"La sposa del chiostro": il libro di Sara Foto Sciavaliere

Presentazione de "La sposa del chiostro" di Sara Foti Sciavaliere (Il Raggio Verde), in concomitanza con la mostra "Inner Solo exhibition", venerdì 10 luglio 2020, alle ore 19, a Lecce, presso l'ex Conservatorio di Sant'Anna. Dialoga con l'autrice la giornalista Antonietta Fulvio.
La presentazione sarà introdotto da una breve visita sui passi di alcuni personaggi nella Lecce tra '700 e '800 (la partecipazione è gratuita, ma a numero limitato pertanto è preferibile prenotarsi su WhatsApp al 347 1917943). Partenza della visita guidata da Piazzetta Castromediano, alle ore 18.

La Sposa del Chiostro’ il "romance" di Sara Foti Sciavaliere edito da Il Raggio Verde. In copertina, un particolare dello stemma di Palazzo Lubelli fotografato da Dora Foti Sciavaliere autrice anche degli scatti di alcuni luoghi simboli di Lecce che come filigrana si insinuano tra le pagine del romanzo.  

 Un intreccio avvincente e una lettura fluida e appassionante che attraversa i luoghi e accompagna il lettore sorprendendolo fino alla fine. Questo è La sposa del chiostro di Sara Foti Sciavaliere. La narrazione è incentrata sulla figura di Virginia Bentivoglio, una filia matris ignotae, che per sconosciute ragioni incontra la benevolenza di Madre Matilde, l’Abadessa del monastero delle Benedettine di Lecce, la quale la vorrà con sé tra le educande dai nobili natali e le maldicenze bisbigliate nel silenzio del chiostro. Ambientato a cavallo tra XVIII e XIX secolo, le vicende dei protagonisti si inseriscono nel contesto storico che scaturisce dal burrascoso periodo repubblicano del 1799 fino alla cacciata dei francesi nel maggio 1802 – quando appunto Virginia metterà piede fuori dal monastero di San Giovanni Evangelista – per poi assistere al ritorno del governo napoleonico nell’epilogo del romanzo, con un inaspettato colpo di scena.

«L’abilità di Sara – scrive in prefazione il giornalista Raffaele Polo -  è quella di far confluire una appassionante vicenda d’amore in una plausibile scena storica che privilegia la fine del diciottesimo secolo e ambienta nel Salento attuale la vita e le pulsioni dei protagonisti che si muovono in una Lecce (e in una Gallipoli) credibilissima e senza sbavature, più vicina all’attuale capoluogo di Terra d’Otranto di quel che si possa pensare. Ma, in questo avvincente romanzo, la storia la cultura la tradizione il gusto per i particolari più intriganti sono amalgamati con sapienza e hanno tutto il fascino della riconferma piacevole di ciò che avevamo sentito ma era poi mancata l’occasione per dilungarci sull’argomento… Un esempio mirabile è la manifattura dei dolcini di pasta di mandorla con la faldacchera, un episodio che, tuttora, fa parte dei più genuini momenti di vita leccese…» 

 

Sinossi

Virginia Bentivoglio è una filia matris ignotae, che per sconosciute ragioni incontra la benevolenza di Madre Matilde, l’Abadessa del monastero delle Benedettine di Lecce, la quale la vorrà con sé tra le educande dai nobili natali e le maldicenze bisbigliate nel silenzio del chiostro. Quando però sarà una postulante, a un passo dal noviziato, la Madre abadessa spingerà la giovane Virginia fuori dalle mura di San Giovanni Evangelista, affidandola alle cure di una benefattrice, la baronessa Celeste Lubelli. Le ragioni che muovono Madre Matilde non sono ancora chiare alla ragazza, a disagio fuori dal chiostro, finché nel corridoio di palazzo Lubelli incontra Giulio Tafuri, il fratello di Donna Celeste, che la porterà a scavare più a fondo dentro di sé e l’aiuterà a rintracciare quel suo passato ignoto, la verità che aveva preceduto il suo abbandono alla ruota dei gettateli.
“La sposa del chiostro” è un romance storico, ambientato in Terra d’Otranto, principalmente a Lecce con qualche incursione a Gallipoli, a cavallo tra XVIII e XIX secolo. Le vicende dei protagonisti si inseriscono nel contesto storico che scaturisce dal burrascoso periodo repubblicano del 1799 fino alla cacciata dei francesi nel maggio 1802 – quando appunto Virginia metterà piede fuori dal monastero di San Giovanni Evangelista – , per poi assistere al ritorno del governo napoleonico nell’epilogo del romanzo, con un inaspettato colpo di scena. Seguire le vicende dei protagonisti significa anche camminare accanto a loro per le vie di una Lecce sulla soglia dell’Ottocento, guardare con i loro occhi una città che potrebbe rimandare a quella di oggi seppure in buona parte non aveva ancora subito le modifiche urbanistiche che seguiranno un secolo dopo e ricostruire per piccoli aneddoti fatti poco noti ma che sono tessere di una storia più ampia della città e del territorio.

 

L’Autrice

Vissuta tra Calabria e Sicilia, ma di origini pugliese da parte materna, ha deciso di mettere radici in Salento, anche se in verità non abbandona del tutto il suo “nomadismo” per ragioni professionali. Laureata in Lettere Moderne con indirizzo artistico, è guida turistica e giornalista, da sempre con un grande passione per la scrittura. Redattrice per la rivista online “Ripensandoci.com” sulle tematiche di genere, collaboratrice della rivista telematica “Arte e Luoghi”, della rubrica Itineraria di “Pink Magazine Italia” e blogger per “AgorArt”. Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati in antologie, poi un romanzo breve, “L’altra metà del mio cielo” (Delos Digital, 2017), e il romance storico “Il profumo dei gelsomini” (Pink Books, 2019).

 

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