Cultura

Malaspina e Cristaldi per firmare una serata d'autore

Il poeta e coautore di De Andrè torna sulle scene nella Settimana della Cultura e regala un inedito ispirato a Pasolini. Lo scrittore salentino racconterà con libro e spettacolo il traffico d'organi

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OTRANTO - "Proprio dove va a finire l'Occidente": un semplice inciso tratto da "Notti di Genova", un brano interpretato da Cristiano De André, figlio del compianto Faber, è il manifesto della scrittura di Oliviero Malaspina, poeta, cantautore ed ultimo collaboratore del grande cantautore genovese, scomparso nel 1999. L'artista sarà ospite nella Settimana della Cultura dell'Unesco, pronto a raccontare qualcosa su questa collaborazione, che stava partorendo l'ultimo album di De Andrè, i "Notturni", prima dell'improvvisa morte.

Ma Malaspina ha da raccontare tanto anche della propria carriera artistica, tra poesia letteratura e musica, tra canzoni scritte per sé e quelle che hanno incrementato il repertorio altrui. Dopo anni di silenzio e a distanza di otto anni da "Benvenuti mostri", la sua più recente pubblicazione discografica e a due anni dal testo "I racconti del pesce che piange e che ride", Malaspina sceglie Otranto per tornare sulla scena ed annunciare i suoi imminenti lavori.

Nell'occasione, regalerà ai presenti una breve interpretazione proprio di "Notti di Genova", ma soprattutto un'anteprima nazionale di un brano inedito, contenuto nel suo prossimo album: si tratta di una canzone, nata proprio nei dialoghi con De André ed ispirata ad un altro genio del Novecento, Pierpaolo Pasolini. Poetico e d'impatto già il titolo "Volevo essere la luna sui campi".

Prima della sua esibizione, presso il Molo di Otranto, alle 18.30, si aprirà la sezione "Aperitivi letterari" con la presentazione (anche qui in anteprima nazionale) del libro edito nella collana Paperback dalla Corvino Meda Editore - Promo Music, "Nefrhotel. Mi hanno venduto un rene", quarta opera del giovane autore Giuseppe Cristaldi, sul delicato problema del traffico e della vendita degli organi.

La voce narrante è quella di Kamal, ragazzino nepalese figlio della miseria e del bisogno che decide di vendere il proprio rene per riscattare la sua esistenza, fuggire la povertà e ricominciare una nuova vita. Un'idea "semplice" quella di sacrificare il proprio corpo alla possibilità di una vita, ma carica di conseguenze strazianti. Alle 21.30, in Largo Porta Alfonsina, ci sarà poi la rappresentazione (anch'essa in anteprima nazionale) dello spettacolo di teatro civile, tratto dal romanzo, con musiche di Donatello Pisanello (Officina Zoè) e l'accompagnamento di Angelo Urso (Trio d'Eau).


Ieri sera, intanto, serata di successo con l'incontro con le archeologhe, Lory Larva e Cristina Mariano, sul testo "Messapia, terra tra due mari"; successivamente il giornalista televisivo e firma graffiante de Il Fatto Quotidiano, Oliviero Beha, ha recitato, accompagnato dal chitarrista Daniele Stefàno, alcune poesie estratte dalla sua raccolta "Meteko", prestandosi poi al dibattito col pubblico sui tanti e scottanti temi dell'attualità italiana, non tralasciando mai la sua lucida ironia e la sua visione di prospettiva.

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