Il Salento arriva al Bukowski’s day: tutto merito del “sentir messa” di Graziano Gala

Si aggiudica il terzo posto nel concorso nazionale premio prestigioso assegnato dalla giuria capitanata dalla traduttrice ufficiale

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

È salentino doc un gradino del podio del premio letterario nazionale intitolato a Charles Bukowski.

Il più giovane dei finalisti, Graziano Gala, appena ventiquattrenne, si è classificato al terzo posto durante la cerimonia di premiazione svoltasi sabato 27 giugno a Viareggio. Lo scrittore, già noto al pubblico salentino per la prestigiosa vittoria del 2012 del Premio Gazzetta del Mezzogiorno, ha convito la giuria superando una dura selezione su 669 partecipanti.

Tra i nomi dei selezionatori compare Simona Viciani, traduttrice per l'Italia di Bukowski, e poi la saggista, poetessa e docente Rosa Galli Pellegrini, e il giornalista Michele Nardini. Il concorso, inserito all'interno del Bukowski's Day, per celebrare e ricordare la figura del grande scrittore, tanto amato dal pubblico italiano, ha portato il Salento sotto ai riflettori grazie alla classificazione nella sezione "Racconto inedito" dell'opera intitolata "Sentir messa".

Il racconto infatti è ambientato proprio a Tricase, come ha spiegato l'autore stesso, tricasino anch'egli, e ha rappresentato per la giuria la rivelazione di un «giovane audace e dissacrante come pochi», una vera e propria promessa, sulle orme di quel Bukowski grazie al quale il sogno è cominciato.

Graziano è stato narratore di uno spaccato di vita comune che troppo spesso si dipana con molti "vorrei" e pochi "farò". Di un capovolgimento del rapporto con la vita di un piccolo paese del Sud, della messa in discussione tanto dell'istituzione quanto dell'atteggiamento di sottomissione della gente comune. È un monito ad accorgersi delle cose veramente importanti, dei sogni, e del non prendersi mai troppo sul serio, che non serve quello per essere «felici davvero».

Forse tra le righe non troverete proprio la ricetta della felicità… ma ci sarete molto vicini! Il libro, "Inediti di ordinaria follia", in cui il racconto è contenuto, è pubblicato dalla Giovane Holden Edizioni.

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