Terzapagina. Ironia e musica d'autore, Daniele Silvestri incanta il Salento

La tappa leccese de "Il bisogno di rock" è un connubio di emozioni e divertimento, grazie anche alla superband sul palco. Il tormentone scioglilingua "Stizziscitici" e il coro di "A bocca chiusa", immagini di un live coinvolgente

LECCE - Originale lo è sempre stato. Sin dalla prima apparizione a Sanremo, con "L'uomo col megafono", passando da "Salirò", diventato un tormentone corredato da singolare coreografia, e "La paranza", consolazione perfetta per un amore naufragato, fino all'ultima "A bocca chiusa", chicca preziosa dell'ultimo festival nazional-popolare. Il ritorno di Daniele Silvestri, nel Salento, per l'ultima tappa della rassegna "Sud Est indipendente" non ha deluso le aspettative, regalando ancora una volta (per chi conosce la generosità del cantautore romano nei live), uno spettacolo divertente e di alto livello.

Merito del clima disteso sul palco, dove tutti sembrano davvero divertirsi, e della super band messa in campo per il tour "Il bisogno di rock", con l'aggiunta di Rodrigo D'Erasmo, Guglielmo Gagliano e Massimo Giangrande. Ma il valore aggiunto è dato dalla qualità delle canzoni dell'artista, che ha sempre saputo unire brani istrionici ("Il bisogno di te", "Amore mio", "Salirò", "Gino e l'Alfetta"), a pezzi impegnati ("Cohiba", "Il mio nemico", "L'appello"), a ballate dalla indubbia qualità testuale (come "Sornione", "Sono io", "Il viaggio", "L'autostrada"). E poi il suo rapporto simbiotico con il Salento, che ha ispirato un brano de "Il dado", è emerso ancora una volta con evidenza.

C'è, però, un vero e proprio caso musicale, che, fuori dalla cronaca del concerto, merita speciale attenzione: in un'estate senza prorompenti ritornelli da canticchiare, forse la palma del "tormentone" viene proprio dall'ultima trovata di virtuosismo linguistico dell'eclettico cantautore. Nel tour, infatti, è stato inserito in scaletta un brano sugli scioglilingua nei territori, costantemente aggiornato, che suona come una sfida a singolar tenzone alla pronuncia: si tratta di "Stizziscitici", lanciato peraltro lo scorso 2 agosto sulla piattaforma di ascolto musicale "Spotify".

Ironia pura, dentro le pieghe del gioco di parole, che è una ossessione stilistica per Silvestri (un po' come il ballo o le scarpe nei film di Moretti), ma che, tra capre, vescovi, tigri, kiwi, fratelli indù, diverte e trascina, con il paradosso che da rompicapo il brano sa trasformarsi in un vero rito liberatorio. Rompicapo che nel Salento si scontra con conti ed interrogativi: "Tegnu tridici ciciri fritti intra a tridici piatticeddhri. Tie li tieni tridici ciciri fritti intra a tridici piatticeddhri?".

Tornando al concerto, il momento di maggiore impatto emotivo è stata l'interazione collettiva del pubblico salentino rigorosamente "A bocca chiusa". Significativa anche la presenza di Massimo Donno, giovane cantautore locale, che ha aperto la serata con alcuni brani del suo "Amore e marchette", edito dagli "Ululati" di Cosimo Lupo.

Quanto al festival "Sud Est indipendente", infine, la doppia tappa con Kings of Convenience e Silvestri conferma la formula vincente di un appuntamento, firmato da Coolclub: una felice esperienza che continua ad offrire al capoluogo salentino buona musica e spettacoli di qualità.

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