Cultura

Vittorio Sgarbi in visita lampo a Galatone: “Città del barocco severo”

Il critico d'arte a margine della propria partecipazione, non senza colpi di scena a "Sfide culturali", si è concesso una deviazione nella cittadina salentina, per ammirarne i tesori "nascosti", fino a rimanerne entusiasta

Vittorio Sgarbi a Galatone

GALATONE – Vittorio Sgarbi nella città del “barocco severo”: è stato lo stesso ex sottosegretario a definire nella sua breve visita salentina la città di Galatone, nell’incontro organizzato sul piazzale del SS. Crocifisso. L’occasione si è verificata in seno ad un confronto|dibattito sul tema della bellezza nell’arte, tenutosi a Lecce, nell’ambito della manifestazione, organizzata da Alfredo Mantovano, “Sfide culturali”, dove peraltro, ad onor di cronaca, il critico si è reso protagonista di una delle sue famose sfuriate per una contestazione arrivatagli dal pubblico.

La provocazione “galatea”, invece, è partita dal consigliere comunale Francesco Martucci, che ha messo in evidenza come nel suo ultimo libro, dedicato alle bellezze d’Italia, Sgarbi dedicasse poche pagine alla Puglia e, in particolare, al Salento facendogli, nel contempo, dono di un opuscoletto dedicato al SS. Crocifisso di Galatone.

Presente a Lecce anche l’assessore alla cultura del Comune di Galatone, Giovanna Rizzo, che, profittando dell’entusiasmo balenante sotto le lenti del critico e previ accordi telefonici col rettore del santuario, ha invitato il critico a voler omaggiare Galatone di una sua visita quella stessa sera.

“Quanto dista da qui?...Tra mezz’ora sarò da voi” - la sua risposta repentina e inaspettata. Così, nel volgere di quella mezz’ora, la cittadina sonnecchiante si è di botto svegliata spalancando le porte del suo Palazzo Marchesale, del frantoio semi-ipogeo, della chiesa matrice con i preziosissimi codici greci e naturalmente del santuario.

Il singolare ed estemporaneo tour, ripreso prontamente dalle telecamere di Myboxtv, si è snodato attraverso le vie del centro storico e si è concluso con una visita al costituendo e suggestivo museo delle macchine di Leonardo da Vinci, realizzate dall’ingegnoso Giuseppe Manisco.

Visibilmente compiaciuto da tanta ricchezza storico-artistica, entusiasta per una tela del maestro Mattia Prete ritraente San Sebastiano, l’ex sottosegretario ai Beni culturali si è congedato con una stretta di mano al primo cittadino, Livio Nisi, e con la promessa di voler tornare presto nella città del Galateo, da lui rinominata “Città dal Barocco severo”, esprimendo la necessità di valorizzarne al meglio le diverse emergenze, di puntare su altri particolari attrattori, tra cui le macchine leonardesche, per poter avviare più efficaci strategie di marketing territoriale.

 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Vittorio Sgarbi in visita lampo a Galatone: “Città del barocco severo”

LeccePrima è in caricamento