La storia di Lecce si racconta attraverso i giornali salentini

  • Dove
    Convitto “G. Palmieri”
    Indirizzo non disponibile
  • Quando
    Dal 25/11/2020 al 25/12/2020
    Orario non disponibile
  • Prezzo
    Prezzo non disponibile
  • Altre Informazioni
La sezione dell’”Emeroteca Salentina”, all’interno della Biblioteca “N. Bernardini” di Lecce, comprende oltre cento testate di giornali (dal “Cittadino Leccese” del 1861) ed è legata, soprattutto, all'attività di Nicola Bernardini, direttore dal 1902 al 1928.  Alla parte “cartacea”, si affianca, da diversi anni, l’”Emeroteca Digitale della Puglia”, un progetto cui la biblioteca leccese ha dato un rilevante contributo.
La collezione “digitale”, a carattere regionale, comprende, a sua volta, circa novecento testate di periodici posseduti dalle biblioteche pugliesi. Lo scopo è di presentare una selezione di giornali stampati in Puglia o, comunque, attinenti al nostro territorio, nel periodo che va dagli inizi del diciannovesimo secolo alla metà di quello successivo. La stampa locale, infatti, testimone preziosa della vita economica, politica e sociale, continua a essere un patrimonio raro che va salvaguardato, ma anche ulteriormente valorizzato, per permettere a chiunque di indagare il passato della nostra regione.
Di notevole interesse, all’interno della raccolta, oltre a diversi “fogli unici” o testate che ebbero vita breve, possiamo trovare “La Gazzetta delle Puglie”, “Il Corriere Meridionale” (diretto proprio da Nicola Bernardini), “L’Ordine”, “Il Propugnatore”, “Il Messaggero Salentino”, “Il Cittadino Leccese”, “La Regione Salentina”, “La Provincia di Lecce”. 
Si tratta, dunque, di una grande opportunità, per gli studiosi salentini e per tutti quelli che volessero approfondire e conoscere la storia del nostro territorio: i giornali conservati nell’”Emeroteca Storica Salentina” costituiscono, di fatto, la “memoria” delle nostre comunità, perché testimoni diretti di quegli eventi e di quei periodi che “avrebbero fatto la storia”.
Infatti, proprio attraverso la lettura degli storici periodici salentini, diviene possibile, in qualche modo, “rivivere” i grandi accadimenti degli ultimi centocinquant’anni, grazie a quei giornali che stavano raccontando “in diretta” proprio quegli avvenimenti. In un’epoca in cui non esistevano altri canali d’informazione, erano proprio i giornali, gli strumenti privilegiati che permettevano ai cittadini di ottenere informazioni su quanto accadeva in Italia e nel mondo.
Un fascino molto particolare, quindi, quello che l’”Emeroteca Storica Salentina” può riservare ai suoi utilizzatori: il “profumo della storia” che si libera dalle pagine ingiallite e preziose dei giornali d’epoca. Anche per questa ragione, perciò, la Biblioteca “N. Bernardini” vorrà proporre questo suo “gioiello” agli studenti delle scuole salentine, ovviamente quando le condizioni lo permetteranno. Si pensi, per esempio, alla possibilità che avrebbero i ragazzi di poter studiare i grandi eventi storici degli ultimi due secoli attraverso “fonti” così dirette e privilegiate.
L’attuale emergenza pandemica sta, ovviamente, limitando l’utilizzo di un po’ tutti i servizi bibliotecari: quando, però, la situazione tornerà “normalizzata”, proprio l’”Emeroteca Storica Salentina” potrà rappresentare uno dei più preziosi “biglietti da visita” della “Bernardini”; la Biblioteca potrà, quindi, tornare a essere il punto di riferimento degli studiosi locali, mettendo in mostra le sue collezioni uniche, strumenti indispensabili per conoscere la storia del nostro territorio.
Un’opportunità che, probabilmente, i leccesi, e i salentini più in generale, conoscono poco: una sorta di “tesoro nascosto” che, appena possibile, dovrà tornare a essere utilizzato e apprezzato. Proprio in questi mesi, Gabriele De Blasi, “storico” bibliotecario della “Bernardini”, sta cercando di riordinare le raccolte dell’Emeroteca. “Un lavoro non facile, certamente lungo e con poco tempo a disposizione”, rileva De Blasi, “portato avanti, però, con la passione e l’amore di chi è cosciente di avere tra le mani la “storia” della propria città, da voler condividere con chiunque sia accomunato dagli stessi sentimenti”.
Tutto ciò, all’intermo della “nuova” Biblioteca, ospitata dal monumentale complesso del Convitto “G. Palmieri”: “Questo posto è, ormai, diventato un luogo culturale per eccellenza, un posto ‘unico’, in cui la storia può facilmente convivere anche con i desideri dei giovani salentini, alla ricerca di un ambiente ‘ideale’ in cui poter studiare”, conclude Gabriele De Blasi. “La speranza, naturalmente, è quella che, molto presto, le storiche sale della Biblioteca possano tornare a riempirsi di gente, accogliendo, al contempo, le esigenze di studio dei più giovani, insieme alla voglia di conoscenza di quanti vorranno riappropriarsi della storia del nostro territorio”.

 

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