Lunedì, 27 Settembre 2021
Cultura

Montinari: "Bari-centrismo? Prendiamoci l'aeroporto"

MayAir senza apparecchi, Aeroporti di Puglia non chiude i contratti. Il presidente di Confindustria Lecce alle istituzioni locali: "Chiediamo la sub-concessione dell'aroporto di Brindisi"

Bari sorge proprio al centro della Puglia. A voler scherzare un po', viene spontaneo dire che della regione ne sia il baricentro. In realtà, dietro a questo sottile gioco di parole, si nasconde un concetto piuttosto serio. Il "Bari-centrismo" in questione è quella concentrazione di finanziamenti e interessi che, puntualmente, andrebbero a convergere sul capoluogo di Regione, tagliando fuori le periferie. La parola "Bari-centrismo" corre di bocca in bocca, viene usata per le battaglie dei politici locali e soprattutto da alcuni imprenditori salentini per spiegare i motivi di uno stallo economico e di un disagio infrastrutturale che sono facce di una stessa medaglia.

Il "Bari-centrismo" è un concetto che non scende giù a Piero Montinari, presidente di Confindustria Lecce. In questi giorni è arrivato l'ennesimo smacco per quel "Grande Salento" che proprio non decolla. Che non decolla, sì: è il caso di dire. Perché il dibattito del momento nasce a seguito del ritardo di Aeroporti di Puglia nel chiudere il contratto con la compagnia aerea MyAir, dopo il bando vinto da quest'ultima per la gestione di nuove tratte da e per Brindisi. L'aeroporto che dovrebbe collegare il Salento al resto del mondo. Ma cosa c'entra, in tutto questo, il "Bari-centrismo"?

"Il problema - spiega Montinari - è nato con un bando di Aeroporti di Puglia per nuove rotte destinato ad attrarre nuove compagnie aeree. Noi contestammo subito quel bando, perché, mentre erano già definite le destinazioni, si lasciava libertà alle compagnie di scegliere fra Brindisi e Bari. Essendo quasi tutti i voli destinati a Nord della Puglia (parliamo di grandi capitali europee), noi spiegammo che a parità di contributo sicuramente quasi tutte le compagnie avrebbero scelto Bari, perché il bacino d'utenza è maggiore e soprattutto perché la percorrenza misurata in ore di volo è inferiore da Bari rispetto a Brindisi. D'altronde, se dai a 100 lire il Parigi-Bari e a 100 lire il Parigi-Brindisi, è chiaro che resta più conveniente il Parigi-Bari, perché ti consente di risparmiare su 50 minuti di volo. Secondo punto - prosegue il presidente di Confindustria -: spiegammo che avremmo dovuto ragionare in un'ottica di sistema, perché, tutto sommato l'aeroporto di Bari e quello di Brindisi distano circa un'ora di auto l'uno dall'altro. E allora, si può fare un'ora da Brindisi per andare a Bari e prendere un volo per Londra o da Bari per Brindisi e prendere un volo per Parigi".

"Come puntualmente avevamo paventato - prosegue -, tutte le compagnie presentarono offerte solo su Bari. Eravamo all'inizio del 2007. Chiedemmo così una redistribuzione di quelle rotte: si trattava di undici tratte. Si sarebbe potuto fare, più o meno, metà da una parte e metà dall'altra. Ci fu risposto di non preoccuparci, perché sarebbe stato fatto un bando per Brindisi. Ma anche in questo caso, arrivò la nostra contestazione, perché il bando era basato su rotte residuali. E' chiaro che se esiste già un Parigi-Bari, non può reggere un Parigi-Brindisi. Vennero individuate delle rotte, fra cui Barcellona, Cracovia, Atene. Nessuna compagnia importante partecipò. Solo MyAir, che è una piccola compagnia veneta, la quale si aggiudicò le rotte subito dopo l'estate. E a distanza di 5 mesi, ancora, Aeroporti di Puglia non è riuscita a contrattualizzare".

- MyAir sostiene di avere pochi mezzi a disposizione?

"Lo dovevano sapere quando hanno partecipato".

- Erano tenuti a dire quale fosse l'entità della loro flotta aerea?

"Beh, penso di sì, se non hai aerei non puoi partecipare ad un bando per dei voli, e comunque se vuoi mantenere gli impegni gli aerei si possono sempre noleggiare. La cosa grave, ripeto - sottolinea Montinari -, è che in 5 mesi Aeroporti di Puglia non è riuscita a passare dall'aggiudicazione al contratto. Quando in realtà basterebbe una settimana per fare tutto. E invece la settimana scorsa, il presidente De Paola ha spiegato che per le difficoltà di MyAir molto probabilmente non si sarebbero chiusi i contratti. A questo punto, o si passa ad una redistribuzione delle rotte di Bari e ragioniamo in un'ottica di sistema, e quindi gli aeroporti pugliesi vengono considerati come una rete, altrimenti ci rendiamo artefici del nostro destino".

- In parole povere: concorrenza. Ma in che modo si arriva alla competizione?

"Le istituzioni devono chiedere la sub-concessione dell'aeroporto di Brindisi. Così come la Regione ha avuto la concessione quarantennale per gli aeroporti pugliesi.

- Quali istituzioni? E di quali territori? Tutti quelle del cosiddetto "Grande Salento"?

"Come istituzioni, intendo dire: Province, sindaci, Camere di commercio. Confidustria farà la propria parte. Per ora chiamiamo in causa Lecce e Brindisi. Poi, se vuole entrare pure Taranto?

- Parte della politica locale cavalca questa idea. Specie alcuni esponenti di centrodestra, anche se è chiaro che in questo caso molto rientra in una logica di contestazione alla Giunta Vendola?

"Quello che abbiamo osservato - puntualizza Montinari - è un aspetto che va al di là dei partiti e della politica. E' un modello di sviluppo Bari-centrico che si contrappone ad un modello di sviluppo che noi abbiamo chiamato 'diffuso'. C'è un concentrazione di risorse e di investimenti su Bari, c'è una visione che punta ad accentrare tutto sul capoluogo di regione e che riguarda soprattutto gli imprenditori ed i cittadini. Questo è quanto avvertiamo. Forse è un fatto poco percepito su Lecce. Ma, per fare un esempio, in merito alla ripartizione dei fondi Pon e Por trasporti, il 70 per cento degli investimenti sono entrati a Bari: più di 1 miliardo e 600 su 2 miliardi e 300 milioni circa. E di questi, 850 milioni di euro solo per interrare i binari della ferrovia a San Paolo e San Giorgio. Per il territorio salentino, che i treni passino in superficie o interrati, non cambia assolutamente niente. O si risparmiano 20 minuti di tempi di percorrenza, e allora tutto ha un senso, altrimenti non riusciamo a capire quale possa essere la visione strategica. E lo stesso vale per i porti e gli aeroporti.

- I prossimi passi? Insieme a Massimo Ferrarese, di Confindustria Brindisi?


"Con Brindisi siamo in sintonia e stiamo scrivendo alle istituzioni per capire se condividono l'idea della sub-concessione dell'aeroporto brindisino. Altrimenti dovremo attendere risposte da chi di competenza. E' chiaro che se non c'è accessibilità del territorio, se non ci sono collegamenti, tutti i discorsi di sviluppo turistico e imprenditoriale lasciano il tempo che trovano. Quando parliamo di turismo, dobbiamo ragionare in termini di ore, non di chilometri. E' chiaro che è difficile riuscire a sviluppare un territorio, se da Milano ci metto di meno ad arrivare a Sharm-el-Sheik piuttosto che ad Otranto".

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