Tra sacro e profano, la magia della "Fòcara" di Novoli illumina il Salento

Sono state oltre 50mila le persone a infiammare la “Fòcara”, la festa legata al culto di Sant'Antonio abate. Un’opera disegnata dal maestro Jannis Kounellis, mentre lo spettacolo dell'accensione è stato curato compagnia teatrale spagnola Xarxa teatre

La magia della Fòcara (foto di Ivan Pasculli)

LECCE – E’ un rito ancestrale, simbiosi di sacro e profano, paganesimo e religione, una catarsi collettiva che incanta e ammalia. La magia del fuoco che arde e illumina la notte di Novoli e del Salento, che scalda il cuore di migliaia di visitatori e fedeli. La magia della “Fòcara” di Novoli, il più grande falò del Mediterraneo (con un’immensa pira di 20 metri di diametro e 25 metri di altezza, realizzato con oltre 80mila fascine di tralci secchi di vite Negramaro), è tornata come ogni anno a proporre l’incanto di quel fuoco perenne da cui ha preso vita l’universo intero. Un rito propiziatorio di luce e calore, principi vitali da sempre celebrati per rappresentare il ciclo di vita, morte e rinascita.

Una grande festa legata al culto di Sant'Antonio abate, l’eremita egiziano vissuto nel III secolo d.C., considerato il fondatore del monachesimo cristiano. Un legame che risale alla leggenda del santo pronto a inoltrarsi fra le fiamme dell’inferno per contendere al demonio le anime dei peccatori, prerogativa che lo ha reso protettore di tutti coloro che hanno a che fare con il fuoco. Il culto religioso che si fonde con il rito pagano dell'accensione di un grande falò, una delle espressioni più arcaiche della cultura contadina. Le origini dell’esistenza della fòcara a Novoli sono legate alla presenza dei veneziani; mentre altri la individuano intorno al XV secolo anche prima della richiesta di avere Sant'Antonio come protettore della comunità novolese. In ogni caso è certa la data del Settecento, desumibile da atti comunali.

Sono state oltre 50mila le persone a infiammare la “Fòcara”. Come da tradizione sin dalla mattina gli uomini della fòcara con il rito della “bardatura” hanno issato l’immagine di Sant’Antonio sulla pira di fascine consegnando idealmente al patrono della città il loro lavoro. Un’opera costruita quest’anno insieme al maestro Jannis Kounellis che ha interpretato l’architettura rurale arricchendola di forti significati simbolici. Prima dell’accensione gli sbandieratori di Oria si sono esibiti con il corteo storico per le vie del paese, nel segno del gemellaggio tra i due comuni.

Lo spettacolo dell'accensione è stato curato compagnia teatrale spagnola Xarxa teatre, che vanta esibizioni nei cinque continenti. Una rappresentazione che ha avuto inizio con la fòcara illuminata solo dalla luce del fuoco vivo, accompagnato dal suono delle campane a festa, cui ha fatto seguito un lampadario umano sospeso per aria in cui personaggi si muovevano al suono delle campane. Lo spettacolo si è concluso con una grande effigie di Sant'Antonio Abate, disegnata dal fuoco vivo, che lentamente è scesa sulla sommità della fòcara.

Nella piazza Tito Schipa, gremita all’inverosimile, il sindaco di Novoli Oscar Marzo Vetrugno; Antonio Gabellone, presidente della Provincia di Lecce; Paolo Perrone, sindaco di Lecce; Jannis Kounellis, don Luigi Lezzi parroco della parrocchia di Sant’Antonio a Novoli, e il presidente del comitato Fòcara Eriberto Milli, hanno dato finalmente fuoco alla miccia che ha innescato uno spettacolo pirotecnico mozzafiato che ha preso il via con il suggestivo video di DonPasta, proiettato direttamente sulla grande architettura rurale di fascine.

Un’edizione vissuta anche in segno di solidarietà con Parigi, con una grande Torre Eiffel di luminarie, alta 25 metri, accesa già dalla sera del 15. Sulla Torre, uno striscione con la scritta: “Focara for Charlie”

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Il FòcaraFestival continuerà oggi (17 gennaio) con Hollie Cook, Sud Sound System, e Emir Kusturica & the no smoking orchestra. L’“Electro tent” sarà invece animata dai set di Ninos du Brasil, dediti a un'ardita commistione di batucada e noise, samba ed elettronica, Populous e Larssen e domenica 18 gennaio con La Gente, Munny and Street Recordz Family e per concludere gli Asian Dub Foundation e Digitalism.

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