Lunedì, 27 Settembre 2021
Cultura Guagnano

Origine, caduta, rinascita: storia di un monumento

In occasione della nuova cerimonia di inaugurazione del monumento ai caduti del Comune di Guagnano è stato preparato un opuscolo che ripercorre le vicende della statua dal progetto iniziale ad oggi

In occasione della nuova cerimonia di inaugurazione di domani, 27 settembre, alle 11, del monumento ai caduti del Comune di Guagnano, è stato preparato un opuscolo che ripercorre le vicende della statua dal suo progetto iniziale (1968) fino alla ultimazione del lavoro di restauro. Una vera e propria ricostruzione storica da parte di Andrea Tondo, assistente della polizia di Stato in servizio presso la questura di Lecce e guagnanese doc. La pubblicazione, composta da 40 pagine, comprende sia una parte di testo sia una parte illustrata con foto scattate dallo stesso Tondo nel corso di questi ultimi anni.

Il libretto, senza alcuno scopo lucrativo, è patrocinato dal Comune di Guagnano, prodotto in 249 copie e distribuito gratuitamente agli ospiti, agli appartenenti all'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci di Guerra di Guagnano, alla cittadinanza ed alle scolaresche che interverranno. L'edizione è curata dall'Associazione Culturale Il Parametro Editore di Mario Rossi (Edizioni Artistiche e Culturali) e vede una breve introduzione del noto studioso di storia locale salentina, l'architetto Mario Cazzato. Alla cerimonia è prevista la partecipazione di diverse autorità civili e militari e del sottosegretario al ministero dell'Interno, onorevole Alfredo Mantovano. "Questo breve lavoro, frutto di una mia vecchia passione mai veramente sopita, spero possa in qualche modo rientrare negli obiettivi che si prefigge la polizia di Stato di essere vicina ed in mezzo alla gente e di accrescere nei cittadini la percezione positiva e il costruttivo inserimento nella vita sociale degli appartenenti ai ruoli della polizia", commenta Andrea Tondo.

Di seguito, riportiamo il testo completo dell'opuscolo. L'originale è disposto di un nutrito numero di fotografie, alcune delle quali sono visibili cliccando nelle miniature poste in alto. E' una storia interessante, quella narrata da Tondo, una ricostruzione storica avvincente che merita di essere letta.

L'ORIGINE

Correva l'anno 1968, il mondo studentesco e operaio era in rivolta, Martin Luther King e Robert Kennedy venivano assassinati in America, Corrado presentava la prima edizione della famosissima Corrida, il Milan di Gianni Rivera vinceva il suo nono scudetto e il Sindaco di Guagnano era Salvatore Memmo, quello che per molti concittadini è rimasto l'ultimo vero Primo cittadino di Guagnano. Dalla fine del periodo nefasto della Seconda Guerra Mondiale erano trascorsi due decenni, ma le ferite non si erano ancora del tutto rimarginate e tante erano le famiglie che piangevano i giovani non più tornati dal fronte.

Il vecchio monumento commemorativo ai caduti, presente al centro della piazza, ormai era solo un lontano ricordo. Inaugurato il 31 maggio 1924, già prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale era stato rimosso. La necessità di ritrovare ed onorare la gloria di tanti prodi eroi era diventata palpabile.

Sospinta a gran voce dalla volontà popolare, l'Amministrazione Comunale guidata da Salvatore Memmo, proprio per ricordare ed onorare il coraggio di tanti giovani che avevano raggiunto l'apice dell'eroismo e dell'altruismo con l'estremo sacrificio per la difesa della patria, decise di innalzare, a perenne memoria, un monumento all'interno della Villa Comunale, inaugurata pochi anni prima (1961).

Anche se il '68 sarà l'anno della sua creazione e l'anno in cui l'intera cittadinanza si mobilitò e si prodigò per vederlo realizzato, per completezza di informazione e per avere un chiaro quadro cronologico, occorre fare un piccolo passo indietro.
Il 12 dicembre 1967, infatti, su invito del Presidente dell'Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra, Sig Giulio Palmieri, si costituì il "Comitato pro-erigendo monumenti dei caduti" che contribuì anche alle spese di realizzazione dell'opera.
Del comitato facevano parte diversi appartenenti all'Amministrazione Comunale, tra i quali lo stesso Sindaco che ricoprì la carica di Presidente, mentre la signora Leila Degli Atti, orfana di guerra, fu nominata Presidente Onoraria.

Consultando la deliberazione della Giunta Municipale nr. 82 del 22 aprile 1968, presieduta dal Sindaco, risulta che:

Il Comitato promotore aveva approvato ad unanimità la realizzazione in Guagnano del "Monumento ai Caduti", di cui l'intera cittadinanza risentiva la mancanza. L'iniziativa rappresentava il commosso memore ricordo della cittadinanza per i mutilati, le vedove, gli orfani ed i combattenti di tutte le guerre per il contributo di sangue dato per la difesa della Patria;

l'opera sarebbe stata ubicata al centro della Villa Comunale e per la fornitura sia della parte architettonica che di quella scultorea erano stati richiesti preventivi alla ditta G. Ciocchetti di Roma;

dall'esame dei preventivi si era pervenuti alla scelta con i componenti del Comitato di un monumento raffigurante "VITTORIA ALATA" con doga e scudo, figura al vero dell'altezza di circa m. 2,60, fusa in bronzo di prima lega, su basamento realizzato in lastroni di "travertino romano", levigato, alti m. 2,20 su base di m. 3,20 x 3,20;

il prezzo complessivo di tale opera, richiesto per lire 2.900.000 era stato concordato per lire 2.700.000, compreso il trasporto in loco;

per la posa in opera delle strutture primarie si rendeva necessaria una costruzione in rustico di tufi per la base, da realizzarsi con maestranze locali come da preventivo per lire 200.000 circa.

L'atto della Giunta proseguiva poi con una considerazione del Sindaco-Presidente che poneva in evidenza che la Ditta Ciocchetti di Roma era altamente specializzata in simili forniture, disponendo di opere scultoree di alto valore artistico ed inoltre che la somma richiesta rapportata alla graziosità del monumento era equa, con un conveniente pagamento in più esercizi, senza interessi, della quota a carico del Comune.

Infatti la somma sarebbe stata in parte erogata con la raccolta di contributi della cittadinanza da parte del Comitato per un presumibile importo di lire 1.200.000, in parte con la destinazione della somma di lire 650.000 da ricavarsi dalla alienazione del fondo "VOTANO" di proprietà comunale, lire 500.000 sarebbero state distolte da un mutuo in corso di contrattazione, lire 550.000 con apposito contributo da stanziarsi nel bilancio 1969; per un totale di lire 2.900.000 (utilizzando l'indice ISTAT FOI sulla variazione dei prezzi al consumo, oggi corrisponderebbero a circa 26.500,00 euro)
Questa deliberazione fu poi inviata alla Prefettura che, nella seduta del 25 settembre 1968, la approvò nella sua interezza, riconoscendo l'opera come miglioramento del patrimonio del Comune e autorizzando la trattativa privata con la Ditta Giuseppe Ciocchetti che, tra l'altro, era già autore di tanti monumenti simili sparsi in tutta Italia.
La cerimonia di inaugurazione avvenne in "pompa magna" il 4 novembre 1968 con la partecipazione dell'On. Prof. Italo Giulio Caiati, Ministro per gli interventi del Mezzogiorno, S.E. il Prefetto di Lecce, S.E. Nicola Margiotta, Arcivescovo di Brindisi, e alla presenza di numerose autorità civili e militari sia provinciali che locali.
La statua accompagnerà per decenni la vita di tutti i guagnanesi e dalla sommità del suo piedistallo assisterà, purtroppo, impotente e muta all'inevitabile evoluzione della società e al depauperamento dei suoi valori.

Passano gli anni, altre iniziative vengono attuate per testimoniare il profondo rispetto e la doverosa riconoscenza a questi eroi.

Una vasta area dell'ingresso del cimitero comunale viene destinata alla sistemazione di una stele in pietra e alla piantumazione di centodue alberi, in file da sei, sistemati in modo esemplare - per allineamento e copertura - così come si addice nel campo militare; ognuno degli alberi, dedicato a un singolo caduto in guerra, riporta il grado e le generalità del soldato.

Inoltre, sull'edificio scolastico di via Provinciale, già intitolato al Sottotenente Benedetto Degli Atti, caduto durante la Grande Guerra del 1915-18, vengono poste delle grandi lapidi in marmo con incisi i nomi dei militari dispersi sui vari fronti nei quali persero la vita.

LA CADUTA

Nel frattempo trascorrono quasi quarantanni e, nonostante abbia intrinseca la grinta e lo spirito degli eroi e il suo metallo sia stato forgiato con la dura e coraggiosa fibra dei tanti giovani che ricorda, la Vittoria inizia ad avvertire l'inesorabile scorrere del tempo anche a causa della scarsa manutenzione ricevuta nel corso degli anni.
Il 26 settembre 2006 accade quello che agli occhi di tutti appare come il triste epilogo di un'opera innalzata in ricordo di un triste evento. L'enorme peso della statua non è una garanzia sufficiente a preservarne l'incolumità contro un tremendo temporale che scatena tutta la sua furia e la fa vacillare fino a rompere l'ormai esile perno che la àncora al piedistallo.

Una violentissima, rabbiosa, perfida e sleale raffica di vento ne provoca poi la sua rovinosa caduta spezzando materialmente le sue ali e annullando di colpo, alla Vittoria, il suo "volo" diretto alla perenne memoria dei nostri eroi. Inizia così quello che si può definire il calvario della "Vittoria abbattuta".

Viene malamente trasportata nell'ex macello ora divenuto deposito comunale. Durante queste fasi oltre ai danni subiti alle ali, si spezza anche il pugnale che viene abbandonato nelle vicinanze della statua. Il piedistallo invece diviene oggetto di sfogo della inciviltà di schiere di ragazzini.

Nel mese di maggio 2007, grazie ad alcune mie foto che evidenziano come il monumento sia letteralmente dimenticato e "buttato" per terra, a qualcuno fischiano le orecchie e si muove qualcosa.

Si ipotizzano alcune soluzioni: c'è chi propone di restaurarla, chi di "rottamarla", c'è chi ha già pronto un progetto per sostituirla con un altro monumento. Ma, come si sa, tra il dire ed il fare, è proprio il caso di dire, c'è di mezzo il mare. Trascorre l'estate 2007 e nulla si muove anche perché nel frattempo il Comune di Guagnano è commissariato. Il supplizio però sembra non finire mai.

Qualcuno, forse convinto della sua inutilità considerato lo stato di degrado, ha l'ignobile idea di ricavare qualche spicciolo dalla vendita del metallo della statua. Vengono drasticamente divelte e asportate le due ali e ciò provoca un enorme squarcio sulla schiena della Vittoria che ora, oltre che "abbattuta" e ferita, è anche "appiedata" e "disarmata".

Fortunatamente qualcun altro, con "coscienza", si accorge del misfatto e riesce ad
evitare l'irreparabile. Il Comandante di Polizia Municipale, Sandro Bianco, avvia una piccola indagine, mettendo sotto pressione quanti, per un motivo o per un altro, erano venuti a contatto con la statua, riuscendo a recuperare le due ali, "anonimamente" gettate in un cassonetto dei rifiuti nei pressi del cimitero.

Da quel momento, le due estremità rinvenute, verranno custodite all'interno del Comando della Polizia Municipale, anche se, per dirla proprio tutta, nemmeno qui saranno tutte rose e fiori. Il pugnale invece non verrà più ritrovato.

LA RINASCITA

Si arriva così alle elezioni dell'aprile 2008. Nasce un nuovo movimento politico giovanile che sceglie il suo simbolo ispirandosi proprio alla Vittoria. Potrebbe sembrare irrilevante per il prosieguo della vicenda invece non lo è. Infatti, il movimento giovanile, che risulterà anche tra i fattori determinanti per l'affermazione del Centro-Destra in paese, con la scelta di quel simbolo, diventa inequivocabilmente l'espressione di una volontà diffusa di riportare la statua al suo posto.

Siamo all'inizio di giugno 2008. Il neo Sindaco Fernando Leone, valuta le diverse possibilità sia consultando alcuni esperti esterni sia affidandosi all'esperienza di artigiani del posto. La scelta avviene nel giro di poco tempo. Viene incaricato del restauro un "mastro" del posto, Cosimo Guerrieri, 49 anni, che prima di poter mettere le mani su ciò che resta del monumento, deve subito confrontarsi ed affrontare lo scetticismo e la diffidenza di quanti, avendo visto le condizioni dell'opera, dubitano che si possa in qualche modo recuperare.

Ma il sig. Guerrieri non si perde d'animo sapendo di poter contare su un'esperienza professionale di oltre 37 anni.

Il pessimismo che lo circonda è un motivo in più per superarsi. Inoltre, cosa ancor più meritevole di gratitudine è il fatto che il suo lavoro e l'impegno profuso sono totalmente in forma gratuita, anzi lo stesso a lavori ultimati dichiarerà che, qualunque eventuale cifra di denaro ricevuta anche come semplice offerta, sarà devoluta alle famiglie bisognose così come promesso a sua figlia.

La statua viene trasportata nel suo laboratorio-officina in via Umberto I nr. 127. Dedica intere giornate di paziente lavoro a ricomporre fedelmente e riposizionare correttamente le ali nel loro originario alloggiamento. Colloca all'interno della schiena una protesi in acciaio per rinforzare l'intera struttura. Utilizza il poliuretano espanso per unire, con una saldatura chimica, i due differenti tipi di metallo. Ricostruisce la parte mancante della schiena posizionando una rete metallica e quattro lamine di rame che poi provvede a modellare. Ricerca e ripara attentamente le tante crepe presenti. Forgia un nuovo pugnale e crea un nuovo sistema di ancoraggio.

Terminato il lavoro di ricostruzione, si passa alla pulitura esterna del metallo. Con l'aiuto e la dedizione della moglie Antonella, attraverso l'utilizzo di una speciale cera,
la Vittoria viene ripulita da quella patina di smog e sporco che la ricopriva, facendole riacquistare lo splendore originale.

A metà luglio il restauro è terminato, ma la statua sarà una compagna privilegiata del sig. Guerrieri ancora per altri due mesi. Durante questo periodo nei suoi occhi si legge chiaramente la soddisfazione per aver compiuto l'impresa. È giusto ricordare che il suo primo contatto con la statua ha origini lontane: quando frequentava la classe V^ alle scuole elementari di via Duca D'Aosta ebbe l'occasione di prendere parte, il giorno dell'inaugurazione della statua, al picchietto formato dagli alunni.
Giungiamo così al 26 settembre 2008, quando la statua viene ricollocata.
Una data che racchiude in sé un significato particolare: sono trascorsi esattamente due anni dall'allontanamento forzato della statua dall'interno della Villa Comunale.
La scelta di questo giorno sembra voler ricreare un collegamento con il passato, quasi a voler immaginare di fare un salto indietro e cancellare questi due anni di oblio e di silenzio.

Il primo segno di riconoscimento per il sig. Guerrieri arriva dall'Arma dei Carabinieri. Il Comandante della Stazione di Guagnano, Maresciallo Matteo De Luca, che ha seguito da vicino le fasi del restauro, rende merito all'artigiano scortando l'opera in sirena per le vie del paese fino a destinazione.

Il giorno seguente, alla presenza del Sottosegretario al Ministero dell'Interno On. Alfredo Mantovano, del Sindaco e dell'intera Amministrazione Comunale di Guagnano, del Parroco, delle Autorità civili e militari provinciali e dell'Associazione Combattenti e Reduci di guerra, si procede così, per la seconda volta, all'inaugurazione della statua all'interno di una villa vestita a festa.

L'occasione è tra quelle da immortalare e raccontare negli anni a venire, non solo per la festa in sé ma, soprattutto, per rinvigorire la coesione e l'identità di essere italiani e per non dimenticare le giovani vite che, per donare a noi la libertà, sono state spezzate dall'odio.

La Vittoria è per gli Eroi di guerra, ma non solo.

E' il simbolo anche di chi, ancora oggi, seppur in un'epoca definita forse in modo
beffardo di pace, spinto da nobili ideali arriva al gesto estremo e diviene suo malgrado un eroe del nostro tempo. Il riferimento è chiaramente rivolto a tutti coloro che, nell'eterna lotta tra bene e male, arrivano a sacrificare la vita per garantire e mantenere la democrazia in Italia o che partono per i più disparati scenari internazionali per portare la pace e la libertà alle popolazioni oppresse.

La Vittoria Alata ricorda anche loro.

Corre l'anno 2008, la Cina ospita per la prima volta le Olimpiadi, l'Italia di Donadoni è eliminata ai rigori agli Europei di calcio, il Lecce è di nuovo in serie A, la benzina è alle stelle, Guagnano ha un nuovo Sindaco e la Vittoria, con le sue Quaranta primavere alle spalle, ha ripreso a librarsi in volo.

Note sull'autore

Andrea Tondo è nato a Lecce il 05 dicembre 1977, vive a Guagnano insieme ai suoi due figli. Nel 1996 consegue il Diploma di Ragioniere - Perito Commerciale. L'anno successivo, dopo aver ottenuto l'attestato di specializzazione professionale in tecniche di marketing, si è arruolato nella Polizia di Stato, dove a tutt'oggi presta servizio col grado di Assistente. Negli ultimi anni ha sviluppato la passione per la fotografia e per il giornalismo che pratica in forma amatoriale collaborando con alcuni siti di informazione locale ottenendo notevoli apprezzamenti per gli argomenti trattati.

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