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Ordini e disordini. Dalla guerra fredda ad oggi

Sarà presentato domani, 29 febbraio alle 18, presso l'Hotel President di Lecce, il nuovo libro "Ordine e disordini nel XXI secolo" di Giuseppe Scanni, politologo e giornalista

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Sarà presentato domani, 29 febbraio alle 18, presso l'Hotel President di Lecce, il nuovo libro "Ordine e disordini nel XXI secolo" di Giuseppe Scanni, politologo e giornalista. Al convegno, dopo i saluti di Corrado Sammaruco e l'introduzione di Mario Pendinelli, interverranno il senatore Gennaro Acquaviva e l'arcivescovo di Lecce Monsignor Cosmo Francesco Ruppi. Sarà presente l'autore.

Il testo affronta in maniera esperta e meticolosa i grandi temi della globalizzazione, spiega i motivi dei conflitti in Iraq ed Afghanistan, il fenomeno del terrorismo islamico e la mutazione genetica di Al Qaeda, l'identità religiosa, le relazioni tra i popoli e il ruolo dell'Europa e degli Stati Uniti. Un articolato percorso storico e culturale, un'analisi attenta che affronta i più significativi temi di geopolitica e di geoeconomia che oggi segnano l'attuale realtà internazionale. Al lettore, l'autore dà la possibilità di cominciare un viaggio che dalla Guerra Fredda arriva al moderno scontro fra ideologie e alla contrapposizione tra nord e sud del mondo.

Nel nuovo scenario della storia umana, i conflitti provocati in nome dell'identità, riguardanti soprattutto il territorio, l'etnia, la religione, la lingua, il senso di appartenenza possono assumere le forme più diverse: dalla realtà sociale intesa quale "piccola patria", che al più "aspira ad essere indipendente" anche in consapevoli forme di convivenza accanto ed insieme ad altre "piccole patrie", a forme estremizzate di rifiuto del diverso, attraverso il razzismo, l'integralismo fanatico e il terrorismo, che puntano all'eliminazione dell'altro, inteso come nemico.

In un presente in cui siamo tutti un po' minoranze, costretti ad imparare altre lingue, altri linguaggi, altri codici e abbiamo tutti l'impressione che la nostra identità sia minacciata, molte sono le forme per difendere la nostra cultura, il nostro modo di essere, la nostra comunità, la nostra storia, e vanno pertanto respinte tutte quelle forme di reazione violenta che puntano all'eliminazione stessa del diverso, mentre debbono essere fortemente difese tutte quelle forme di confronto che esaltano e difendono le diversità, nella consapevolezza che le diversità culturali rappresentano non un ostacolo ma una ricchezza per lo sviluppo spirituale e materiale dell'umanità.

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