Comunicazione Orione, che gestisce il castello dal 2014, e alla collaborazione dell'amministrazione comunale guidata da Stefano Minerva.

Una grande opportunità per tutto il comparto turistico che avrà una ricaduta economica importante per la città generando circa 6mila pernotti nelle strutture ricettive del territorio, senza considerare pranzi, cene, occasioni di svago e di acquisti vari.

La disciplina è nata dal frutto di anni di ricerche, compiute da Richard Bandler e John Grinder, orientate a scoprire quali fossero gli elementi comportamentali e linguistici che permettevano alle persone di successo di avere una costanza di risultati positivi molto rilevante.

E proprio il linguista, filosofo e life coach statunitense John Grinder sarà presente nel Salento durante i sette seminari. La Programmazione Neuro Linguistica si occupa dello studio della struttura dell’esperienza soggettiva e di quello che può essere calcolato da esso.

Le strategie efficaci di pensiero possono essere identificate, assunte e utilizzate da chiunque lo desideri. I risultati sono stati l’individuazione di una serie di strategie comportamentali e di modelli linguistici specifici e riproducibili.


Sino al 3 novembre 2019 nel Castello sarà allestita la mostra “Lampante. Gallipoli, città dell’olio”, un racconto che celebra “l’oro liquido” che, dall’inizio del XVI secolo, permise a Gallipoli di divenire la maggiore piazza europea per la produzione e la commercializzazione di olio lampante, “illuminando” le grandi Capitali europee come Parigi, Londra, Berlino, Vienna, Stoccolma, Oslo, Amsterdam e intrattenendo, con le stesse, ricchi commerci e scambi culturali.
La mostra è realizzata in sinergia con l’Amministrazione Comunale di Gallipoli in collaborazione con Polo BiblioMuseale e Museo Sigismondo Castromediano di Lecce, Teatro Pubblico Pugliese - Consorzio regionale per le arti e la cultura, Fondazione Lungarotti di Torgiano, Archivio Armando Marrocco di Milano, Casa Vestita di Grottaglie, Museo Italiano della Ghisa di Longiano, Festival Olioofficina di Milano, Ceramiche Fratelli Colì di Cutrofiano, Archivio dell’oleificio e saponificio L'Abbate e collezione Gualtiero Tarantino con il patrocino di Mibac, Regione Puglia, Provincia di Lecce, CNR, Università del Salento, Associazione Italiana per il Patrimonio Archelogico Industriale, Associazione Italiana Amici dei Mulini Storici, Gal Terra d’Arneo.

Il Castello di Gallipoli - gestito dall’Agenzia di Comunicazione Orione di Maglie, con la direzione di Luigi Orione Amato e la curatela dell’architetto Raffaela Zizzari - dopo decenni di chiusura e incuria, da luglio 2014 accoglie turisti provenienti da tutto il mondo, dalla Puglia e dal Salento ma soprattutto i cittadini della città bella che da troppo tempo vedevano negata la possibilità di apprezzare sale, torrioni, gallerie, corridoi, di ammirare la bellezza della luce del sole sulle pareti dell'atrio e il panorama mozzafiato che regalano le terrazze circondate dal mare Jonio.
Tra le mostre ospitate la personale di e con Michelangelo Pistoletto nell'estate 2015, “I porti del Re, Jakob Philipp Hackert dalla Reggia di Caserta al Castello di Gallipoli”, che nel 2017 ha consentito di esporre preziosissime tele settecentesche che rappresentano il passato e la storia del nostro territorio, oltre a numerose collettive di artisti e fotografi pugliesi e non, concerti, spettacoli, presentazioni, visite teatralizzate e eventi privati.
Il Castello è diventato un polo di attrazione aperto e funzionante nell’arco di tutto l’anno e grazie ai risultati economici dell’attuale gestione, dal 14 aprile 2016, è stato acquisito al Demanio del Comune di Gallipoli, permettendo una disponibilità completa e indipendente del bene dal Demanio Statale.

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