Sabato, 25 Settembre 2021
Cultura

Dialogo e diritti nella società “liquida”. Bauman si laurea all’ateneo salentino

Cerimonia di conferimento da parte dell’Università del Salento della laurea honoris causa in Lingue moderne, letterature e traduzione al sociologo. Il rettore Vincenzo Zara: “Un esempio scientifico ed umano per le nuove generazioni; emblema del dialogo e dei diritti umani”

LECCE – Novant’anni e non sentirli. Zygmunt Bauman, uno dei pensatori contemporanei che ha maggiormente attirato la devozione internazionale e ispirato i movimenti sociali europei, è stato insignito di un nuovo riconoscimento, questa volta da parte dell’Università del Salento. Il Consiglio didattico di Lingue e Letterature straniere, nel 2013, ha deliberato unanimemente il conferimento della laurea honoris causa al famoso sociologo polacco.

L’ateneo salentino ha voluto celebrare, in questo modo, una straordinaria carriera nel corso della quale il professore ha attraversato universi disparatissimi. La ricchissima produzione intellettuale si è articolata lungo gli assi portanti della modernità: dall’analisi del movimento operaio fino all’analisi del disimpegno degli intellettuali nella seconda metà degli anni ’80, quando scemava l’interesse per gli oppressi e gli emarginati; dallo studio sull’isolamento, il narcisismo e le nuove povertà generate dalla società dei consumi di massa fino alla teoria rivoluzionaria del nuovo millennio, quella della “modernità liquida”, cioè destrutturata e soggetta ad una continua attività di rottura e ricomposizione, sviluppata nel saggio fondamentale “Liquid modernity” (2000).

“Bauman è stato capace di studiare a fondo situazioni diverse, di indagare con intelligenza, mettendo in luce tutte le occasioni che spingono al dialogo i popoli e gli individui”: con questa motivazione questa mattina il rettore Vincenzo Zara ha consegnato l’attestato di laurea, nel corso di una cerimonia che si è tenuta presso la sala conferenze del complesso Ecotekne.

Il sociologo marxista che ritiene la sociologia, cioè l’analisi critica dei processi sociali, uno strumento utile alle persone, al pari di una medicina, è stato da salutato dal rettore quale “esempio umano e scientifico da proporre alle migliaia di ragazzi che, ogni giorno, ci mettono davanti a noi stessi ed ai nostri limiti”. Il modello scientifico consiste nello spirito d’osservazione, nella critica costante e nella varietà d’interessi (non esiste fenomeno degli ultimi decenni che non sia passato sotto la sua lente d’ingrandimento), ma altrettanto prezioso, secondo Zara, “è l’utilizzo di parole sempre più rare come diritti e dialogo”.

Non vi è tema che non abbia sollecitato il suo desiderio di conoscenza: dalla politica, all’etica, dalla filosofia all’economia, dalla comunicazione alla teologia. Una menzione speciale, meritano, forse, le sue riflessioni sui sentimenti umani, così come vengono riassunti nella “laudatio” della professoressa dell’ateneo salentino, Barbara Wojeciechowska Bianco: “Le emozioni sono l’ elemento centrale della sua produzione. La felicità coincide con la fatica e l’operosità produce autostima. La società consumistica, al contrario, cerca di liberarci dalla fatica, promuovendo l’usa e getta".

"Lo stesso dicasi per i sentimenti d’amore e d’amicizia: non conosciamo più la gioia delle cose durevoli, frutto di lavoro. I legami sono stati sostituiti dalle connessioni: disconnettersi è solo un gioco di click, ma essere amici e compagni nella vita reale richiede un impegno costante”.

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