Cultura

Terzapagina. "A nido d'ape". L'anima laboriosa di un Salento al femminile

Un'idea corale, curata da sei giornaliste, ma divenuta un disegno collettivo di voci: un libro in formato tascabile e con finalità benefica, pubblicato da Edizioni Esperidi, che racconta le storie delle donne di un territorio

LECCE - I ronzii nelle notti d'estate possono essere estremamente fastidiosi. Eppure ce ne sono alcuni inaspettati che compongono una melodiosa armonia. Li ritrovi tra le righe di un libricino dal formato tascabile, dove donne raccontano di altre donne. E lo fanno "A nido d'ape", come in un intreccio minuzioso e scrupoloso di dettagli, per tessere ritratti della laboriosità femminile di un territorio.

Un'idea corale, curata da sei giornaliste (Fabiana Salsi, Ilaria Marinaci, Ilaria Lia, Daniela Pastore, Valentina Murrieri e Serena Costa), ma divenuta un disegno collettivo di voci che, nel suo formato semplice di 94 pagine e pubblicato da Edizioni Esperidi (col patrocinio della consigliera di parità della Provincia di Lecce e il contributo di Vestas Hotels & Resorts), prova a rivelare la potenzialità espressa di un Salento tutto al femminile, fatto di progetti, sogni, battaglie da affrontare e successi personali.

Sono quaranta i profili di donne, tratteggiati con cura da altrettante abili giornaliste: vicende che si incontrano e si contagiano, arricchendo di tasselli un mosaico di vissuti raccolti e rivisitati attraverso la lente d'ingrandimento delle narratrici. Sono volti che puoi guardare negli occhi anche senza averli mai visti prima, ora solcati dalle proprie esperienze, ora sorprendentemente vitali; comunque rivestiti di una luce diretta che ogni singola penna ha saputo proiettare su di loro.

Il risultato è un'umanità da incontrare e attraversare: dalla tedesca adottata dal Salento alla suora manager, da chi ha fatto della bellezza la sua carta vincente alla grapich e information designer, dalla vaticanista a chi segue il fascino della cultura per amare i libri e la vita. E ancora artiste, musiciste, scienziate, fotografe, parlamentari, professioniste o volontarie dedite al sociale, alla difesa della legalità o della parità di genere, in trincea contro le violenze; filosofe del peso di Michela Marzano, donne che si affacciano con profezia sul futuro, campionesse delle sport, come Flavia Pennetta, che affrontano l'esistenza con la decisione di un rovescio. Con il piglio dell'ufficiale biondo in mimetica, che mette in riga gli uomini, o con l'armoniosità dell'anima contadina, sino al sorriso della sirena di Porto Cesareo dal "cuore tenero che sa di onde pulite".

Un alveare di storie quotidiane. Dell'impegno "senza rumore", dove l'operosità delle api muta il senso ad una stagione. Perché, come scrive Valeria Blanco, in uno dei profili più suggestivi, "i grandi cambiamenti si fanno in silenzio".

Il secondo binario descrittivo è quello delle giornaliste narranti, che si raccontano nei fatti altrui, spesso con ironia, uscendo dal "complesso del cronista" e regalando un pezzo della propria interiorità al lettore. Molte le incontri nelle conferenze stampa affollate, altre in quelle per "soli irriducibili", alcune le conosci solo di vista o le hai potute osservare attraverso il tubo catodico o un social network.

Ma anche qui scorre una carrellata di umanità, che hai la voglia di percorrere: dall'inguaribile sognatrice al cocciutissimo capricorno, da chi ha prenotato un posto alternativo in teatro nel tempo dell'incertezza a chi si prepara ad addobbare la stazione, in attesa di un treno giusto (e, forse, della biglietteria aperta). Passando per chi ha la valigia pronta per il viaggio ma finisce a frequentare gli stessi luoghi. Dalle penne raffinate, avvezze alla scrittura di libri, a chi si commuove leggendo le poesie di Nazim Hilkmet e Alda Merini; dalla salentina doc che, in un'altra vita era una cantante gospel, a chi resta iscritta all'Enpals, perché ad un futuro da cantante ci fa ancora qualche pensiero.

Da chi ama la combinazione una e trina (astrologia, animali e Rolling Stones) a chi si accontenta del binomio "cioccolata-mare" e chi, invece, a Calvino e Pasolini sa abbinare il rock graffiato di Springsteen e il progressive dei vecchi Genesis. Dalla "tipica ragazza della morta accanto" alla "psicologa (mancata) e giornalista (in divenire)"; chi ha nell'empatia e nella lettura dell'alterità il suo pregio e il suo tallone di Achille e chi, tra un sorriso contagioso e uno sguardo imbarazzato, tiene saldamente chiuso nel cassetto un sogno. Dalla "mater gemini" dei gemelli più social del web all'equilibrista della vita, che si mette in gioco senza perdere il sorriso.

Non basterebbe una Terzapagina intera, insomma, per approfondire tutto quel che di buono c'è nel mondo di "A nido d'ape". A partire dalla preziosa copertina, concepita da uno scatto di Jessica Niglio, che nella fotografia ha trovato un diario alternativo alla parola, con cui trasmettere bellezza ed emozioni all'occhio altrui.

Il volume, come precisa nell'introduzione, Fabiana Salsi, non ha pretesa di esaustività né offre una "mappatura" completa delle donne "eccellenti": il tentativo, semmai, è raccontare un pezzo di storia locale, scavando nel segreto della forza di grandi donne che si sono affermate nella vita e nel lavoro. "Date alle donne occasioni adeguate e sapranno fare di tutto" recita una citazione di Oscar Wilde. Questo libro lo testimonia.

C'è un ultimo punto non trascurabile: si tratta di un'opera dalla finalità benefica, in quanto l’intero ricavato delle vendite sarà devoluto all’associazione “Per un sorriso in più Onlus” che supporta l’Unità operativa di Oncoematologia pediatrica del “Vito Fazzi” di Lecce.  Perché le autrici e le curatrici sono convinte di quanto amava ripetere il segretario di Stato americano, Madeleine Albright, ossia che "c'è un posto speciale all'inferno riservato alle donne che non aiutano le altre donne".

Questo lavoro forse non sarà la caparra sulla certezza del paradiso, ma lo rende più vicino soprattutto se, tra le tracce di umanità presentata, spunta il sorriso di un bimbo. Per questo, "A nido d'ape" resta un'occasione anche per i lettori uomini. Sarebbe un peccato sprecarla pure nell'Aldiquà.  

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