Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cultura

Terzapagina. "Banjara", viaggio di suoni, tradizioni nomadi e spiritualità

Gli Almoraima raccontano i tratti della propria originale musicalità e il secondo lavoro discografico: "In noi una naturale predisposizione alla multietnicità del suono". E intanto esce il videoclip di "Tangos de Pepico"

foto Massimiliano Morabito

MARTANO - Un nuovo video per gli Almoraima: girato in occasione del concerto del 1° maggio a Kurumuny (Martano), e nella masseria Le Quattro Macine, il video è prodotto da AnimaMundi con il sostegno di Puglia Sounds e realizzato dal collettivo salentino Meditfilm, con un particolare montaggio dinamico che risalta la ricchezza della musica degli Almoraima.

Tangos de Pepico è un brano della tradizione flamenca andalusa, reso celebre da Estrella Morente e reinterpretato dall'ensemble multietnico salentino nel suo nuovo album Banjara, pubblicato da AnimaMundi il 10 giugno scorso e già ben accolto dal pubblico, dove il flamenco zingaro andaluso abbraccia la musica araba e i suoni del Medio Oriente. Banjara è disponibile su www.suonidalmondo.com, nei negozi di musica e in download digitale. Il disco segue il fortunato Amor gitano con cui l'ensemble salentino guidato dal chitarrista Massi Almoraima esordì nel 2010, giungendo alla ristampa nel giro di un anno.

Con un'accentuata propensione a mescolare più culture Banjara si muove tra flamenco, musica araba e inflessioni sonore medio orientali grazie ad arrangiamenti equilibrati, in cui la sezione ritmica coesa di percussioni, chitarra e contrabbasso costruisce groove corposi sui quali le voci, la viola fascinosa ed espressiva e la stessa chitarra disegnano lirismi preziosi. La virilità di brani flamenco come “Tangos de Pepico”, “Jaleos”, e “Rumba catalana” incrocia così un'espressività intrisa di afflato arabeggiante in “Banjara”, “Bolero di Titì”, “La pastora”, “Rumba pà”.

E proprio sui temi di "Banjara", promosso con il sostegno di Puglia Sounds Record - Po Fesr Puglia 2007/2013 Asse Iv - Investiamo Nel Vostro Futuro, è nata la conversazione con i componenti del gruppo, che hanno raccontato il progetto musicale.

È uscito da circa un mese "Banjara", album che segue il primo "Amor gitano". Sarà un'estate di promozione del disco e di appuntamenti live. Quali sono le tappe in programma del vostro tour?

"Ecco le date in aggiornamento durante le quali l'ensemble Almoraima esegue i brani del suo ultimo album Banjara: 20 luglio – Hotel Meraviglia, Giovinazzo (Ba); 27 luglio – Cantine Menhir, Minvervino di Lecce; 1 agosto – Parco in festa, Marina Serra, Tricase (Le); 3 agosto – Vino è musica, Grottaglie (Ta); 4 agosto – Birra sound Festival, Leverano (Le); 10, 17, 24 agosto – Cantine Menhir, Minervino di Lecce; 31 agosto – Hotel Meraviglia, Giovinazzo (Ba); 4 settembre- Film found Festival, Otranto. A metà ottobre 2013 poi è previsto un nuovo tour in Rajasthan (India) dal titolo 'Spirit of the desert'; 18 ottobre Jodhpur  - forte Mehrangarh; 22 ottobre Udaipur – City palace; 25 ottobre Jaipur- Fort Pachewar ; 27 ottobre Pushkar -Amber fort; 30 ottobre New Delhi  -istituto di cultura italiano"

Se dovessi definire sinteticamente "Banjara" questo lavoro, come proveresti a descriverlo?

"Banjara è un viaggio denso di suoni e tradizioni nomadi, di energia e spiritualità, di riti, movenze e ritmi che richiamano mondi lontani. Sentieri d'Oriente tracciati attraverso le orme lasciate nella sabbia da una carovana gypsy che dal deserto dei Thar attraversa il mediterraneo approdando in Andalucia, fondendo elementi di due mondi e tradizioni musicali: l’arabo orientale e il flamenco zingaro andaluso arrangiati per la maggiore in maniera modale, utilizzando palos quali la bulerias, la soleà, il tangos, il bolero, il fandangos e la rumba gitana".

Ascoltando i brani che compongono il disco, si coglie un continuo susseguirsi di mescolanze di varie culture musicali dove il flamenco s'incontra con le sonorità arabe e medio orientali. Quanto è essenziale nel vostro progetto questa "indagine" dei suoni possibili?

"Più che di 'indagine' dei suoni possibili, che senza dubbio è parte integrante del sound, parlerei di una naturale predisposizione legata alla multietnicità del gruppo che attraverso le sue diversità culturali esprime suoni e visioni dai luoghi di appartenenza di ognuno. Oltre a questo  la possibilità di collaborare con artisti come Said Tibari (Marocco), Chabi Abdulrahman (Arabia Saudita),Sayari Sapera (Rajasthan) e khugge Khan (Pakistan), ha permesso  al gruppo di avvicinarci sempre di più alle sonorità mediorientali abbracciandole  ed esprimendole pienamente  in questo  nuovo lavoro discografico".

Com'è nata l'idea di un progetto così innovativo rispetto alla musica che va per la maggiore nel Salento? Quale, invece, il vostro obiettivo: la creazione di un suono tutto vostro, riconoscibile o insistere nella sperimentazione?

"Il progetto nasce da  un’idea di Massi Almoraima, leader del gruppo che dal 2004 ha intrapreso una ricerca sulla tradizione musicale gitana focalizzandosi in particolar modo sulle varie connessioni  musicali che si sono create con essa in terra andalusa. L’obiettivo sin dall’inizio è stato quello di esprimere emozioni in musica attraverso composizioni originali influenzate da sonorità flamenco e medio orientali, portando alla luce composizioni come Camino nel desierto, Luna negra, La luz y la sombra, Jaleos o il Bolero di Titì solo per citarne alcuni".

Dal punto di vista degli strumenti e degli arrangiamenti, quali sono le novità di "Banjara" e quali le evoluzioni rispetto ad "Amor gitano"?

"L’apporto di strumenti acustici quali il contrabbasso, la viola, il riqq e  l’oud che incarna l’essenza stessa della cultura musicale araba hanno indubbiamente inciso molto sul sound di questo nuovo lavoro discografico. L’evoluzione nasce da una ricerca musicale e culturale che abbiamo intrapreso sin dall’inizio della nostra carriera partendo dall’Andalusia (Amor Gitano) in un viaggio a ritroso  sia fisico che musicale verso il lungo percorso che il popolo gitano ha intrapreso dal nord dell’India fino alla Spagna passando da Egitto, Persia e Turchia".

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