Domenica, 25 Luglio 2021
Cultura

Terzapagina. Vite, racconti e miti "inconsapevoli" di una "Generazione Post"

È uscito da poco l'omonimo libro per Lupo Editore, con "tredici storie dopo l'89 che non sapevano di diventare mito": tra loro anche Michele Frascaro. L'intervista a Paolo Paticchio, l'ideatore e il curatore della raccolta

Particolare della copertina

CASTRIGNANO DEI GRECI - È uscita da poco "Generazione Post" per Lupo Editore, una raccolta, come recita il sottotitolo di "tredici storie dopo l'89 che non sapevano di diventare mito". Ideatore e curatore del testo è Paolo Paticchio, classe ‘86, fondatore e presidente dell’associazione culturale “Terra del Fuoco Mediterranea”, organizzatrice del progetto “Treno della Memoria” che, dal 2005 ad oggi, ha accompagnato oltre 5000 giovani pugliesi a visitare i campi di concentramento e sterminio di Aushwitz e Birkenau.

Dal 2007, consigliere comunale e assessore del suo Comune, Castrignano dei Greci, e dal 2012 ricopre anche l’incarico di assessore all’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina. È alla sua prima opera letteraria. Lo abbiamo incontrato, per capire meglio i contenuti di "Generazione Post".

Tu ne sei il curatore e l'ideatore: qual è stato il pretesto di questa esperienza narrativa?

"Il progetto è nato un per caso, un po' perché il disorientamento è un virus che sta diffondendosi con troppa rapidità. Lavorando ormai da anni in progetti e percorsi educativi che coinvolgono soprattutto ragazzi dai 15 ai 25, la cosa che più di tutte mi ha lasciato sconvolto, è la trascinante ondata di rassegnazione che sta colpendo la mia generazione e quella successiva. Chiedevo per gioco ai miei amici quale fossero i loro punti di riferimento e i nomi fatti avevano almeno l'età dei nostri nonni ed avevano lasciato un importante e profondo segno in un mondo che non è il nostro. Tutto ciò è stato insopportabile. Non è possibile che ci sia questo vuoto. Ecco come nasce Post, dalla necessità di riempire quell'apparente vuoto di riferimenti, in qualsiasi campo della vita, che abbiano fatto qualcosa dopo l'89Paticchio-4, dopo la caduta di quel muro che ha avuto la forza di modificare gli assetti mondiali".

C'è una grande diversità nella scelta dei personaggi e dei temi su cui spaziare (nel libro trova spazio, ad esempio, la lettura di una trasmissione cult come Blob): con che criterio sono state individuate ignare di "diventare mito"? 

"Le storie sono nate dalle persone che ho voluto coinvolgere in questo progetto. Volevo, volevamo che sfiorassero tutti i settori, o almeno, alcuni settori, considerando che sono solo 13, ma la volontà è quella di continuare a raccontare. Tutti gli autori svolgono un lavoro e hanno delle passioni, il loro sforzo è stato quello, nonostante le difficoltà, di unire le due cose. Ecco da cosa nascono le storie, dallo loro voglia di comunicare alla loro generazione un punto di riferimento possibile".

Tra le storie raccontate, c'è quella di Michele Frascaro, giornalista salentino scomparso pochi anni fa. Cosa della sua vicenda ti ha convinto a farlo entrare in questa raccolta?

"Oltre ad essere stata una persona con cui ho condiviso interessi, passioni e lavoro, è una grande preziosità per questo territorio. Dico è, perchè nonostante sia andato via così presto, il suo modo di fare giornalismo ha lasciato dei frutti di cui godiamo ancora oggi, e di cui potremo godere ancora. Ha sollevato questioni scottanti, ha raccontato la sua terra con lo strabismo di chi, pur amandola, non le nascondo le verità più drammatiche. Caporalato, mafia, politica corrotta, Michele ha cercato di annusare, scavare e portare alla luce tutto quello che di marcio continua ad esserci tra questi due splendidi mari".

Sei un giovane amministratore, da anni impegnato nel sociale ed in iniziativa di ampio respiro: traendo spunto dalla tua esperienza, come proveresti a descrivere la "Generazione Post"?

"La Generazione Post cresce in un momento storico davvero ostico e da subito deve affrontare e risolvere errori che altri han commesso nel passato senza, forse, vederne i frutti. È una generazione che ha un quantitativo di etichette negative al punto di iniziare a subirle ed implicitamente (spesso senza motivo) ammetterle. Ma è anche una generazione che non appena si mette in moto produce il vero cambiamento e, guardandosi attorno, vede una moltitudine di giovani che, nonostante tutto, fanno tanto e tanto bene".

Com'è nata la collaborazione con Lupo Editore?

"Cosimo Lupo, l'ideatore e il presidente della casa editrice salentina Lupo Editore, è una persona con cui collaboro da tempo, ma soprattutto perché Cosimo è sempre presente dove c'è dell'entusiasmo. La sua casa editrice nasce con il desiderio di dare pagine a delle penne che sanno scrivere il cambiamento, lo sanno interpretare, lo sanno raccontare. Ecco perché quando siamo andati a proporgli l'idea, ha accettato senza alcuna difficoltà. Anzi, è coinvolto quanto tutti noi nel progetto ed è una fortuna poter contare sulla sua esperienza, farcita ad una sana e gentile follia".

Tra le storie contenute in questo libro, c'è qualche nome che oggi pensi avrebbe potuto far parte della raccolta e che ti dispiace non trovare all'interno?

"È eccezionale vedere come, una volta innescato il meccanismo, le storie da raccontare e dalle quali prendere spunto siano davvero tante. Non voglio però anticipare nulla: la possibilità di arricchire POST è uno degli obiettivi che vorremmo raggiungere tramite il tour di incontri e presentazioni che andremo a fare in giro per il nostro Paese".

(Nella conversazione informale, l'autore ha confessato il rimpianto di non aver inserito "il Divin Codino" Roberto Baggio.. infophoto_2013-05-12_033001100_low_p0000600450-3 chissà che non sia proprio lui il primo di una seconda serie di personaggi da Generazione Post, ndr)

Che riscontri sta avendo la pubblicazione? Quali i prossimi appuntamenti del tour di presentazione?

La pubblicazione piace, incuriosisce, cattura l'attenzione, soprattutto perché è un esperienza corale. Un gruppo e non una sola persona, un libro che racchiude in sé tante storie, persone, percorsi di vita. È facile ritrovarsi in qualche racconto, o scoprirne degli altri che si ignoravano. Sta finalmente innescandosi quello che auspicavamo. Ogni lettore si sente motivato ora a proporre la sua storia, il suo punto di riferimento anche perché POST è l'ennesima dimostrazione che questa generazione prova con fatica a mettere al centro, sempre, il "Noi". I prossimi appuntamenti sono molto importanti. Dopo essere stati a Torino, il 27 saremo a Roma e poi al Festival di Collisioni che si tiene a Barolo dal 5 al 9 di luglio prossimo. Intanto ne stiamo calendarizzando degli altri in giro per l'Italia".

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