Venerdì, 23 Luglio 2021
Cultura

Terzapagina. Il Salento e un anno di cultura nei volti di tre protagonisti

Raccontare il 2013 e farlo attraverso le storie di chi è stato capace di lasciare un segno: tra i nomi possibili, questa rubrica sceglie l'editore Cosimo Lupo, il cantautore Mino De Santis e l'attore teatrale Mario Perrotta

Mario Perrotta (dal sito ufficiale)

LECCE - Raccontare il 2013 e farlo attraverso i volti di alcuni personaggi che, nel mondo della cultura e nel Salento, lo hanno attraversato e segnato. Si sa che non è mai facile provare a selezionare dei nomi, ma le scelte operate sono motivate tutte da una forte valenza simbolica.

Il primo personaggio salentino è l'editore Cosimo Lupo: la crescita della sua piccola casa editrice è sotto gli occhi di tutti e premi e riconoscimenti sono iniziati ad arrivare, a conferma di un lavoro certosino che rende merito all'ostinazione di un uomo e al suo staff nel tentare di promuovere giovani autori e la letteratura del territorio in varie forme. L'espansione di genere, passata attraverso la creazione di un'etichetta musicale e con qualche sperimentazione cinematografica col breve cortometraggio di Fausto Romano, "Brodo di Natale", attestano questo percorso virtuoso in favore della difesa della cultura salentina.

Il secondo personaggio è strettamente legato al primo: Mino De Santis, cantautore che, in questo anno, oltre a confermare la propria popolarità, è diventato attraverso la sua musica il cantore di una terra attraverso le immagini e le narrazioni dei suoi brani. L'attenzione ricevuta dai mass media nazionali è riprova dell'interesse per un artista, che, non solo sa raccontare il Salento come pochi e in un modo degno della grande storia cantautorale nazionale, ma soprattutto che ha riportato il dialetto ad essere una lingua "nobile".

Il terzo personaggio dell'anno è Mario Perrotta, straordinario attore, vincitore poche settimane fa del premio Ubu, l’Oscar del teatro italiano, grazie all'interpretazione nel suo ultimo spettacolo, “Un bès - Antonio Ligabue”.

Secondo salentino dopo il genio assoluto di Carmelo Bene e primo leccese ad aggiudicarsi il riconoscimento, merita una menzione speciale sia per il prestigio del successo, sia per il fatto che è l'emblema di un Salento che, sul capitolo cultura, deve molto crescere, visto che elogia sempre chi viene da fuori e non valorizza al meglio i propri talenti. Perrotta, infatti, non ha al momento alcuna tappa nella sua terra di origine. E la scusa del "nemo propheta in patria" inizia ad essere piuttosto riduttiva.

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