Notte della Taranta, vent'anni a suon di musica per un inno alla vita

Tradizione, folklore e contaminazioni jazz. L'edizione targata Gualazzi, come tutte quelle che l'hanno preceduta, già genera dibattiti fra entusiasmo e critiche. La questura stima 140mila presenze

Maestoso colpo d'occhio sulla folla davanti al palco.

MELPIGNANO – Doveva essere un inno alla vita, una sfida alla paura, anche quest'anno, dopo i fatti di Barcellona, e così è stato. Una macchina organizzativa imponente, come imponente è stato lo sforzo per la sicurezza in questi tempi di serenità vacillante, hanno fatto scivolare la Notte della Taranta verso l’agognata meta dei vent’anni, in uno scenario spumeggiate di luci e coreografie ad avvolgere un’atmosfera carica di aspettative, con un colpo d’occhio mozzafiato sulla piazza gremita nei momenti clou.

Otto ore di musica, fra pre-concerto, iniziato intorno alle 18, e “Concertone” vero e proprio, ripreso in diretta da Rai5, in cui, sotto la guida del maestro Raphael Gualazzi, tradizionale pizzica salentina e sonorità jazz si sono stretti la mano nel cuore della notte di Melpignano.  

Numeri ufficiali, in quest’edizione scandita da oltre quaranta brani non ne sono ancora stati sciorinati (sarebbe difficile anche fare una stima precisa), ma se l’attesa nella piazza del comune griko era di 200mila presenze, secondo fonti ufficiali della questura, queste si sarebbero attestate a 140mila circa. Fra l'altro, rispetto al passato, sembra che vi sia stato olto meno alcool a scorrere fra gli spettatori. Molti oggetti pericolosi (sedie e ombrelloni, soprattutto) e tanto vetro sono stati tenuti fuori dall'area dell'evento. Il dispositivo ha funzionato grazie a tutte le componenti in campo, forze dell'ordine, vigili del fuoco, polizia locale e protezione civile e non ci sono stati, sempre rispetto ad altre occasioni, nemeno arresti per spaccio. 

Tornando all'evento, oltre che per i ventuno componenti dell’Orchestra popolare e per corpo di ballo, sotto la direzione di Luciano Cannito e con la partecipazione di Nicoletta Manni, prima ballerina del Teatro alla Scala -, l’attesa era anche per gli ospiti internazionali che Gualazzi ha voluto al suo fianco: Gregory Porter, Suzanne Vega, Pedrito Martinez, Yael Deckelbaum, Tim Ries, Lyron Meyuhas, nomi che si sono aggiunti ai salentini Boomdabash e a Roberto Licci, già componente del Canzoniere Grecanico Salentino di Rina Durante e fondatore dei Ghetonìa.

Tutto questo e, ovviamente, molto altro ancora, è stata la notte di Melpignano, a chiusura del classico tour itinerante che ha toccato nelle scorse settimane più centri della provincia per una nuova avventura musicale a cavallo tra riproposizione e fusione di generi, tra folklore e contaminazione, scelte artistiche che già generano scosse e divisione nel pubblico, nell’acceso e ormai eterno dibattito (visibile e quale si può partecipare, volendo, sul portale ufficiale della Notte della Taranta), con commenti altalenanti fra chi l’ha ritenuta una delle edizioni più eleganti, ha provato forte commozione e oggi dichiara il suo amore incondizionato alla kermesse e chi vorrebbe più integralismo e quindi solo un bagno di pizzica allo stato puro.

In fin dei conti, anche questa disputa una cornice nella cornice, che contribuisce allo spettacolo, coinvolgendo gli spettatori in modo attivo, fino a essere parte integrante da anni della grande macchina che muove la Notte della Taranta: un rituale moderno che si fonde a quello antico della musica ipnotica.

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N.B.: Le foto sono della Fondazione Notte della Taranta.

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