Cultura

Terzapagina. "Sotto casa". Ritmo, sentimenti e poesia tra le note di Max Gazzé

Dieci le tracce contenute nell'ottavo album in studio del cantautore romano: suoni spesso elettronici, velatamente rock, spazio alla complessità dei sentimenti e riferimenti alle cronache quotidiane. Testi e musiche di qualità

@TM News/Infophoto.

Eclettico, poetico, estroso, Max Gazzé, cantautore della scuola romana e tra i cavalli di razza della musica italiana degli ultimi vent'anni, lo è stato fin dagli esordi. Ha sempre saputo dosare ironia e leggerezza, suoni elettrici con liriche più intimiste, raccolte in melodie che risentono di echi alla Battiato. Poi ci sono i lavori musicali, divisi in due categorie: quelli che convincono il pubblico ed altri che piacciono maggiormente alla critica, nella consapevolezza che il disco perfetto, che sappia mettere davvero tutti d'accordo è difficile da individuare.

"Sotto casa", ottavo album della sua produzione, non si è sottratto (soprattutto al momento dell'uscita) a questo gioco delle parti, sebbene pian piano, nei mesi successivi alla partecipazione sanremese, in qualche modo, si sia registrato un parziale riavvicinamento tra le scuole di pensiero, cioè, tra chi ritiene il lavoro, attraversato da interessanti intuizioni ma dispersivo, e chi, invece, lo valuti come il migliore della recente produzione.

La sensazione, ad un ascolto attento, è, però, che, pur nella logica di mediazione dei gusti e delle sensibilità, prevalga maggiormente la seconda tesi: altalenanti lo sono stati gli ultimi lavori discografici, ossia Un giorno (2004) e Tra l’aratro e la radio (2008). Solo "Quindi?" del 2010 è parso un disco con un livello qualitativo costante.

"Sotto casa" si iscrive in questa tendenza: sono dieci brani che respirano delle due anime dello stile di Gazzé in costante interscambio. C'è quella più spavalda ed elettronica (che passa anche dal levare allegro della traccia che dà il titolo all'opera) e quella più sensibile e romantica delle ballate che arricchiscono l'album.

Dal punto di vista degli arrangiamenti, prevale una tensione rock, con un dosaggio equilibrato di voci e strumenti e con la ricercatezza del contributo orchestrale; sotto il profilo dei temi, si spazia dalla ricerca spirituale alla necessità di aprirsi all'altro (contenute proprio in "Sotto casa") e  dall'ingestibile mondo dei sentimenti, a partire dalla gelosia, al drammatico racconto della violenza.

"E tu vai via", il brano che apre il disco, ripresenta Gazzé nella sua veste migliore, quasi come una citazione implicita di "Contro un'onda del mare". La versione elettronica pervade anche il brano di chiusura ossia "L'amore di Lilith", con i riferimenti mitologici sempre cari all'artista romano. Musicalmente interessanti ma di raccordo sono brani come "Quel cerino" e "Con chi sarai adesso", quest'ultima ballata che consegna un ottimo mix di scrittura testuale e musicale. I pezzi più romantici e raffinati, che risentono dell'influenza autorale del fratello Francesco sono "Buon compleanno" e "Il nome delle stelle".

Il brano più impegnato è l'onirico "Atto di forza", che rappresenta in maniera ermetica il dramma della violenza sulle donne, diventato argomento quotidiano delle cronache. "La mia libertà" e "I tuoi maledettissimi impegni", brano scartato a Sanremo, sono le due tracce migliori dell'intero disco. Nella sostanza, "Sotto casa" si presenta come un lavoro vivace e maturo, velatamente rock, fedele alla complessità strutturale e alla ricercatezza del cantautore romano: al pubblico sono consegnate dieci canzoni, di cui almeno la metà di un livello qualitativo molto alto. Un dato che conferma l'autorevolezza artistica di una delle firme pregiate della musica italiana odierna.

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