Domenica, 13 Giugno 2021
Cultura

Due nuove storie nel Museo archeologico di Ugento: si narra di Zeus e della Tomba dell’atleta

Nuovi racconti si aggiungono a Sherazade, il cantastorie digitale per scoprire le meraviglie archeologiche di Puglia. Si tratta di un approccio innovativo alle visita del museo che vedrà protagonisti la statua bronzea dello Zeus stilita e la Tomba dell’atleta, due dei reperti più preziosi del comune messapico del basso Salento

La Tomba dell'Atleta nel Museo archeologico di Ugento

UGENTO - Oltre a fare di Ugento una nuova tappa della mappa narrativa, due nuovi racconti invitano a gustare di un bene museale con uno sguardo innovativo. Per la prima volta nella storia di Sherazade - storymaker for travelling – l’applicazione gratuita che invita a viaggiare in Puglia con parole nuove – le due nuove voci narranti sono localizzate all’interno di una struttura museale.  Protagonista è la copia della statua bronzea dello Zeus stilita, datata intorno al 530 a.C., e collocata all’interno del Nuovo museo archeologico di Ugento.

Sherazade è un cantastorie digitale, l’applicazione disponibile gratuitamente sugli store di Apple e GooglePlay o in OpenWeb. Con le cuffie alle orecchie è possibile viaggiare in Puglia con parole nuove, ascoltando sul proprio smartphone voci e racconti che parlano dei luoghi da visitare. La vicenda di Zeus si rianima di una luce più intensa grazie al racconto che dà voce a Sofia Codacci Pisanelli, ambientato il 24 dicembre 1961, momento del ritrovamento. Presidente della Pro-Loco di Ugento, Sofia era allora ispettrice onoraria della Soprintendenza alle antichità: fu lei a prendersi carico della custodia temporanea per la salvaguardia del reperto. Un ritrovamento fortuito  che avvenne durante gli scavi delle fondamenta di un’abitazione privata e a cui seguirà la lunga fase di studio e restauro.

Il racconto ha inizio con il resoconto appassionato della donna, subito successivo al ritrovamento, e prosegue con la descrizione dei contesti d’uso della statua: quasi come fosse una finestra sui millenni racconta della civiltà messapica di cui è stata testimone. In un inciso si ascolta anche la stessa voce di Zeus, che narra del passato glorioso di Ugento, delle preghiere e delle offerte invocate in suo nome.

La Tomba dellAtleta è il soggetto del secondo racconto. A narrare è Lomes, aristocratico messapico del V secolo, mentre piange il figlio appena trentenne che sta per essere deposto nella sepoltura, oggi allestita nel chiostro del museo. Si tratta di una struttura a semicamera, ritrovata a Ugento nel 1969. È il racconto di un padre che assicura il corpo del figlio in una tomba di dimensioni monumentali, una sorta di forziere di oggetti preziosi, sia per fattura dei migliori artigiani, sia per valore, garantendogli, secondo gli usi del tempo, un viaggio nell’aldilà tra i più distinti.

I comuni già presenti nell’applicazione sono Santa Maria di Leuca, Gagliano del Capo, Morciano di Leuca, Santa Cesarea Terme, Otranto, Galatina, Gallipoli, Brindisi e Bisceglie, Alessano, Castrignano dei Greci, Corigliano d’Otranto, Cutrofiano, Martano, Martignano, Melendugno, Melpignano, Soleto, Sternatia e Zollino.

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