Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cultura

"Io accuso", la dura requisitoria sulla scuola in crisi

È il nuovo caso editoriale lanciato da Cosimo Lupo, a firma di Marco Antonacci, nome fittizio di un autore sconosciuto. Ma chi accusa è un insegnante che lavora da circa 30anni nel mondo della scuola

COPERTINO - "Sii musica per loro, inventa strumenti ancora nuovi. Insegna loro ad amare ciò che si muove rapido sotto il sole" (Giuseppe Conte). La citazione lirica che compare nella pagina conclusiva di questa testimonianza scaturita direttamente dall'interno della scuola è per molti aspetti ancora più struggente della dura requisitoria sviluppata nel saggio. "Io accuso" è il nuovo caso editoriale lanciato da Lupo Editore.

La severità dello sguardo di Marco Antonacci (nome di fantasia ed unico segnale di un autore di cui si ignora qualsiasi informazione ) deriva con tutta evidenza dal profondo amore per la professione e per i giovani che ne costituiscono la missione, in nome della quale non è consentita indulgenza alcuna di fronte a quanto ha corrotto e corrompe la nobile arte di educare/insegnare.

E se la scuola non è né può essere un'isola felice rispetto ad una società che si è progressivamente impoverita di valori, l'indagine non rinuncia a denunciare tanto le lacune di sistema quanto i limiti culturali ed umani, le vigliaccherie, le piccole "guerre tra poveri" e gli opportunismi che inquinano il clima scolastico; ma anche le nuove battaglie che l'insegnante è chiamato a combattere ad armi non certo pari: quelle contro bullismo e teppismo, e soprattutto quelle contro lo spaventoso vuoto di motivazione e di speranza che contrassegna le nuove generazioni studentesche, spesso non adeguatamente sorrette e guidate da un tessuto adulto che si dimostra altrettanto fragile e disorientato, incapace di pronunciare quei "no" che fanno crescere.

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