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Cultura

"Il futura è donna": una giornata di riflessioni con gli studenti sulla parità di genere

Il 14 marzo, Teatro KorejaIl propone un workshop di preparazione dedicato agli studenti degli istituti superiori, una tavola rotonda, uno spettacolo teatrale ed un incontro di approfondimento post spettacolo

LECCE - Il teatro costituisce un’importante arena simbolica in cui affrontare e rielaborate questioni di identità, di genere e di potere. Martedì 14 marzo - a partire dalle ore 9 - Koreja propone una giornata per riflettere con i giovani sul tema della parità e della violenza sulle donne con il progetto "Il futura è donna" realizzato nell’ambito di Futura - La Puglia per la parità - Le donne in un mondo del lavoro in evoluzione: verso un pianeta 50-50 nel 2030.

Oggi più che mai, è evidente il peso della cultura e della creatività per la società tutta. La partecipazione attiva alla vita e allo sviluppo culturale individuale e collettivo e la promozione di varie espressioni artistiche sono componenti centrali dello sviluppo umano e possono senz’altro avere effetti positivi in molte aree, anche come strumento per contribuire al raggiungimento degli obiettivi globali per lo sviluppo sostenibile enucleati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite (Goal 5), anche in sinergia con l’agenda della Regione Puglia.

Le donne sono più svantaggiate rispetto agli uomini in Calabria, Campania, Basilicata e Puglia, regioni fanalini di coda in Italia - ma anche fra le peggiori in Ue - per la parità di genere: è quanto emerge dalla prima mappa tracciata dall'Osservatorio regionale sull'uguaglianza di genere pubblicata dalla Commissione Ue ad ottobre 2021.

Il progetto, dunque, vuole inserirsi nell’ambito degli strumenti utilizzati in materia di prevenzione e contrasto della violenza di genere nella direzione di un necessario cambiamento culturale

Il progetto si compone di quattro momenti: un workshop di preparazione dedicato agli studenti degli Istituti superiori, una tavola rotonda, uno spettacolo teatrale e un incontro di approfondimento post spettacolo.

Workshop

La violenza contro le donne e i minori è frequente e produce conseguenze sulle vittime e sulla comunità, ma rimane spesso invisibile. Spesso le risposte sociali sono frammentate o insufficienti. Attraverso i linguaggi dell’arte, il workshop ha voluto  affrontare gli stereotipi di genere ed essere un importante momento socio-culturale e formativo nell’ambito degli interventi di sensibilizzazione sull’argomento.

Questo non è amore

La tavola rotonda è un momento dedicato all’analisi della situazione territoriale e delle problematiche locali in materia; ai temi della Convenzione di Istanbul e al Codice Rosso, la legge 19 luglio 2019, n. 69, la legge della Repubblica Italiana a tutela delle donne e dei soggetti deboli che subiscono violenze, per atti persecutori e maltrattamenti.

Lo spettacolo

L'evento di teatro/concerto dal titolo Rosa Rose. I corpi, le voci, dedicato alla cantautrice siciliana Rosa Balistreri, una figura del sud legata al passato, ma estremamente contemporanea: un racconto in musica e parole che riavvolge con cura il nastro delicato della sua vita intensa e drammatica. La storia di Rosa è una storia attraversata dalla fatica e dal dolore, una storia di violenze subite e di ingiustizie, ma è anche una storia vissuta nella lotta e nella conquista di una libertà, una storia di coraggio, di riscatto. Rosa è anticonformista, audace e caparbia. È cresciuta in una Sicilia chiusa e tradizionalista, arcaica e ostile, dove i desideri delle donne nulla contano, mentre quelli degli uomini diventano destino. Rosa è un’artista dalla voce potente, che si porta addosso tutto il peso di essere donna.

Incontro post spettacolo

Assistere alla rappresentazione teatrale è un’esperienza sensoriale complessa dettata dal confronto con una materia viva che genera un impatto intimo, coinvolgendo lo spettatore ed intervenendo su coscienza, memoria e capacità di giudizio. Incontri come questo svolgono, dunque, una funzione particolarmente importante di accompagnamento alla visione, che permette di stabilire un rapporto attivo tra creatore/esecutore e spettatore/fruitore dello spettacolo. Partendo dalla storia di Rosa Balistreri, dunque, si dialogherà attorno al potere dell’arte e della musica come forme di cambiamento culturale.

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