Sabato, 31 Luglio 2021
Cultura

Terzapagina. "La casa del sale. Storie di un altro Salento" di Wilma Vedruccio

Venerdì 29 novembre, all'ex convento degli Agostiniani a Melpignano, alle 19, presentazione ufficiale dell'antologia di racconti, che narrano di un tempo sospeso nello spazio dell'anima, appena uscito per le edizioni Kurumuny

MELPIGNANO - Venerdì 29 novembre (ore 18 - ingresso gratuito) nelle sale dell'ex Convento degli Agostiniani a Melpignano si terrà la presentazione ufficiale de "La casa del sale. Storie di un altro Salento", un'antologia di storie e racconti di Wilma Vedruccio, che narrano di un tempo sospeso nello spazio dell'anima, appena uscito per le edizioni Kurumuny. Dopo i saluti del sindaco del comune griko, Ivan Stomeo, interverranno, oltre all'autrice, Giuseppe Resta (operatore culturale) e Giovanni Chiriatti (Kurumuny). A seguire reading di Lucio Toma.

La casa del sale è un Salento fatto di tramonti infiniti, goduti fino al momento in cui anche l'ultima briciola di sole si spegne nel mare, nell'attesa di tornare a goderne ancora e ancora. I racconti si fanno trama e si intessono l'uno nell'altro in un finissimo ricamo di storie e di personaggi, come un corredo antico, di quelli lavorati al telaio. Sullo sfondo, una terra i cui contorni si sfumano fino a disegnare un paesaggio mitico o, forse, uno di quei luoghi irreali che appartengono all'anima.

È difficile quanto inutile cercare il confine tra racconti e ricordi autobiografici ai quali l'autrice attinge come da uno scrigno segreto nel quale custodisce frammenti preziosi che diventano nella scrittura ricami di arazzi introvabili. Il libro è diviso in cinque sezioni: ritratti, fantasticherie, naturalia, istantanee, miscellanea. A ognuna corrisponde una raccolta di scritti su argomenti diversi e davvero dei più vari: dall'arte alla musica, dall'autobiografia al sogno. E così l'autrice ci accompagna in un Salento che a volte si fa paesaggio ben definito, territorio con tutte le sue delizie e le sue croci, a volte sfuma fino a diventare un anfratto nascosto dell'anima.

Nell'ultima parte del libro, l'autrice ha voluto ospitare alcuni racconti di un caro e giovane amico, Lucio Toma, la cui scrittura ben si integra con il resto dell'opera. Senza nessuna frattura, gli ultimi tre racconti costituiscono una sorta di epilogo in bilico tra sogno e realtà.

Wilma Vedruccio è appassionata di tradizioni popolari e ferma sostenitrice del recupero della sua terra, ricca per natura, storia e cultura. Ama intensamente la vita cogliendone la bellezza nella natura, nella saggezza di chi opera per la salvaguardia delle cose semplici e vere. Attivissima sul web con lo pseudonimo di Mitilo Salentino.

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