Sabato, 18 Settembre 2021
Cultura

Triarico e quella magia trascinata via da "La malamara"

È uscito per Lupo editore un romanzo a firma di Giuseppe Triarico, ambientato nel Salento. A contatto con l'insidia di quel misto di felicità e dolore, capace di cambiare il senso delle esistenze

BRINDISI - Dall'adolescenza all'età adulta, il tempo trascina via con sé ogni magia e svela impietoso la forza distruttiva delle passioni, mette a nudo fragilità e rancori, scardina la purezza degli affetti adolescenziali che hanno nutrito un mondo, disperdendolo. È la storia di "quelli del Paisiello", narrata in chiave di contrappunto tra passato e presente, quasi in una corsa che ha la rapidità degli anni e l'intensità del vivere.

Fausto e Rocco, Sandro e Antonia - legati da un'amicizia esclusiva e totalizzante - vivono, gioiscono e soffrono insieme, in una dimensione che credono inattaccabile ma che non li risparmia dalla solitudine, dall'irrequietezza e dal tormento. L'insidia della MalaMara, quel misto di felicità e dolore, quel chiedere sempre qualcosa in più che in vario modo si insinua nella loro formazione, finisce col vincolarli ad un eterno presente, rendendoli adulti incapaci di confrontarsi con la realtà a viso aperto e vittime di una logica che - per eccesso di amore - si manifesta devastante.

Una storia ambientata nel Salento, ma che può essersi svolta ovunque coinvolgendo una stessa generazione e toccando gli stessi tasti, per questo intrigante quanto basta a suscitare riflessione e ad accogliere il monito rivolto a chi di quella generazione è erede. L'autore, Giuseppe Triarico, è nato nel 1977 a Noci, ma è cresciuto a San Donaci.

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