“Il segreto dei marò”: dibattito con Toni Capuozzo sul caso di Girone e Latorre

Il noto giornalista presenterà il suo libro a Ortelle, nell'ambito della rassegna “Incontri d’autore”, che volge così al termine. Tracciando la via fra tanti misteri, arriva alla conclusione che i due fucilieri della Marina siano innocenti e che siano detenuti ingiustamente

ORTELLE - “Il segreto dei marò” del cronista freelance e collaboratore di format della Mediaset, Toni Capuozzo (per cui ha seguito nel tempo conflitti e problematiche di livello internazionale) chiuderà la rassegna di quest’anno di “Incontri d’autore”, organizzata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Ortelle e dal comitato di gestione della biblioteca “Paiano” di Vignacastrisi.

L’appuntamento è previsto per domenica 21 giugno alle 20. Dialogherà con lui, Antonio Gnoni, giornalista del TgPuglia Rai. La vicenda legata ai marò pugliesi dura ormai da quattro anni ed ha suscitato un ampio dibattito in Italia.

Nel libro di Capuozzo, edito da Mursia, sono tanti i misteri di cui fa menzione, fino ad arrivare a una sua conclusione: Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono innocenti, ma per una colpa non commessa hanno già scontato tre anni e mezzo di pena. “Non nascondo nel libro di avere un pregiudizio favorevole, in base alla conoscenza personale con Latorre, che mi ha fatto da scorta, in Afghanistan nel 2006, e in generale per la mia esperienza”, dice Capuzzo.

“Non ho mai visto né sentito di un militare italiano con il grilletto facile. Mi è capitato più volte di trovarmi in situazioni di tensione e, al contrario, mi sono chiesto: ma quando sparano? I militari italiani sono prudenti – aggiunge -, attenti e rispondono al fuoco se attaccati”.

“Se gli indiani sono maldestri, cosa che non gli ha consentito di arrivare a un processo, noi italiani siamo disastrosi. Convinti, all’inizio, che la cosa possa finire a tarallucci e vino, ci sfugge completamente la strumentalizzazione politica – spiega il giornalista -, tanto che acconsentiamo che la Lexie faccia rotta per il porto di Kochi, accettiamo che i due marò vengano fatti scendere dalla nave."

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Se non fosse accaduto si sarebbe arrivati in tempi incredibilmente più brevi a quell’arbitrato che ora emerge come un fantasma”. Il dibattito si preannuncia, dunque, animato e interessante, anche perché le posizioni sulla vicenda non sempre sono simili, a livello politico, nella stessa Italia. La rassegna di Ortelle ha registrato successo tra il pubblico e intende proporsi sempre più nel panorama culturale salentino. Salvo Sottile, Gian Micalessin e il “Canzoniere della Morte” di Antonio Toma, portato in scena da Salvatore della Villa, hanno registrato il tutto esaurito.

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