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I capolavori della Cattedrale restaurati dai Lions. “Il patrimonio non va disperso”

Il club di Lecce si è fatto carico di rimettere a nuovo tre tele pregiate esposte nella cripta. Oggi la cerimonia di consegna alla presenza del vice sindaco Tessitore e di monsignor Domenico D'Ambrosio. "Iniziativa utile alla promozione turistica"

LECCE – Tre affreschi del XVII secolo logorati dal tempo, opere dal valore storico e culturale notevole, riportate a nuova vita e restituite alla loro “casa” originaria, la cripta del Duomo di Lecce. I lavori di restauro sono costati un anno di fatica e sono stati finanziati dai membri del Lions Club Lecce Host mediante un’autotassazione: oggi i tre oli su tela sono stati esposti sulle pareti della chiesa barocca, splendenti di nuova luce e ritrovata bellezza. La cerimonia di consegna delle tre tele è avvenuta questa mattina, nella sala sotterranea della cattedrale, alla presenza del vice sindaco Carmen Tessitore, del governatore del distretto Lions di Lecce, Gianmaria De Marini, del direttore del Centro studi salentini, Antonio Cassiano e di Marco Fiorillo, il tecnico restauratore.

“Per noi quest’iniziativa del Lions è di grande sostegno perché restituisce, nella bellezza dei suoi particolari, un patrimonio culturale che appartiene alla cattedrale di Lecce. La cripta, poi, vero gioiello della chiesa, è come uno scrigno che contiene 92 capitelli che illustrano il mistero dell’eucarestia e gran varietà di tele, capaci di narrare la storia di devozione e fede di un intero popolo – ha commentato l’arcivescovo Domenico D’Ambrosio -. Sono felice che si sia arricchita l’offerta per i tanti visitatori che giungono quotidianamente a visitare la chiesa”.

All’interno della cripta, oltre ai tre dipinti ad oli rimessi a nuova vita che rappresentano Santa Irene, La Madonna del soccorso e la Visitazione, è rimasto un affresco che attende di essere rimesso a nuovo, ma monsignor D’Ambrosio è fiducioso sul punto: “Credo che i Lions completeranno il lavoro avviato”.

duomo ed Usb 007-3“Queste tele sono di eccezionale fattura e davvero belle. Uno di questi quadri, peraltro, rappresenta Santa Irene, originaria protettrice della città, prima che venisse sostituita con Sant’Oronzo   – ha aggiunto Nicola Stefanizzo, presidente del Lions Host -. Ma in generale i tre dipinti ad olio sono veri capolavori che  abbiamo voluto salvare dai danni del tempo, prima che venissero completamente distrutti, al fine di restituirli alla Curia ed alla cittadinanza, soprattutto. Si tratta di un’iniziativa che si inserisce nel programma di candidatura di Lecce a Capitale della cultura, programma che sosteniamo pienamente perché convinti che la città abbia diritto ad ottenere quest’ ambita qualifica internazionale”.

Il vicesindaco di Lecce, Carmen Tessitore, ha voluto sottolineare il valore del gesto ben oltre la candidatura europea: “Quest’iniziativa, cui va il profondo ringraziamento dell’amministrazione comunale, si inserisce in un’ottica di promozione del turismo culturale, artistico e religioso. Queste tele sono state riposizionate nella loro collocazione originaria e il loro valore sacro rappresenta una vera esperienza spirituale, di avvicinamento alla Bibbia”.

La donazione ha rappresentato, quindi, “un ottimo esempio di buona prassi per la collaborazione tra pubblico e privato, capace di valorizzare un patrimonio artistico che nulla ha da invidiare al resto d’Italia”. 

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