Sabato, 31 Luglio 2021
Cultura

Terzapagina. Tra Rococò e Neoclassicismo, spunta Vanvitelli. E si mette in mostra

E' stata inaugurato sabato, nel palazzo Ducale di Cavallino, il percorso espositivo di Palazzo Chigi in Ariccia. Oltre a quaranta famosi dipinti, in mostra fino al 15 dicembre, anche il libro monumentale con gli schizzi del "padre" della Reggia di Caserta

Una delle opere esposte

CAVALLINO – Quaranta capolavori esposti per tre mesi. Sarà aperta fino al prossimo 15 dicembre la mostra denominata “Dipinti tra Rococò e Neoclassicismo da Palazzo Chigi in Ariccia e da altre raccolte”. Prestigioso itinerario artistico promosso dall’assessorato alla Cultura del Comune di Cavallino, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni artistici e storici del Lazio e sotto l’Alto patronato del presidente della Repubblica.

Un percorso nella bellezza, inaugurato sabato 21 settembre, presso la galleria del Palazzo ducale del comune messapico, alla presenza del noto critico d’arte Vittorio Sgarbi. Curata dal conservatore di Palazzo Chigi in Ariccia, l’architetto Francesco Petrucci, la mostra è uno scrigno che contiene, e trattiene, la pittura del Settecento. Il secolo dei lumi. L’età dell’oro e del Grand Tour d’Italie. Ma vi è una sorpresa tra le sorprese, tra ile opere dei pittori attivi nella capitale pontificia e tra quelle degli esponenti di altre scuole, soprattutto meridionali, provenienti o attivi nel Regno di Napoli.

Si tratta di un libro monumentale, esposto al pubblico dopo circa mezzo secolo, che racchiude i progetti di Luigi Vanvitelli, per la realizzazione della Reggia di Caserta. Un’opera editoriale che contiene le piante, le sezioni e i prospetti di uno dei gioielli architettonici italiani conosciuti in ogni angolo del pianeta. Dedicato a Carlo di Borbone e stampato nel 1756, il volume divenne una rarità, richiesta dai sovrani e collezionisti di tutta Europa.Downloader-7

Una chicca. Una delle perle di questo prezioso gioiello “barocco” Che ora approda nel Salento. Una prima sezione della mostra presenta alcuni ritratti di personaggi di casa Chigi, tra cui il ritratto eseguito da Domenico Duprà del Principe Augusto Chigi in veste di Maresciallo di Santa Romana Chiesa e Custode del Conclave. Notevoli gli autoritratti di Marco Benefial e Francesco Trevisani, oltre ad un intenso ritratto di Laura Altieri di Pier Leone Ghezzi. Sono presenti preziose livree di servitori e abiti d’epoca appartenuti alla famiglia Chigi. Alcuni artisti sono esponenti della cosiddetta “Scuola mista”, per la loro formazione partenopea e romana.

Esponenti di spicco del rococò furono Francesco Trevisani, di cui è esposta un’inedita Betsbea al bagno, e Sebastiano Conca, artista di cultura napoletano-romana presente con quattro dipinti. Fu allievo di entrambi Andrea Casali, attivo per molti anni in Inghilterra ove ebbe un considerevole successo, di cui esponiamo un bozzetto per la Cappella Ottoboni in San Lorenzo in Damaso a Roma. Il pugliese Corrado Giaquinto, nativo di Molfetta, fu tra i massimi esponenti del Rococò italiano, attivo tra Roma, Napoli e la Spagna, ove fu chiamato come “pittore di corte”. In omaggio alla Puglia sono presenti in mostra cinque suoi dipinti, tra cui due bozzetti inediti ed uno a lui attribuito in questa occasione, idea preliminare per l’affresco realizzato dall’allievo siciliano Vito D’Anna per la volta della chiesa di Santa Maria del Piliere a Palermo.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Terzapagina. Tra Rococò e Neoclassicismo, spunta Vanvitelli. E si mette in mostra

LeccePrima è in caricamento