Terzapagina. InCanto di Natale per valorizzare la lingua e la cultura grika

Ultima tappa del progetto promosso dal Comune di Soleto, con la Regione Puglia e l'Unione Grecìa salentina. Tra gli ospiti Antonio Melegari, Andrea Stefanizzi, Ninfa Giannuzzi e i bambini del laboratorio sul canto della Strina

SOLETO - Ultima tappa del progetto di valorizzazione e salvaguardia della lingua e cultura grika a Soleto, stasera, dalle ore 19 (ingresso gratuito), presso le sale del convento dei Frati Minori con InCanto di Natale: il progetto è promosso dal Comune di Soleto, con il sostegno della Regione Puglia e dell’Unione dei Comuni della Grecìa salentina.

La serata prenderà il via con una processione di zampognari nel centro storico del paese, che partirà da Porta San Vito e terminerà al convento dei Frati Minori. Subito dopo spazio all’esibizione, coordinata da Antonio Melegari e Gigi Russo, dei bambini delle classi elementari e medie che, durante il mese di dicembre, hanno partecipato al percorso formativo, esperienziale, laboratoriale e spettacolare sul canto della Strina.

Alle 19.45 sarà la volta dello spettacolo “Strina e canti natalizi”, sempre con Antonio Melegari, che, affiancato da Andrea Stefanizzi, Stefano Calò, Gigi Russo e Manuela Amerì, proporrà un corpus di canti popolari di Natale. Lo spettacolo nasce da un’accurata ricerca che vede i contributi, tra gli altri, di Daniele Durante e Luigi Chiriatti, ma soprattutto dall’esigenza di tramandare e proporre a pubblici diversi, in nuovi contesti, i canti del periodo. Il repertorio proposto è un viaggio tra canti, cunti e filastrocche e canti di tradizione orale.

A seguire la proposta natalizia dei Totarella, con un repertorio tradizionale del Pollino. Totarella è, infatti, il nome attribuito dalle genti del Pollino all’oboe popolare, strumento che accompagna abitualmente la zampogna a chiave. Il suo suono è acuto, è come un grido che irrompe nell’aria a risvegliare nelle nostre coscienze un’identità culturale sopita, ma mai rimossa. Il repertorio nasce da un lavoro di ricerca e raccolta dei pezzi della tradizione, ma soprattutto dall’esperienza di vita che ha portato a raccogliere direttamente, senza filtraggi accademici, l’eredità musicale pastorale e contadina naturalmente trasmessa dalla generazione che ci ha preceduti, non trascurando in alcuni brani le suggestioni e i ritmi della musica mediterranea.

Chiuderanno la serata, intorno alle 20.45, Ninfa Giannuzzi e Valerio Daniele con lo spettacolo “Kalò Bambinuddhininfa giannuzzi.-2-2 un repertorio di canti e ninne nanne del periodo, legato alla lingua e alla cultura grika. Il Canto della Strina è un rituale di questua appartenente al ciclo di canti relativi al periodo Natale/Epifania e più precisamente al Capodanno. Un periodo di tempo e di festa che una volta veniva interpretato e raccontato da intere compagnie di musicanti, cantatori e suonatori, che occupavano l’intero territorio salentino, spostandosi poi da un paese all’altro, da una masseria all’altra, di festa in festa, portandosi dietro i loro strumenti, i loro canti, le loro storie e tradizioni. Insieme portavano il racconto della nascita e dell’infanzia di Gesù Bambino, e altre avventure più o meno sacre, ma comunque fatte di angeli, pastori, Re Magi, miracoli e quant’altro.

La strina veniva eseguita generalmente da una o più persone accompagnate da un’orchestrina di strumenti: organetto, cupa-cupa, violino, tamburello e triangolo. Perduta la sua sacralità oggi questo canto viene ripreso e rifunzionalizzato in termini di pura fruizione spettacolare. Finalità del laboratorio è stata offrire un bagaglio di conoscenze legate alla lingua, ritualità e tradizione grica. Approfondire le tematiche legate al canto orale e agli usi e costumi legati al mondo contadino rurale in modo da salvare la memoria di quello che si è stati, ma anche ritrovarsi perché nel rito e mito prendono forma immagini della vita.

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