L'oro di Cuba, la sanità pubblica. Conversazione con Aleida Guevara

Aleida Guevara interviene per dare la sua testimonianza di decenni di lotte e di progressi nel campo della politica sanitaria pubblica, secondo gli insegnamenti del socialismo rivoluzionario cubano. Riguardo a suo padre Aleida dice: “Mio padre sapeva amare. La sua più bella caratteristica era proprio la capacità di amare. Per essere un vero rivoluzionario, devi essere un romantico. La sua capacità di dare se stesso alla causa nell'interesse di tutti era al centro delle sue convinzioni - se solo potessimo seguire il suo esempio, il mondo sarebbe un posto molto più giusto”.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

Il dibattito sulla Sanità coinvolge i cittadini in maniera molto sentita, mettendo il gioco la salute, individuale e collettiva.

A Lecce, di recente, è divampata una polemica sull'inefficienza del SSN italiano (Servizio Sanitario Nazionale), finita sugli schermi televisivi, per una riflessione su opportunità e minacce dell'"impresa sanità", proprio come un'analisi swot.

Sull'opposto versante si colloca la Sanità a Cuba: secondo i rapporti della Banca Mondiale le prestazioni, non solo sanitarie, ma anche educative, quindi i servizi sociali, sono a Cuba fra i migliori del mondo in via di sviluppo.

Fin dalla rivoluzione del 1959 è stato creato un sistema di accesso universale alla salute e all'educazione secondo un modello che ha consentito un costante miglioramento degli indicatori sociali, come documentato da organizzazioni internazionali: l'Organizzazione mondiale della salute, il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo e altre agenzie delle Nazioni Unite.

Tempestiva è, quindi, la riflessione proposta dall'Associazione culturale ARTE E PSICHE Lecce e COBAS Brindisi con l'intervento della Dottoressa Aleida GUEVARA, figlia di Ernesto Guevara de la Serna, più noto come Che Guevara.

Aleida Guevara interviene per dare la sua testimonianza di decenni di lotte e di progressi nel campo della politica sanitaria pubblica, secondo gli insegnamenti del socialismo rivoluzionario cubano. Riguardo a suo padre Aleida dice: "Mio padre sapeva amare. La sua più bella caratteristica era proprio la capacità di amare. Per essere un vero rivoluzionario, devi essere un romantico. La sua capacità di dare se stesso alla causa nell'interesse di tutti era al centro delle sue convinzioni - se solo potessimo seguire il suo esempio, il mondo sarebbe un posto molto più giusto".

Gli organizzatori evidenziano che "la civiltà di un popolo si misura dalla qualità dei servizi che il governo garantisce al bene comune della società. Ogni governo è l'espressione del suo popolo, anche quando rappresenta l'incapacità di produrre democrazia e benessere per tutti. A maggior ragione quando si tratta di garantire la salute in modo democratico per i cittadini, invece che costituire un ulteriore gradiente di discriminazione sociale, come avviene nei paesi a capitalismo avanzato dove governano le multinazionali che lucrano sui disagi naturali e indotti nella popolazione".

Cuba ha dimostrato "una concreta sensibilità per la garanzia dei diritti dei suoi cittadini, contrariamente a quanto afferma la stampa capitalista e nonostante la guerra economica ed i continui tentativi di destabilizzazione militare e politica subita ad opera degli Usa. La prova risiede proprio nel privilegiare la scelta di produrre sapere medico, ricerca, ospedali e una organizzazione della salute tra le più avanzate, esportata da Cuba verso tutti i paesi in fase di evoluzione politica ed economica in conflitto con il colonialismo".

Per dare una dimensione del dibattito è stata organizzata una rassegna di manifesti cubani (alcuni in allegato) dal titolo "MIRA CUBA, L'arte del manifesto cubano dal 1959". La mostra verrà inaugurata venerdì 13 marzo alle ore 21.00 presso la Galleria Foresta in Via D'Aragona, 1 a Lecce, dalla figlia del Che, dopo la conferenza. La rassegna rimarrà aperta fino a giovedì 19 marzo.

Si tratta di un'anteprima esclusiva dell'esposizione che si terrà nei prossimi mesi c/o Galleria Francesco Foresta e che raccoglie oltre 400 immagini de "L'arte del Manifesto Cubano dal 1959", mostra a cura di Simona Biolcati Rinaldi e Ivo Boscariol, tenutasi a Pordenone dal settembre 2013 al gennaio 2014. La mostra allinea i capolavori di un'epoca di comunicazione, le opere più significative di tutti i grandi grafici di quei decenni, nomi ormai parte di un mito.

Qui saranno riunite, per la prima volta, le testimonianze dirette dei grafici superstiti di quella grande stagione. Si percepisce chiaramente che dietro ad ogni manifesto c'è una storia, un aneddoto, un racconto di vita, a proporre una immagine di Cuba mediata dal grafico ma aderente alla sensibilità e all'emozione di chi quel manifesto guarda e decritta.

Diversi i filoni presenti in mostra. La celebrazione politica, innanzitutto. Ma anche i grandi temi e le realizzazioni sociali, dalla riforma sanitaria a quella agraria, alle campagne per l'educazione estesa a tutti. Poi la comunicazione culturale, verso la quale Castro mostrò ampio interesse, ed in particolare il cinema: straordinaria la sequenza di affiches (e di bozzetti) per i film o per le manifestazioni di e sul cinema.

Il linguaggio creativo e figurativo è sempre espresso con grande libertà e autonomia e con l'efficacia consentita dalle tecniche serigrafiche e litografiche utilizzate per la stampa.

Il Cartel Cubano, e lo si percepisce bene in mostra, sa svincolarsi dalla pura funzione promozionale "di prodotto" per raccontare, lungo filoni apparentemente diversissimi, l'Idea e l'Ideale di una nazione.

Comunicato a cura di Michela Maffei

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