Cultura

Terzapagina. "Una frisella sul mare", il tour estivo parte da San Cataldo

Stasera dal Lido York iniziano le presentazioni del libro di Pierpaolo Lala, edito da Lupo, nato da un'idea di Osvaldo Piliego e dalla consapevolezza di un paradosso: la spiaggia è il luogo dove si mangiano i cibi più pesanti

LECCE - Parte (ore 19 con ingresso gratuito) stasera dal Lido York di San Cataldo, la vera spiaggia dei leccesi leccesi, il tour di presentazione di "Una frisella sul mare. Canzoni, ricordi e ricette da spiaggia" (Lupo Editore). Dopo "50 sfumature di fritto. Piccolo Manuale Untologico" la crew gastronomica di Fornelli Indecisi, guidata dal patron del concorso di cucina dozzinale, giornalista ed ex chitarrista di falò Pierpaolo Lala, torna con un libro ideale da cantare, leggere e "consumare" sotto l'ombrellone.

Il libro, un’idea a due menti e quattro mani del patron e del giornalista, scrittore e musicista Osvaldo Piliego, nasce dalla consapevolezza di un assurdo paradosso. In quale posto e in quale stagione si mangiano, fino allo sfinimento, cose pesantissime e dure da digerire? La risposta è drammatica: in spiaggia, d’estate. L’estate, nel Salento, è sinonimo di “stanato”.

La traduzione è molto semplice: tegame o teglia da forno in acciaio. Ovviamente può essere anche in altro materiale o usa e getta ma il concetto resta invariato. Anche perché lo stanato ha bisogno sempre, per essere infornato, di un complemento di specificazione. Ossia uno stanato di parmigiana, uno stanato di pasta al forno, uno stanato di cannelloni, uno stanato di melanzane ripiene, uno stanato di focaccia, uno stanato di pizza di patate. Lo stanato da solo non esiste, è come dire "bottiglia". Di cosa: di acqua? di birra? di vino? di succo di frutta? di olio extravergine d'oliva?

Ciascuno ha molti ricordi “ambientati” in spiaggia o al mare. Tutti hanno una colonna sonora, soprattutto quella dei falò, ormai vietati. Le spiagge dove abbiamo passato le nostre infanzie ci fanno sempre sorridere e tornare alla mente le corse pinnate o le prime fidanzatine. E come dimenticare le ricette e le giornate passate a sfornare e trangugiare “stanati” carichi di parmigiane, paste al forno, cannelloni, peperoni ripieni, cozze gratinate.

Il libro è diviso, dunque, in tre sezioni: canzoni, ricordi e ricette. Tra le canzoni "Una frisella sul mare" accoglie un piccolo repertorio di brani tipici soprattutto degli anni ’80 e ‘90, che sono gli anni (terribili per alcuni, meravigliosi per altri) nei quali è cresciuta la maggior parte dei membri della crew, da Albano e Romina agli 883 passando per Vasco Rossi, Lucio Battisti, Marco Ferradini, Francesco De Gregori, Antonello Venditti, i Cure, The Smiths, i Beatles, Amedeo Minghi, il Gruppo Italiano, Bruno Martino, Fred Bongusto, Claudia Mori, Paul Anka, Francesco Guccini, Vanessa Paradise, Gianni Pettenati, Peppino di Capri e i brani popolari da cantare a squarciagola.

Grazie ai ricordi di numerosi giornalisti, foodblogger e scrittori si ripercorre, poi, un lungo tratto della costa pugliese da Bari sino alla provincia di Taranto. Non è un censimento ma un viaggio casuale nei ricordi che passa da Capitolo, Spiaggia Bella, Torre Chianca, San Cataldo, San Foca, Torre dell’Orso, Otranto, Santa Maria di Leuca, Ugento, Porto Cesareo, Marina di Pulsano, Torre Ovo e tante altre località. Donpasta, Osvaldo Piliego, Giuseppe Calogiuri, Raffaele Gorgoni, Alessio Viola, Paola Sgobba, Francesa D’Agnano, Adolfo Maffei, Ennio Ciotta, Antonietta Rosato, Salvatore De Simone, Fulvio Totaro, Maria Grazia Fasiello, Salvatore Caracuta, Andrea Gabellone, Carlo Morelli, Daniela Sabato, Letizia Basile, Danilo Siciliano, Dario Goffredo, Dario Quarta, Rossano Astremo, Paolo La Peruta, Viviana Guadalupi e la misteriosa Senora Mia, ci raccontano una Puglia diversa, vista da un’angolatura particolare: quella della tavola apparecchiata in casa o improvvisata in una cabina, sugli scogli o sotto una pineta.

L’ultima parte è dedicata ad una settantina di ricette, in rigoroso ordine alfabetico, perché in spiaggia non esiste la differenza tra antipasto, primo, secondo, frutta, dolce. Tutto può essere un pasto unico, perché c’è chi si mantiene leggero dissetandosi magari con una granita o gustando un gelatino, c’è chi invece arriva in spiaggia organizzato come fosse l’ultimo pranzo della sua vita. Le ricette sono recuperate qua e là, rubacchiate on line, suggerite da amici e amiche, tradizione di famiglia o selezionate tra i partecipanti alle precedenti edizioni di Fornelli Indecisi. Infine Manila Benedetto ci spiega le sue teorie sulle cose da bere (e da digerire) mentre a Pino De Luca (colonna di Fornelli Indecisi) è affidato l’arduo compito di concludere con un “trattato” sulla frisa. Quasi 200 pagine di note, parole e calorie.

Il trentaseienne leccese Pierpaolo Lala, socio-lavoratore della Cooperativa Coolclub, prova a fare il giornalista sin dalla tenera età. Vive prettamente su Facebook (o retwittandosi da solo) e quando ha tempo a San Cesario di Lecce, dove uccide piante e cerca di sfamare gatti dai nomi strampalati. Sino al 2001 è stato un grande chitarrista da falò proponendo cover demenziali e inediti tremendi. Da molti anni prova a scrivere un libro sui neologismi della politica. Nel frattempo ha ideato Fornelli Indecisi e ha pubblicato due libri di ricette (di altri). Prima di entrare in acqua aspetta almeno quattro ore anche se ha mangiato solo una fetta di melone. Dal 2012 è considerato un frittologo e un po’ si vergogna. Quando gli chiedono che fai nella vita risponde serio: “Posto cose, taggo gente”.

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